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L’ingegnere ubriaco e cosa ha lasciato il Comunismo

di ilrusso (23/05/2004 - 08:09)

Visto con i miei occhi: ad una fermata dell’autobus un uomo, sui 50 anni, malvestito, non rasato,  evidentemente ubriaco e molto simile a un barbone (o forse lo era proprio)  guarda con insistenza due ragazze, non piu’ di vent’anni; ad un certo punto domanda: “ma voi conoscete il Teorema di Pitagora?”, le ragazze lo guardano stupite ma poi, ripresesi, rispondono e dimostrano la loro conoscenza della matematica. Segue poi tutto un botta e risposta, come fosse un quiz della televisione, finche’ arriva l’autobus e le ragazze partono. Poi l’uomo si rivolge a noi e spiega di essere un ingegnere e di avere lavorato per l’industria aereonautica (ora non si capisce bene cosa faccia).

Questo piccolo episodio mi porta a qualche riflessione sul comunismo come e’ stato realizzato, e sulle conseguenze che ancora oggi segnano la societa’ russa. Certo ha appiattito le professionalita’ (ingegneri, ma anche altri laureati, come ad esempio i medici, guadagnavano anche meno di un operaio specializzato), ha reso tutti un po’ come dei burocrati (tutti lavoravano per lo Stato), ha tarpato le ali a chi aveva idee e iniziativa (i progetti passavano solo dopo un lungo iter di approvazione politica e burocratica). Non e’ riuscito (anzi ...)  a eliminare la piaga dell’alcolismo.

Pero’ ha posto le basi nel popolo russo per l’apprezzamento della cultura e della conoscenza tecnica. Non e’ raro, infatti, trovare nei piccoli (e spesso sovraffollati) appartamenti russi un pianoforte, tanti russi sanno suonare uno strumento musicale; nei teatri spesso fa tenerezza dare uno sguardo al pubblico e vedere gente vestita semplicemente e poveramente eppure attenta e competente, oppure capita (e’ successo a me, non invento) di sentirsi telefonare e sentire da un vicino di casa, russo come tanti: “Accendi subito il televisore al canale xx, c’e’ un’intervista a Tonino Guerra che non devi assolutamente perdere!”. E, allo stesso modo, la gente sa tutto sulla conquista dello spazio (qui motivo di grande orgoglio).

Certo si potrebbe dire che il popolo russo e’ intelligente e predisposto al ragionamento e alla matematica (non sono forse, i russi, tra i piu’ bravi scacchisti al mondo?), ma cosa dire, allora, dell’amore per lo sport praticato e dell’attivita’ fisica (tutti qui sanno nuotare, non e’ difficile vedere famiglie con genitori non piu’ nel fiore dell’eta’ e figli ventenni giocare nei parchi a pallavolo o basket)?

Merito del comunismo e’ stato senz’altro indurre all’educazione e alla cura sia del corpo che della mente della persona. Certo in modo parziale e vigilato (la troppa liberta’ di pensiero veniva punita), ma se l’alternativa e’ lasciar liberi i propri giovani di imbottirsi di TV, di videogiochi o di trovare i modi per spendere sempre piu’ denaro in cose superflue, cosa e’ da preferire?

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