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Vecchie Ziguli’ (FIAT 125) scassate e limousine da favola

di ilrusso (15/04/2004 - 20:45)

Oggi in una delle vie principali di Mosca (Prospect Mira) ferme al semaforo c’erano una accanto l’altra una vecchia Ziguli’ (la nostra FIAT 125 che, per un accordo commerciale veniva costruita in Russia) di color verde scuro, tutta ammaccata e arrugginita e una limousine (un’automobile che pensavo esistesse solo su Topolino o nei film di favola di Hollywood – sara’ lunga almeno 15 metri, con 6 porte e dentro potrebbe starci addirittura un letto o chissa’ cos’altro) tutta nera e lucida, con i vetri oscurati.

Mosca e’ anche questo, esagerazioni nell’uno e nell’altro senso. Girano per le strade automobili che in Italia si potrebbero vedere solo dallo sfasciacarrozze (vecchie, tutte rotte, con fori nei vetri coperti alla bell’e meglio con il nastro adesivo...) e nello stesso tempo automobili di lusso talmente pacchiane che un italiano, penso, non avrebbe il coraggio di mostrare.

Queste vecchie automobili sono un bel problema, primo perche’ i loro autisti le guidano con un bel po’ di disinvoltura (tanto cosa hanno da perdere?) – anche se da quest’anno anche in Russia l’assicurazione e’ diventata obbligatoria, secondo perche’ molto spesso si fermano dove capita (in mezzo alla strada, in curva, etc.) e non si muovono piu’ creando paurose deviazioni e ingorghi nelle strade gia’ intasate di Mosca. Figurarsi inoltre il rispetto delle misure antiinquinamento, con il risultato che, ad esempio, viaggiare d’estate (e anche qui fa un bel caldo...) con il finestrino aperto e’ impossibile (quando l’ho fatto, dopo 10 minuti non riuscivo piu’ a tenere aperti gli occhi dal bruciore).

Circolare per le strade russe ha qualcosa di molto famigliare per gli italiani, visto che molti modelli sono quelli delle FIAT anche se qui si chiamano in un altro modo. E’ anche impressionante vedere che quasi tutti gli autobus, brutti e vecchi anche quelli, portano insegne, cartelli e indicazioni in tedesco, a Mosca deve esserci stato un gigantesco acquisto di quello che i tedeschi scartavano che e’ poi stato riciclato senza neppure dare una riverniciatina.

Il mercato delle auto e’ in rapida crescita in Russia (10% annuale di aumento), anche se la situazione di partenza era molto modesta (114 automobili ogni 1.000 abitanti, contro, ad esempio, le 580 della Germania); si calcola, tuttavia, che entro il 2010 la meta’ circa della popolazione potra’ permettersi l’acquisto di un’auto nuova. Ed e’ interessante vedere come, nel 2002, su 1 milione e mezzo di auto acquistate ben 450.000 erano macchine usate provenienti da Europa, Stati Uniti e anche Giappone. Per molti questo e’ stato un vero e proprio business, alcuni ritengono che lo possa essere ancora, ma il Governo russo sta varando tutta una serie di misure (tra cui l’aumento dei dazi di importazione) per frenare l’importazione dell’usato e per incentivare l’acquisto di auto locali nuove.

Sta di fatto che tutte le principali Case automobilistiche mondiali ritengono la Russia uno dei mercati piu’ importanti per i prossimi anni e stanno programmando progetti di coproduzione con Case locali o la costruzione di stabilimenti in Russia.

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Avete qualche soldo da investire? Ecco qualche idea

di ilrusso (14/04/2004 - 14:44)

La Russia e’ ancora un posto dove si possono fare buoni (grandi) affari, certo non e’ facile, ci vuole impegno e serieta’ (e non sempre gli italiani qui ce l’hanno) e un po’ di fortuna... Come dice Jerry Koenig, direttore generale di uno dei big della componentistica, la Johnson Controls, “Sotto alcuni punti di vista la Russia e’ ancora un mercato rischioso, ma e’ ancora piu’ rischioso non entrarci”.

