Gli imprenditori italiani in Russia
L’Italia e’ il secondo partner commerciale della Russia (dopo la Germania). Sono tanti e intensi, quindi, i traffici commerciali tra i due paesi, se fosse per la Russia l’Alitalia non sarebbe certo in crisi… Berlusconi vorrebbe, pero’, che l’Italia diventasse il primo partner, sorpassando quindi la Germania. Sara’ difficile, c’e’ ancora tanta distanza tra noi e loro, e per certe cose i tedeschi sono imbattibili. Ma effettivamente si potrebbe fare di piu’. A prendere in considerazione quello che sento e vedo, infatti, di cose da migliorare ce ne sono, a partire dal comportamento degli imprenditori.
Ultimamente ho avuto a che fare, in un modo o nell’altro, con parecchi nostri uomini d’affari, i settori erano i piu’ svariati (vino, scarpe, mobili, the e caffe’, caldaie, macchine etichettatrici, tessuti, apparecchi elettromedicali, trasporti e spedizioni), di affari se ne sono fatti, pero’… C’e’ un pero’… Ad esempio, alcuni imprenditori che da anni risiedono a Mosca concordano nel dire che gli italiani che si stabiliscono in Russia per fare affari molto spesso lasciano molto a desiderare (dicevano, anzi, che molti sono solo degli avventurieri o dei sognatori sprovveduti, o peggio, dei falliti in Italia), sono spregiudicati, o velleitari o incapaci e hanno principalmente la filosofia dell’arraffa arraffa. Ricordo bene uno che, venuto dall’Italia con due valigie piene di presunti capi di alta moda e convinto che bastasse aprirle per far restare i russi a bocca aperta e farli correre a comprare, dopo un mese, e zero vendite, si era stabilito nell’ufficio di un buon italiano che si era impietosito di lui e pretendeva che costui gli presentasse finalmente “i compratori russi giusti”. Un altro aveva aperto una sede a Mosca, diceva che i russi erano tutti stupidi, pagava due lire l’affitto di un capannone, diceva che aveva le conoscenze giuste al Ministero, ora e’ in crisi, perche’ lo stabile dove aveva il capannone e’ stato comprato da una finanziaria che gli ha chiesto il prezzo di mercato, ovvero il quintuplo, e quando lui gridava “Lei non sa chi sono io!” l’hanno guardato come si guarda un marziano e gli hanno detto “va bene, ma ti ricordo che la rata scade tra due giorni”.
Ci sono, poi, quelli che fanno i “pendolari” in Russia: abitano in Italia ma piu’ volte l’anno, anche una volta al mese, vanno in Russia per seguire gli affari. Su questi un grande pericolo incombe: le donne russe. Ne conosco direttamente due che, immancabilmente, ogni volta vengono in Russia, fanno il loro calendario degli incontri, e poi passano tre quarti del loro tempo a letto o a corteggiare le donne russe, costringendo poi le segretarie a disdire meta’ appuntamenti. Li capisco, e’ difficile resistere, ma poi non si lamentino che i cinesi gli rubano tutti i contatti! (Con uno siamo giunti all’accordo: su ogni settimana in Russia i primi due giorni sono dedicati agli appuntamenti d’affari, gli altri tre alle donne, sembra che funzioni).
Infine ci sono quelli che stanno in Italia, hanno affari ormai consolidati e in Russia ci vengono 1-2 volte l’anno e non di piu’. Qui il problema e’ il cosiddetto adattamento al modo di fare russo, e cioe’ trasandatezza e pressappochismo: conosco aziende brave, con certificazioni di Qualita’ ma che con i russi sembrano dimenticare tutto questo, ritardi nelle consegne, articoli precomprati dai cataloghi ma che poi si rivelano inesistenti, promesse di assistenza puntualmente disattese.
Si’ e’ vero in Russia le cose funzionano cosi’, il problema e’ che i russi sono blanditi e coccolati da tutti ormai (turchi, cinesi, polacchi, coreani, etc) e imparano alla svelta e si fanno sempre piu’ esigenti (e competenti); ti rispondono ormai “Va bene, tu non ti adegui? Poco male, c’e’ la lista d’attesa dopo di te….
In conclusione: c’e’ una morale, forse, in tutto questo, e un messaggio: cari imprenditori italiani e’ ora di prendere la Russia sul serio, puntare sulla qualita’, essere seri e affidabili. Fatto questo i risultati non mancheranno e, se sarete concreti e ben organizzati, restera’ anche il tempo per fare qualche bella conoscenza e rendere molto piacevole la permanenza…
Gli italiani d’Italia per favore non leggano qui!
Dopo 6 mesi rivedo l’Italia.
Premessa:
quello che diro’ molto probabilmente, anzi sicuramente, e’ viziato dal luogo (una placida cittadina del nord), dal giorno (domenica), dal tempo (una bella giornata calda, di sole), dal fatto che, per chi torna in Italia dopo diverso tempo di permanenza in Russia, lo sbalzo e’ bello grosso…
Solo impressioni e emozioni a fior di pelle, niente di serio quindi.
