Imparare l'italiano con De Andre'
Forse, da lassu’, Fabrizio si volgera’ di tanto in tanto, con una smorfia di sorriso, piu’ per curiosita’ che per stupore, verso Mosca. Esiste qui, infatti, un Centro di Educazione linguistica in cui si impara l’italiano non sui manuali o sulle grammatiche ma a partire proprio dalle canzoni di De Andre’.
E’ un Centro che si basa su un metodo per insegnare le lingue davvero speciale e, a giudicare dai risultati, eccezionale: i piu’ dotati in 3 settimane di corso intensivo capiscono e parlano gia’ un buon italiano. Il Centro e’ piccolo, ma una buona parte degli interpreti o degli insegnanti di italiano che potrete trovare a Mosca provengono proprio da qui. E non fatevi strane idee: gia’ in molti hanno provato a chiedere di poter “importare” in Italia questo metodo (inventato da uno psichiatra bulgaro ma poi perfezionato da un insegnante russo), ma e’ molto difficile, non e’ tanto una questione di denaro o di gelosia, ma di scrupolo: vogliono essere sicuri che chi lo applichera’ lo faccia seguendo alla lettera le loro prescrizioni.
Non so perche’ si parta proprio da De Andre’, forse per la predilizione che ha per questo nostro grande cantautore Gherman, il Fondatore e l’Anima del Centro (che quando e’ nel Centro si fa chiamare Giordano Bruni). So, pero’, che il cuore si stringe quando, a Mosca, vicino a Natale, guardando fuori dalla finestra, e vedendo cadere la neve si sente nella stanza che tutti cantano La canzone di Marinella o La Guerra di Piero (loro cantano e suonano, noi italiani ascoltiamo o, al massimo, partecipiamo al coretto dei ritornelli – e’ sorprendente vedere come siano molto piu’ bravi di noi: loro conoscono le canzoni quasi tutte a memoria). Mi e’ capitato anche di essere dopocena in una casa di uno dei ragazzi usciti da un corso del Centro, vedere che portava il figlioletto di un anno e mezzo a dormire e che per addormentarlo cantava una strana ninnananna, una melodia davvero struggente, … tradizione popolare russa? No: “dormono dormono sulla collina … “ (“La Collina” - Non al denaro non all’amore ne’ al cielo).
Non so se esiste, mi sembra di si, un Istituto per la diffusione della Cultura italiana all’estero, non so nemmeno cosa faccia e come agisca, penso, pero’, che uno sguardo, e un po’ di attenzione, a questo Centro dovrebbe proprio darlo, fa molto piu’ lui, scommetto, che molte Scuole Ufficiali o Istituti Culturali.
La Piazza Rossa? All’angolo di via Montenapoleone!
Chi per la prima volta vede la Piazza Rossa non puo’ che provare una grande emozione, e’ grande, austera, stupisce il rosso scuro cupo dei principali palazzi, incute rispetto, forse soggezione … ma non e’ tanto questo …
si e’ consapevoli di trovarsi in uno dei posti piu’ famosi al mondo, e uno dei posti un tempo piu’ proibiti da visitare, questo era il centro dell’”Impero del Male”, il cuore dell’altro Mondo contrapposto al nostro (infatti, non riesco a capire il perche’, ma noi occidentali qui ci sentiamo quasi intimiditi, paurosi anche… e vedere, alzando lo sguardo, che la stella rossa brilla ancora dalle torrette del Cremlino non fa che aumentare il nostro disagio… ma che perfidi questi russi!)… quante immagini che hanno fatto la Storia tornano in mente !
Poi, passata la prima emozione, ci volgiamo attorno e cominciamo a guardare: e’ sabato, le coppie di sposi usano venire qui a fare le fotografie per l’album (ce ne saranno sette o otto, si fanno trasportare da limousine bianche veramente esagerate e pacchiane - saranno lunghe almeno 10 metri ognuna!), turisti giapponesi fotografano tutto (com’e’ loro solito), tanti mendicanti allungano la mano quando passiamo li’ vicino. Ma lo stupore piu’ grande e’ vedere, esattamente di fronte al Mausoleo di Lenin e alla scalinata con balaustra di marmo dove si affacciavano Breznev, Gromiko, Kruscev (i grandi capi dell’Unone Sovietica) nei giorni di grande festa, grandi, sfarzose vetrine di praticamente tutte le firme della moda italiana. Sembra di essere a Milano in via Montenapoleone!