Raccolgo qui quello che ho visto o sentito ultimamente:

-         Un gruppo di investitori italiani sta valutando le opportunita’ per costruire un grande albergo a Mosca. Sanno che il turismo e’ in grande espansione a Mosca (il Governo della citta’ afferma che nei prossimi 10 anni verranno costruiti 100 nuovi hotel) e in Russia in genere (nel 2002 sono stati 2 milioni e mezzo i turisti stranieri) e che le strutture ricettive sono molto carenti.

-         (aggiungo che un mio sogno sarebbe aprire a Mosca un Bed & Breakfast: mancano quasi del tutto, ma nel futuro non tanto lontano ci sara’ bisogno di strutture per il turismo “minore”  e alternative ai grandi alberghi).

-         Comunque vale senz’altro la pena investire in immobili a Mosca, i prezzi salgono costantemente eppure le richieste non mancano mai e, anzi,  spesso non vengono esaudite; per le attivita’ commerciali si pagano affitti con prezzi da record mondiale.

-         Ha aperto recentemente un negozio di scarpe ortopediche a Mosca, ha avuto subito un grande successo (pur avendo fatto poca pubblicita’ e essendo ubicato in una posizione non felice). In Russia ci sono molto persone con problemi di ausili, protesi, correzioni per malformazioni, deformazioni, ferite non ben curate, etc. Il problema e’ che prima c’erano pochi soldi e, anche, che prima provvedeva a tutto questo (male) lo Stato; poi, forse, non c’era una cultura dell’assistenza adeguata (forse perche’ la religione era stata marginalizzata).

-         Un altro italiano cerca qui di aprire un ristorante. Questa idea non mi sembra troppo brillante, forse e’ un po’ troppo tardi, anche se e’ vero che se un ristorante fa le cose per bene lavora sempre. La cucina italiana gode di ottima reputazione (ovviamente). C’e’ anche da segnalare che, poco tempo fa, un bravo cuoco italiano ha trovato subito lavoro in un ristorante a Mosca per uno stipendio di 5.000 euro.

-         Dei supermarket ho scritto gia’, qui non ce ne sono tanti, quelli che funzionano guadagnano molto bene, sono quasi come uno status symbol per i russi che hanno uno stipendio piu’ che decente (e cominciano a essere molti qui...). Inspiegabilmente ci sono intere grandi zone di Mosca, ma anche di San Pietroburgo ad esempio, che ne sono completamente sprovviste.

-         Un italiano in Russia da molti anni ha maturato la convinzione che un settore su cui insistere sia quello dei cosmetici. E’ un settore che da’ molti risultati anche da noi, nel mondo occidentale, ma in Russia, forse, ancora di piu’, andate in una appartamento russo e vi stupirete perche’ pur piccolo (a volte minuscolo) ospitera’ sicuramente un mobiletto, o qualcosa di simile, in un angolo pieno di oggetti e articoli di cosmesi, le donne russe si truccano veramente tanto. Finalmente ha trovato, dice, il prodotto giusto, e’ uno strumento per disegnare a caldo sui capelli dei motivi ornamentali, e’ di fabbricazione italiana e in Russia, sembra, non esiste. E’ sicuro che funzionera’, auguri.

-         Sono rimasto molto stupito di vedere a una Fiera Alimentare in Russia un importante compratore di una regione vicino agli Urali entusiasta di avere scoperto un venditore (italiano) di cioccolato solubile da bar (quello che si miscela al latte e si serve caldo in tazza). Ha fatto un ordinativo importante. La sorpresa e’, comunque, che ci sono intere Regioni che non conoscono assolutamente questi prodotti (mi vengono in mente quei preparati buonissimi che si servono nei bar e gelaterie della Val Gardena, tanto per dirne una, di cioccolato caldo ai vari gusti di nocciola, cocco, menta, etc. ...penso proprio che in Russia avrebbero grande successo).

