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Ricordi di una trentenne

di ilrusso (25/08/2004 - 00:18)

A volte, quando parliamo con la mia compagna, russa, affiorano dei ricordi di quando c'era il Comunismo. Io non le faccio domande dirette, non so perche', e' una specie di pudore forse... non voglio sembrare troppo curioso. Comunque lei non e' che sia in difficolta' a raccontare (in fondo lei che colpa poteva avere di quello che le succedeva intorno?), anzi, come raccontavano i nostri vecchi che erano bambini all'epoca del fascismo, per loro quelli erano in fondo anni felici (ma per quasi tutti, no, gli anni della fanciullezza erano belli e spensierati).

Avere trent'anni oggi e' l'eta' giusta per raccontare com'era la vita allora, senza troppa nostalgia, senza troppo ideologismo, con obiettivita', si potrebbe dire.

Quelle che ho raccolto qui sono piccole cose, i ricordi della vita quotidiana, quelli che spesso si tralasciano quando si racconta la Storia. Ma sono fatti che a noi Occidentali danno molto stupore:

1.

Per vedere il telefono diffuso in tutte le case bisogna aspettare i primi anni '90 (e pensare che oggi i russi hanno quasi il record della diffusione di telefoni cellulari)! Prima lo conoscevano, certo, ma era presente solo in poche case (i potenti del Partito comunista, i burocrati di alto grado, chi faceva lavori che richiedevano di essere rintracciati prontamente);

2.

Non esistevano gli stuzzicadenti, per lo meno come li intendiamo noi ora: ci si arrangiava facendo la punta ai fiammiferi;

3.

Le donne hanno accolto con viva soddisfazione la scoperta occidentale del pannolino femminile, prima si usavano stracci che non venivano buttati, ma lavati e riusati.

4.

Nei negozi non si poteva scegliere quello che si desiderava, si prendeva quello che c'era. Succedeva, cosi', che nei reparti sportivi c'era un solo tipo (spesso anche di un colore solo) di costume da bagno femmnile, cosi' le donne si ritrovavano al lago o al fiume e scoprivano di essere tutte vestite allo stesso modo! Altrimenti nei reparti di frutta e verdura quando si vedevano in vendita delle banane (succedeva qualche volta l'anno) si facevano code incredibili e poi, quando si arrivava al proprio turno, si compravano tutte le banane che si poteva (a volte si riempivano gli armadi oltre che le dispense). Si usavano come merce di scambio, si regalavano a tutti i parenti, a volte se ne compravano cosi' tante che dopo un po' non se ne poteva piu' e finiva che marcivano;

5.

Anche l'automobile erano un oggetto misterioso (non che oggi ce l'abbiano tutti, anzi..), cosi' anche il viaggio piu' breve sembrava memorabile

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Piccole curiosita'

di ilrusso (25/08/2004 - 00:17)

Quando si sta in un Paese straniero e' sempre alto il rischio di comportarsi come non si deve, fare figuracce o far ridere o, anche, scandalizzare gli altri. Spesso non ce ne si accorge neppure, oltre che non riuscire a modificare i comportamenti sbagliati.

Ecco quello che ho sperimentato in prima persona:

- soffiarsi il naso in pubblico non sta bene. Il problema e' che, in un Paese come la Russia, e' piu' il tempo che si ha il raffreddore che quello in cui e' assente! Invece, per i russi, va bene "tirar su con il naso" (si sentono di quei rumori di aspirazione per strada!);

- l'uomo con le calze lunghe fa ridere (non so perche', chissa' cosa penseranno...); gli uomini russi hanno sempre i calzini corti (ma cosa insegnano allora a noi gli esperti di moda e di bon ton che raccomandano di "mai mettere calzini corti"??);

- prima di partire per un viaggio si deve stare tutti seduti per un po' nell'ingresso di casa, se non si fa porta male (non so qual e' il significato e cosa bisogna pensare in quei momenti...);

- fischiare per strada e' sconsigliato: porta male e si fa la figura degli stupidoni;

- al ristorante pesano con grande precisione la quantita' di cibo che vi servono sul piatto (non lo fanno tutti, a dire la verita'), se non lo fanno pare che possano arrivare multe molto salate (beh, si parla di ristoranti...);

- per strada si vedono dappertutto uomini e donne che bevono birra (qualche volta anche solo bibite) direttamente dalla bottiglia, sembra una cosa da ubriaconi, ma poi si prova, e si trova che, in fondo, e' comodo;

- non aspettatevi che un russo sia puntuale, mezz'ora, un'ora (o anche di piu'!) di ritardo e' normale. Sembra quasi che i russi la pensino come quel Sindaco della mia citta' italiana (guarda caso nato in Russia...) che diceva che "la puntualita' e' una perdita di tempo" (certo, in un Paese dove nessuno lo e' mai!).

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