Ecco, la Russia oggi e’ cosi’, la Vecchia Russia fa la coda per vedere il corpo imbalsamato di Lenin (ed e’ veramente lunga, noi, con una guida, paghiamo i militari di guardia che vedono che siamo italiani, sorridono, recitano due strofe di una canzone di Toto Cutugno e ci fanno passare davanti a tutti - Putin voleva farlo cremare perche’ mantenerlo cosi’ costa troppo, ma ha rinunciato temendo le violente proteste della gente piu’ povera, quella che viene da lontano, e non certo da Mosca), i Nuovi Russi (ma sono ormai tanti, e sempre di piu’) invece affollano il grande Centro commerciale e sognano (ma non pochi anche comprano) un abito italiano.
C’e’ chi grida alla profanazione di un luogo sacro (l’ultimo luogo sacro laico), sono quelli che credono che il Socialismo non puo’ morire cosi’ - di loro ormai sembra non curarsi piu’ nessuno - per gli altri la Russia e’ finalmente diventata un Paese “normale” … la realta’ e’ questa, cosa si puo’ dire, si puo’ forse esserne dispiaciuti? Mmmm… chissa’ …. certo che io provo un po’ di nostalgia, e’ la morte dell’Utopia, dei grande sogni politici e sociali, e il trionfo del realismo, ma il cuore ne piange…
Poi riprendo a camminare, mi avvicino un po’ di piu’ alle vetrine, vedo anche un bar dal nome italiano (sempre di fronte alle mura del Cremlino), guardo meglio e vedo una magnifica Torta delle Rose (bella che forse solo nella miglior pasticceria di Valeggio sul Mincio se ne trova un’altra uguale) nel centro della vetrina! E mi sento a casa e penso che gli italiani si adattano proprio dappertutto (e che in ogni parte del mondo apprezzano, se non tutto, almeno tanti segni dell’italianita’…).
Volete vendere in Russia?
Volete vendere con successo in Russia? Leggete qui!
Riporto qui una lettera scritta da un consulente russo ai dirigenti di una ditta italiana alle prese con diversi problemi nel tentativo di vendere in Russia, a loro e` stata molto utile...:
“Poi, per le difficolta` che dici - e` tipico qua da noi.
La gente di commercio qua da un lato e` molto insicura, non ha garanzie e non sa cosa succedera`
domani - percio` hanno paura di rischiare i loro soldi. E fare un ordine dopo aver visto i
campioni - e` un certo rischio, non si sa se poi riusciranno a vendere la merce.
Dall`altro lato e` gia` abbastanza viziata dagli italiani (e non solo) che vengono qua per
vendere i loro prodotti. I produttori vedono che il mercato qua e` enorme, delle possibilita`
ce ne sono tantissime, basta solo entrarci - e cosi per entrare concedono le condizioni di vendita
piu` buone possibile per essere competitivi. E cosi' ci sono i russi che chiedono il
pagamento posticipato - perche` da certe fabbriche sono riusciti a ottenere questa possibilita`,
quelli che vogliono la partecipazione della fabbrica nelle azioni pubblicitarie; ci sono
addirittura quelli che vogliono che siate voi a pensare al trasporto e alla dogana e che tutto
questo sia a vostro carico - perche` ci sono delle aziende che tutto questo glielo danno. Il
problema e` che anche se il prodotto e` buono, di qualita` e non tanto caro - il vostro, ad
esempio, a me sembra molto buono (per i prezzi poi non sono esperto, ma sembra che non siano
esagerati...) - in realta qua in Russia c`e` gia` tutto, e per una ditta che e` indecisa e che
non vuole rischiare, ce ne sono tante altre che questi rischi sono disposte ad assumerli.
Ecco, queste sono le mie riflessioni, dovete venire qua piu` spesso per capire com`e`
fatto il nostro paese, il nostro popolo e il nostro mercato; e` vero pero` che non si puo` fare
paragone con nessun altro paese del mondo.”
Presentazione
Il sogno russo.
La Russia d’oggi vista e raccontata da un italiano strano.
Per chi e’ curioso, per chi ha a che fare con la Russia e con i russi, per chi vuole fare affari in Russia.
Sono un italiano che vive in Russia, a Mosca. Vivo una vita normale, non abito in un hotel e non frequento solo italiani, qui in fondo sto bene, cerco di capire i russi, ma sono e mi sento sempre italiano..
Per la mia attivita’ sono in contatto con molti italiani che vivono qui o che vengono qui per fare affari; la mia compagna, inoltre, e’ russa e fa l’interprete d’italiano e di tedesco nel settore commerciale..
Molti amici mi chiedono spesso informazioni, spiegazioni o anche solo di raccontare un po’ la mia vita qui..
