L’ingegnere ubriaco e cosa ha lasciato il Comunismo
Questo piccolo episodio mi porta a qualche riflessione sul comunismo come e’ stato realizzato, e sulle conseguenze che ancora oggi segnano la societa’ russa. Certo ha appiattito le professionalita’ (ingegneri, ma anche altri laureati, come ad esempio i medici, guadagnavano anche meno di un operaio specializzato), ha reso tutti un po’ come dei burocrati (tutti lavoravano per lo Stato), ha tarpato le ali a chi aveva idee e iniziativa (i progetti passavano solo dopo un lungo iter di approvazione politica e burocratica). Non e’ riuscito (anzi ...) a eliminare la piaga dell’alcolismo.
Pero’ ha posto le basi nel popolo russo per l’apprezzamento della cultura e della conoscenza tecnica. Non e’ raro, infatti, trovare nei piccoli (e spesso sovraffollati) appartamenti russi un pianoforte, tanti russi sanno suonare uno strumento musicale; nei teatri spesso fa tenerezza dare uno sguardo al pubblico e vedere gente vestita semplicemente e poveramente eppure attenta e competente, oppure capita (e’ successo a me, non invento) di sentirsi telefonare e sentire da un vicino di casa, russo come tanti: “Accendi subito il televisore al canale xx, c’e’ un’intervista a Tonino Guerra che non devi assolutamente perdere!”. E, allo stesso modo, la gente sa tutto sulla conquista dello spazio (qui motivo di grande orgoglio).
Certo si potrebbe dire che il popolo russo e’ intelligente e predisposto al ragionamento e alla matematica (non sono forse, i russi, tra i piu’ bravi scacchisti al mondo?), ma cosa dire, allora, dell’amore per lo sport praticato e dell’attivita’ fisica (tutti qui sanno nuotare, non e’ difficile vedere famiglie con genitori non piu’ nel fiore dell’eta’ e figli ventenni giocare nei parchi a pallavolo o basket)?
Suzdal
Che emozione la visita a Suzdal! Sapevo che e’ una delle citta’ piu’ antiche della Russia, e’ un importante centro religioso, e’ dove si svolge un famoso concerto di campane, e’ anche dove il Presidente Putin si reca in occasione delle festivita’ (Capodanno, Pasqua) per riposare e stare un po’ in pace. Nelle sue vicinanze c’e’ un interessante Museo all’aperto dell’arte e dell’artigianato del legno (con riproduzioni di mulini a vento a grandezza normale e di un palazzotto nobiliare) e una Chiesa che, si dice, e’ servita da modello per il Cremlino di Mosca.
Alla vista si dimostra proprio come una vecchia citta’ russa: case basse, in legno, vie regolari e un po’ tetre, l’impressione di abbandono e trasandatezza. Ma la citta’ e’ dominata dal complesso monastico, ben conservato, diventato ormai centro di attrazione turistica (era un sabato qualsiasi durante l’anno, ma abbiamo incontrato dei turisti italiani, dalla Toscana!). La visita e’ molto interessante, ma la vera sorpresa e’ stato scoprire che, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e, quindi, in epoca Comunista, alcune ali del monastero erano state adibite a prigione e che proprio qui erano stati deportati dei prigionieri italiani. Oggi di tutto questo e’ stato fatto un Museo. E’ stato con viva emozione, quindi, che abbiamo guardato le foto, letto le note e i diari scritti di loro pugno dai nostri prigionieri, scoprendo che c’era molta gratitudine verso i carcerieri russi, per la loro umanita’ e caritatevolezza. C’e’ anche la foto recentissima di un gruppo di reduci che sono voluti tornare lassu’ per rivedere i luoghi e le persone e testimoniare la loro riconoscenza. Mario Rigoni Stern aveva proprio ragione, quindi.
Putin, la politica e i russi
Putin e’ stato rieletto Presidente, e per altri quattro anni potra’ governare i russi. Ha vinto con un margine larghissimo, alcuni dicono che, in realta’, non aveva avversari adeguati. Comunque non e’ che ci sia stato, da parte dei russi, molto entusiasmo e molta passione, ne’ nel seguire la campagna elettorale ne’ nel salutare Putin vincitore.
I russi non sembrano molto interessati alla politica, l’atteggiamento tipico verso il Potere e’ di sottomissione e di disillusione, sono e si sentono ancora sudditi e non cittadini. Molti osservatori stranieri hanno commentato che il popolo russo vuole, come sempre, essere comandato da una Autorita’ forte, capace e buona, e’ il mito del buon Re che e’ sia padre che padrone.
La caduta del comunismo ha prodotto un effetto strano, ha reso cioe’ i russi molto piu’ scettici e critici, prima non sapevano quasi niente di quello che succedeva, immaginavano ma non erano certi, ora si vede e si sa molto di piu’ e si scopre che la Politica e’ fatta di tante cose e che l’attenzione a promuovere e realizzare il Bene Comune non e’, probabilmente, l’interesse principale dei politici.





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