-         Infine: si pensa sempre ad attivita’ di import/export di merci, ma perche’ non pensare anche alle risorse dell’intelletto e della cultura? Mi spiego: diverse aziende americane si stanno rivolgendo alla Russia per trovare lavoratori del settore informatico cui affidare incarichi di progettazione o controllo di software e simili. Hanno trovato che sono per molti aspetti meglio degli indiani (dell’India) che, negli ultimi tempi, facevano scalpore perche’ richiestissimi dalle Aziende di settore soprattutto degli Stati Uniti e che, con le odierne tecnologie, non c’e’ bisogno di spostarli da casa loro ma si puo’  lasciarli tranquillamente in Russia sfruttando il telelavoro. In effetti i russi hanno il genio dell’informatica (e, guarda caso, molti hacker – pirati informatici – tra i piu’ dannosi provenivano proprio dalla Russia... senza dimenticare i molti che, dopo il disgelo, nell’era Gorbaciov, sono emigrati per andare a lavorare in Canada o negli USA), inoltre hanno una buona cultura scolastica di base e una mentalita’ (si parla dei 20/30 enni) quasi identica ai loro coetanei occidentali.

 

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Le donne russe e gli italiani

di ilrusso (14/04/2004 - 12:43)

Frequento gli ambienti di Mosca dove si studia italiano e devo dire che e’ impressionante il numero di donne (ragazze) russe che hanno il compagno (fidanzato o marito) italiano, ci deve essere davvero un feeling particolare tra italiani e russe. Certo, se studiano italiano vuol dire che amano, o apprezzano, l’Italia, ma questa e’ altra cosa dall’innamorarsi di un italiano e, magari, sposarlo. C’e’ poi anche il “fenomeno” degli italiani che cercano proprio ragazze russe come compagne (anche magari da un giorno solo...) tramite siti internet specializzati (ce ne sono veramente tanti) o agenzie matrimoniali vere e proprie. Ho conosciuto anche diverse di queste situazioni e devo dire che, in generale funzionano. Al di la’ di quello che dicono i giornali o la tv (vecchi pensionati che hanno bisogno di mogli-infermiere, adulti sfortunati che sognano la prima donna della loro vita, e poi badanti e/o prostitute che realizzano il colpo della loro vita) la realta’ e’ piu’ ordinaria e “tranquilla”: ci sono persone che, per vari motivi, fanno fatica ad adattarsi a come sono oggi le donne italiane e trovano, invece, la soluzione in compagne di Paesi diversi. Vedo, comunque, che queste unioni durano; certo ci sono problemi di adattamento, di cultura e lingue diverse, di nostalgia (delle russe per la loro Patria – perche’ in genere la scelta di queste coppie e’ di vivere in Italia) e non e’ vero che le russe lo fanno principalmente per fuggire da una vita misera e di poche speranze, conosco donne che, constatato il fallimento della convivenza, sono tornate a vivere nella poverta’ del loro Paese natale.

Chiedo spesso a questi italiani cosa trovano di diverso dalle russe, rispondono che sono meno complicate, piu’ spontanee e genuine delle italiane, e piu’ “donne” con i sentimenti e i comportamenti tipici delle donne: la vanita’, la gelosia, il bisogno di essere protette e coccolate, i capricci anche ... Penso che sia, tutto sommato, vero, certo non si puo’ e non va bene generalizzare mai in queste cose, come in tutto il mondo ci sono tra le russe donne imbroglione, puttane, mascoline, etc (e, ad esempio, attenzione: le russe non sono tutte bionde, molte sono solo tinte!). Ma alcune caratteristiche le differenziano dalle italiane (o meglio dalle occidentali), forse perche’ vivono in un Paese non ancora sviluppato, sofisticato e benestante come l’Italia, forse perche’ sono abituate da sempre a fare da sole e a faticare per conquistare e trattenere poi i loro maschi (in Russia la sproporzione, come numero, tra femmine e maschi e’ maggiore che da noi). Per quanto riguarda il sesso, ad esempio, le russe hanno un atteggiamento piu’ naturale, con meno inibizioni, ma anche perversioni, delle donne occidentali (anche perche’ qui si sente poco l’influenza della religione e del relativo concetto di “peccato”), senza che  con questo possano essere definite delle donne “facili”. Si puo’ dire, comunque, che le russe sono educate, istruite, hanno cura di se’ (forse, fin troppo, e’ difficile trovarle in stile casual, sono sempre cosi’ “perfettine”), sono pulite, hanno rispetto per gli anziani e, prendete nota, molto orgogliose.... Una difficolta’ puo’ essere che, rispetto a noi italiane, hanno una espressivita’ minore, diversa: a volta non si riesce a capire dal loro atteggiamento se sono felici o tristi, soddisfatte o deluse.