Appena si arriva in Italia tutto sembra bello, pulito, ordinato, luminoso anche. Ti rilassi, ti guardi attorno per goderti un po’ tutta l’atmosfera. Che bello passeggiare verso mezzogiorno sotto i portici del centro della mia cittadina, che tranquillita’, che serenita’, la gente sembra tutta star bene, i giovani bevono l’aperitivo e con gli occhi si coccolano il loro fuoristrada appena comprato parcheggiato li’ fuori dal bar, i vecchietti vestiti da fighetti passeggiano a braccetto della giovane badante, anche gli extracomunitari sono vestiti da fighetti! Incontro il mio vecchio compagno di liceo, e’ tutto fiero perche’ e’ suo lo slogan per lo striscione che allo stadio sconvolgera’ i tifosi e il presidente della squadra; una mia amica, invece, ha ancora alla finestra da piu’ di un anno la bandiera della pace, tutta scolorita ormai, e penso che a quest'ora dev’essere alla riunione di una corrente che vuole dare il suo contributo al dibattito interno per la scelta della linea politica piu’ adatta che possa servire a chiarire la posizione all’interno della sinistra del … eccetera eccetera. Incontro anche mio cugino, che mi racconta con entusiasmo del suo nuovo interesse, il corso per “degustatore di vino”, e di come passi ormai le domeniche andando per cantine ad assaggiare vini bendato. Boh, comincio a essere un po’ perplesso… penso anche a ieri sera, a quel visitatore che mi ha detto che trova interessante questo mio sito e mi invita ad andare a visitare il suo, un blog tutto sul sadomasochismo (!??). Intanto sono fermo alle strisce pedonali a guardare un manifesto e uno, dalla faccia scura e dura si ferma, aspetta e io, che non ho il coraggio di deluderlo, passo la strada anche se non volevo…
Uffa! Ma quand’e’ che me ne torno in Russia? Ma che noia qui! Ma da noi, a Mosca, le automobili non frenano minimamente quando vedono una vecchietta sulle strisce! (e infatti da noi a Mosca le vecchiette sono tutte svelte e arzille – non ne ho vista mai nessuna scivolare e cadere per strada sul ghiaccio d’inverno, io invece 3 volte).
E’ la stessa impressione che ho provato l’anno scorso a Parigi, eravamo, era fine aprile, in uno di quei bei parchi con tanto verde, c’era in centro un laghetto sul cui perimetro, su poltroncine in metallo, tante persone, di tutte le eta’ stavano sedute beate e sembravano quasi stare facendo una riunione. Ho pensato “Ecco si sta avverando la profezia dei filosofi positivisti dell’800, la liberazione dal bisogno materiale porta l’uomo a dedicarsi alla riflessione e alla filosofia. Che grande la Civilta’ dell'Europa Occidentale, e’ un modello per tutto il Mondo!”. Mi sono avvicinato e ho visto che invece stavano tutti prendendo il sole, nessuno parlava, avevano gli occhi chiusi, ma piu’ che persi in meditazioni filosofiche sembravano essere li’ li’ per addormentarsi, sembravano imbalsamati … Solo due ragazzine stavano leggendo libri di poesia.
C’era un bel film, “La fine dell’Impero Americano d’Occidente” mi sembra, piu’ o meno, ambientato in Canada, raccontava di un gruppo di amici dell’Alta Borghesia capaci solo di divagazioni sociofilosofiche assolutamente vacue e interessati unicamente alla ricerca dell’espediente in grado di risvegliare l’energia sessuale ormai quasi assopita. Il messaggio e’ chiaro, come l’antico Impero Romano, anche la nostra attuale Civilta’, una volta persasi nell’agio e nel benessere, diventera’ debole e perdente, aprendo le porte al Medioevo. E anche Hegel, in fondo, nella sua “dialettica servo/padrone” esprimeva piu’ o meno lo stesso concetto: il padrone, ricco e arrivato e sazio, perdera’ la voglia di fare e l’energia vitale e creativa, a poco a poco verra’ sopravanzato dal servo che, sudando, rischiando e sbattendosi, arrivera’ al successo e prendera’ il posto del padrone.
Ecco basta, ho finito, scusatemi, ho scherzato, e’ stato solo un gioco, ed ho esagerato.
L’Italia ovviamente non e’ cosi’ e i russi, in fondo, stanno facendo di tutto per raggiungerci ma sono ancora ben lontani. Del resto, come leggo sul Corriere della Sera, la nostra creativita’ ci salvera’, e fior di cervelli si stanno dedicando alla “cucina molecolare” che rivoluzionera’ il modo di gustare il sapore (nel frattempo i poveri russi hanno vinto l’Olimpiade mondiale dell’informatica, mentre in Italia, dice sempre il quotidiano, gli studenti sono agli ultimi posti tra i paesi avanzati come conoscenze matematiche e linguistiche…).




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