Vedo che c’e’ molto interesse da parte degli italiani verso la Russia, ma vedo anche che gli italiani conoscono molto poco questo paese e ne sono un po’ spaventati, sono ancora troppi i pregiudizi e le diffidenze. D’altra parte quando qualcuno viene qui da solo, senza appoggi, molto spesso si trova in difficolta’ e qualche rischio, in effetti, c’e’..
Mi piace pensare che queste mie note, qui su internet, possano essere utili a qualcuno. Sono pensieri, osservazioni, citazioni e, a volte, informazioni (alcune anche un po’ confidenziali e riservate). .
Fatene buon uso..
Buona lettura!.
Claudio S..
gia’ bibliotecario, sociologo, imprenditore, single.
I tre miti
I tre miti (piu’ uno) legati alla Russia
Un italiano che guarda oggi verso la Russia con l’occhio non disattento e con interesse lo fa sicuramente per uno di questi tre motivi (miti):
1) La Russia resta forse uno dei pochi posti al mondo dove sono ancora possibili grandi affari e velocemente.
2) La Russia e’ un grande Paese ancora tutto da scoprire.
3) Le donne russe amano gli uomini italiani.
C’e’ poi un quarto motivo (mito) ma riguarda veramente solo pochi vecchi nostalgici, ed e’ che qui c’era la patria del Socialismo (e che non puo’ essere sparito tutto!).
Cosa c’e’ di vero?
1) Tutto sommato e’ abbastanza vero, la Russia e’ l’unico grande Paese che fino a pochi anni fa (una quindicina) era veramente chiuso alla libera economia (il caso della Cina e’ diverso, economicamente e’ stata molto meno impermeabile agli influssi dell’Occidente). E’ anche un Paese dalle risorse naturali enormi, con un’economia in rapido sviluppo.
Pero’ occorre fare attenzione che la situazione politica per molti non e’ ancora stabile e rassicurante, che la legislazione e la burocrazia fanno acqua da tutte le parti (con la conseguenza di far aumentare di molto il potere e l’arbitrio di burocrati e poliziotti), che con i russi non e’ facile trattare (innanzitutto bisogna mettere in conto di dover bere molto alcol… poi sono imprevedibili e non sempre affidabili), che a Mosca ormai e’ difficile portare qualcosa di nuovo (restano diverse altre citta’ o regioni interessanti per fare affari, ma li’ non e’ sempre Occidente…), che dove e’ facile arricchirsi velocemente e’ altettanto facile prendere grandi fregature e perdere soldi.
2) Per chi si sente pioniere o viaggiatore avventuroso, insomma novello Marco Polo, la Russia e’ l’ultimo orizzonte che nasconde ancora fascino e mistero. E’ abbastanza vero anche questo, la Russia e’ il Paese piu’ grande al mondo ma per la maggior parte e’ quasi disabitato, inoltre molte zone e citta’ erano impossibili da visitare durante il comunismo (alcune, addirittura, - quelle di interesse militare ad esempio - erano state cancellate dalle carte geografiche). Solo a poche ore di automobile da Mosca si entra in paesaggi, naturali e umani, in cui sembra che il tempo si sia fermato al secolo scorso. E tuttavia ci sono diversi “tesori” da scoprire: localita’ in cui la natura e’ ancora incontaminata, testimonianze del passato, luoghi in cui si sono fatti pezzi di storia, i posti citati nei grandi romanzi russi… In Russia il turismo e’ ancora allo stadio di partenza.
3) Cosa posso dire, io vivo con una donna russa… (ed e’ vero che c’e’ un feeling particolare tra italiani e russe, e che le russe spesso sono scontente degli uomini russi...)
4) Mi spiace disilludere qualcuno ma qui il comunismo l’hanno seppellito e sembra proprio che non abbiano nessuna voglia di dissotterrarlo (e dico questo senza giubilo o ironia – i 70 anni di comunismo non si puo’ buttarli via tutti come solamente negativi). E’ vero che molti votano ancora un partito che si dice comunista e che molti hanno nostalgia di quegli anni, ma e’ piu’ per il disagio di dover vivere in questo capitalismo ancora un po’ troppo squilibrato e selvaggio che per la reale volonta’ di tornare ai quei tempi. Ho visto un giorno (il 7 gennaio, che in Russia e’ Natale) una manifestazione in piazza di ex comunisti, con tutte le loro bandiere rosse, facevano soprattutto tenerezza: erano veramente quattro gatti e tra di loro erano, forse, di piu’ gli stranieri (anche italiani, alcuni di loro li ho conosciuti) che i russi.





Ultimi commenti