Tutto quanto detto e’ tanto piu’ vero quanto piu’ ci si allontana da Mosca o San Pietroburgo, ovvero e’ soprattutto valido per le donne della Russia minore o periferica.

Ma anche l’uomo russo e’ diverso per diversi aspetti dal nostro, fanno fuoco e fiamme, sono grandi e grossi, ma poi davanti alle difficolta’ diventano agnellini o si ubriacano, e, comunque, sono in genere ruvidi e rozzi. In ogni caso, un avvertimento: alle russe (in genere, ci sono ovviamente le eccezioni) piacciono gli uomini-uomini e che fanno i veri uomini, ma questo piace agli italiani, non e’ vero?

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Il Settore Alimentare - 1

di ilrusso (13/04/2004 - 07:43)

In tutti i chioschi (a Mosca molto diffusi) di dolciumi, oltre che nei negozi, non mancano mai i prodotti Ferrero (Rocher, Raffello, Nutella, etc); il Martini tutti lo conoscono (salvo, poi, berlo durante il pasto come un vino qualunque); l’olio d’oliva italiano e’ il piu’ ricercato (i russi stanno capendo che, si’ costa di piu’ di quello spagnolo, ma come qualita’ non c’e’ paragone); di vini ce n’e’ una gran quantita’ (non si capisce bene, a volte, i criteri che hanno guidato gli importatori russi: certi vini italiani qui in vendita francamente in Italia sarebbero considerati appena discreti, mentre di altri con rapporto ottimo qualita’/prezzo  non c’e’ neanche l’ombra – nonostante gli sforzi dei produttori di farli apprezzare ai russi). E’ vero, comunque, che i gusti dei russi sono diversi dai nostri, e sono particolari (amano molto, ad esempio, bere a pasto vini dolci, anche col pesce o la carne – e’ per questo forse che la Russia e’ il secondo mercato al mondo, dopo l’Italia, per l’Amaretto Di Saronno). Si puo’ trovare poi Riso, Pasta diproduzione italiana, per non parlare poi del formaggio, dovete venire in Russia? Volete fare un regalo a chi vi ospita o riceve? Basta con calze e collant!  (sono arrivati nei negozi qui gia’ da tempo ormai – di produzione italiana, ovviamente). Regalate invece Parmigiano Reggiano o mozzarella  (o, in alternativa miscele italiane di caffe’), i russi vi saranno molto grati!.

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La Pasqua russa

di ilrusso (11/04/2004 - 21:46)

Anche in Russia oggi si festeggia la Pasqua (che, a differenza del Natale, cade lo steggio giorno che in Italia). Non e’ una cosa di massa, ma sono in aumento le persone che si recano nelle Chiese per farsi benedire i dolci (sono sempre di piu’ i panettoni e, anche i pandori italiani). Anche la funzione di sabato notte nella grande Chiesa di Cristo Redentore (quella ricostruita pochi anni fa e con una cupola tutta d’oro – l’edificio originale era stato fatto abbattere dal regime comunista ed al suo posto fu fatta costruire una piscina) era affollata.

