L’ingegnere ubriaco e cosa ha lasciato il Comunismo
Questo piccolo episodio mi porta a qualche riflessione sul comunismo come e’ stato realizzato, e sulle conseguenze che ancora oggi segnano la societa’ russa. Certo ha appiattito le professionalita’ (ingegneri, ma anche altri laureati, come ad esempio i medici, guadagnavano anche meno di un operaio specializzato), ha reso tutti un po’ come dei burocrati (tutti lavoravano per lo Stato), ha tarpato le ali a chi aveva idee e iniziativa (i progetti passavano solo dopo un lungo iter di approvazione politica e burocratica). Non e’ riuscito (anzi ...) a eliminare la piaga dell’alcolismo.
Pero’ ha posto le basi nel popolo russo per l’apprezzamento della cultura e della conoscenza tecnica. Non e’ raro, infatti, trovare nei piccoli (e spesso sovraffollati) appartamenti russi un pianoforte, tanti russi sanno suonare uno strumento musicale; nei teatri spesso fa tenerezza dare uno sguardo al pubblico e vedere gente vestita semplicemente e poveramente eppure attenta e competente, oppure capita (e’ successo a me, non invento) di sentirsi telefonare e sentire da un vicino di casa, russo come tanti: “Accendi subito il televisore al canale xx, c’e’ un’intervista a Tonino Guerra che non devi assolutamente perdere!”. E, allo stesso modo, la gente sa tutto sulla conquista dello spazio (qui motivo di grande orgoglio).
Certo si potrebbe dire che il popolo russo e’ intelligente e predisposto al ragionamento e alla matematica (non sono forse, i russi, tra i piu’ bravi scacchisti al mondo?), ma cosa dire, allora, dell’amore per lo sport praticato e dell’attivita’ fisica (tutti qui sanno nuotare, non e’ difficile vedere famiglie con genitori non piu’ nel fiore dell’eta’ e figli ventenni giocare nei parchi a pallavolo o basket)?





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