La religione qui e’ un fatto ancora abbastanza strano, un misto di tradizione, superstizione, collante patriottico, politica anche. Da noi avrebbe fatto scandalo vedere il Capo politico della nazione, qui Putin, (e altri tre, tra cui il Sindaco di Mosca) citato piu’ volte con nome e cognome (si direbbe in Italia - qui con nome e patronimico, com’e’ usanza) dal Patriarca di Mosca nella sua omelia, poi fatto oggetto di benedizioni e raccomandazioni personali e infine rivecere una candelina accesa da tenere in mano per tutta la durata della funzione (a dire il vero si e’ spenta prima – qui le funzioni durano tantissimo), naturalmente sempre in piedi come tutti (nelle chiese russe non esistono panche o sedie). Ma Putin ha dimostrato di conoscere il rito e, a volte, ha anche pronunciato ad alta voce i versi di alcune preghiere (ah, quindi non conosce a memoria solo le canzoni dei Beatles!): frutto del suo diabolico intuito politico (oggi e’ utile e conviene essere amici della Chiesa) o vera devozione? Mah, a me sembrava quasi sincero... Si si, cosa davvero strana qui la Religione, si e’ scoperto che Kruscev aveva mandato la figlia con marito ad una udienza e una benedizione in Vaticano con il Papa (si e’ visto anche nel bel sceneggiato su Papa Giovanni XXIII trasmesso poco tempo fa da Rai1), che Gorbaciov era stato battezzato... forse qui l’unico davvero ateo era Stalin (ma non aveva studiato dai gesuiti? Ah, forse e’ per questo...).

Al sabato di Pasqua, quasi come fosse Capodanno, si aspetta la mezzanotte, poi si fa un brindisi, si mangiano le uova (spesso quelle di gallina, rassodate e dipinte di rosso, blu, verde, etc.) e qualche dolce e si grida “Cristo e’ risorto, Cristo e’ risorto!”, poi ci si bacia uno con l’altro. La domenica ci si riunisce con i parenti (chi puo’, chi li ha vicini) e si mangia, la Pasquetta qui non c’e’, peccato...

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Come una favolina: la vecchietta alla Fiera

di ilrusso (10/04/2004 - 14:18)

 In una Fiera Internazionale della Scarpa tenuta recentemente a Mosca una vecchiettina si e’ avvicinata ad uno degli stand in cui si vendono scarpe italiane (tra le piu’ prestigiose ed ambite); sembrava una delle babusche (= nonnine) come ce ne sono tante agli angoli delle strade o nelle fermate della metropolitana di Mosca che vendono un po’ di tutto, fiori, cuccioli e gattini, cetriolini e cappuccio, fiammiferi .... In realta’ era li’ per comprare, ha tirato fuori dal reggiseno 3.500 euro ed ha cosi’ pagato in anticipo il suo ordine di scarpe da donna. Ci ha spiegato che ha un suo chiosco di scarpe in un mercato all’aperto ( di quelli che ci sono in tutto il tempo dell’anno, inverno russo compreso ovviamente) in una citta’ vicino agli Urali (1.000 km. e due fusi orari di distanza da Mosca). Alla nostra domanda perche’ mai avesse scelto proprio scarpe italiane, belle senza dubbio ma care, ci rispose, seriamente e con fermezza e dolcezza nello stesso tempo, “Cari figlioli, non bisogna smettere di educare la gente al Bello, anche se siete in una citta’ sperduta e in un mercatino popolare!”.

E’ questa la fortuna del Made in Italy (e, forse, anche, in un altro senso, della Russia, come sempre salvata dalle sue eroiche babusche), che riesce a reggere la durissima concorrenza di Paesi emergenti (la Cina su di tutte, ma anche la Turchia ad esempio nel campo dei tessuti) nei settori in cui conta lo Stile e il Design, la Qualita’ del prodotto cioe’; che l’Estro e il Gusto non manchino mai ai  nostri bravi imprenditori!

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Supermercati come Fort Knox

di ilrusso (08/04/2004 - 11:10)

Per noi italiani (occidentali) il supermercato e’ uno dei posti piu’ “normali’  in cui stare, con naturalezza e tranquillita’. Qui il supermercato e’ tutta un’altra cosa. Ce n’e’ uno in una citta’ satellite di Mosca (ma piu’ o meno anche gli altri sono cosi’) che sembra Fort Knox: protetto e vigilato quasi si vendessero lingotti d’oro. Oltre a telecamerine dappertutto ci sono, all’ingresso, quattro “assistenti” che non fanno niente, solo guardano e controllano, in piu’ gira per le corsie un vigilante vero e proprio con la pistola. Pensare che non e’ un supermercato grande (da noi sarebbe tipo supermarket di quartiere) e che non sta in una zona periferica e marginale ma in centro citta’. Ma da cosa mai vorranno proteggere? Qualcuno qui mi ha detto che ci sono ancora in Russia persone, nostalgiche del passato, che non vedono di buon occhio questi “simboli del consumismo” e inoltre ci sono in giro tanti “huligani” (giovani violenti e spesso ubriachi). Sara’ vero, ma non vedo proprio che entrino in un supermarket e sfascino tutto...

Comunque essere li’ fa sentire importanti, sono un po’ come uno status symbol; i supermarket in Russia, al contrario che in Italia, sono per chi e’ piu’ ricco, i prodotti costano di piu’ (ma ora li frequentano anche le vecchiettine, dicono che si’ i prezzi sono piu’ alti, ma qui nessuno imbroglia sul peso o sulla qualita’ – ad es. vendendo cibi scaduti da tempo abbondante, cosa che succede spesso nei tipici negozi russi).

Tutto questo, comunque, fa provare a un occidentale questo luogo come un po’ strano (e inquietante quasi), non e’ bello sentirsi cosi’ osservati (oltre al fatto che qua i commessi addetti agli scaffali si fanno assolutamente gli affari loro alla faccia dei clienti – retaggio dei vecchi tempi sovietici: fanno aspettare intanto che loro osservano gli scaffali, ostruiscono completamente il cammino con i loro carrelli giganti e altro... ma il Cliente non va messo prima di tutto??).

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Il Made in Italy tira forte!

di ilrusso (06/04/2004 - 21:14)

Per certi aspetti, si puo’ parlare di invasione di prodotti italiani, i russi amano la qualita’ del nostro vivere e ci conoscono come maestri del gusto e dello stile (c’e’ una canzone qui che circola molto nelle radio, il cui ritornello gioca sulle parole “dolce vita, dolce vita…", ecco, e’ un po’ il riassunto di come i russi vedono l’Italia e gli italiani). Alcuni nostri marchi o prodotti hanno acquisito una posizione dominante. Il settore alimentare e’ probabilmente quello che fa la parte del leone (vini, olio, cioccolate, oltre alla pizza naturalmente - strano fenomeno quello della pizza, e’ talmente diffusa ed appare cosi’ semplice, naturale, oltre che buona, naturalmente, che ogni paese crede di esserne stato l’inventore, anche in Russia c’e’ chi dice che la pizza e’ nata qui!), assieme a quello della moda (dominante soprattutto per il settore medio alto): vestiti, scarpe, accessori. Sono molto richiesti qui anche i mobili o le ceramiche italiane. Marchi qui notissimi sono Ferrero, Benetton, Parmalat (per i succhi).

Ma non c’e’ solo questo, senza andare tanto lontano, tanto per fare un esempio, nella casa dei russi che mi ospitavano i primi tempi (classe media, non certo ricchi) infatti ho notato molti prodotti Made in Italy, in cucina: vino italiano (Montepulciano d’Abruzzo),  spaghetti e fusilli italiani, olio di oliva Monini, caffe’ Lavazza, alcuni accessori (tipo cavatappi e altro). Nel salotto, per scaldare, oltre al calorifero, c’era un elettrodomestico De Longhi, una lampada su un tavolino era italiana, inoltre l’asse per stirare era di produzione italiana. Nel bagno la cesta per i panni da lavare e’ made in Italy (Tontarelli), nella stanza da letto le lenzuola sono Bassetti.

L’amore e il rispetto dei russi per il gusto italiano si vede anche nei ristoranti (molti dei migliori sono “all’italiana” e con cuochi italiani), nei caffe’ (gli italiani hanno quasi il monopolio nella fornitura di macchine per caffe’ e caffe’ nei principali bar e ristoranti di Mosca), nell’arredo (sulle riviste specializzate i modelli per uffici e appartamenti privati sono spesso italiani).

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