Gli italiani d’Italia per favore non leggano qui!
Dopo 6 mesi rivedo l’Italia.
Premessa:
quello che diro’ molto probabilmente, anzi sicuramente, e’ viziato dal luogo (una placida cittadina del nord), dal giorno (domenica), dal tempo (una bella giornata calda, di sole), dal fatto che, per chi torna in Italia dopo diverso tempo di permanenza in Russia, lo sbalzo e’ bello grosso…
Solo impressioni e emozioni a fior di pelle, niente di serio quindi.
Appena si arriva in Italia tutto sembra bello, pulito, ordinato, luminoso anche. Ti rilassi, ti guardi attorno per goderti un po’ tutta l’atmosfera. Che bello passeggiare verso mezzogiorno sotto i portici del centro della mia cittadina, che tranquillita’, che serenita’, la gente sembra tutta star bene, i giovani bevono l’aperitivo e con gli occhi si coccolano il loro fuoristrada appena comprato parcheggiato li’ fuori dal bar, i vecchietti vestiti da fighetti passeggiano a braccetto della giovane badante, anche gli extracomunitari sono vestiti da fighetti! Incontro il mio vecchio compagno di liceo, e’ tutto fiero perche’ e’ suo lo slogan per lo striscione che allo stadio sconvolgera’ i tifosi e il presidente della squadra; una mia amica, invece, ha ancora alla finestra da piu’ di un anno la bandiera della pace, tutta scolorita ormai, e penso che a quest'ora dev’essere alla riunione di una corrente che vuole dare il suo contributo al dibattito interno per la scelta della linea politica piu’ adatta che possa servire a chiarire la posizione all’interno della sinistra del … eccetera eccetera. Incontro anche mio cugino, che mi racconta con entusiasmo del suo nuovo interesse, il corso per “degustatore di vino”, e di come passi ormai le domeniche andando per cantine ad assaggiare vini bendato. Boh, comincio a essere un po’ perplesso… penso anche a ieri sera, a quel visitatore che mi ha detto che trova interessante questo mio sito e mi invita ad andare a visitare il suo, un blog tutto sul sadomasochismo (!??). Intanto sono fermo alle strisce pedonali a guardare un manifesto e uno, dalla faccia scura e dura si ferma, aspetta e io, che non ho il coraggio di deluderlo, passo la strada anche se non volevo…
Uffa! Ma quand’e’ che me ne torno in Russia? Ma che noia qui! Ma da noi, a Mosca, le automobili non frenano minimamente quando vedono una vecchietta sulle strisce! (e infatti da noi a Mosca le vecchiette sono tutte svelte e arzille – non ne ho vista mai nessuna scivolare e cadere per strada sul ghiaccio d’inverno, io invece 3 volte).
E’ la stessa impressione che ho provato l’anno scorso a Parigi, eravamo, era fine aprile, in uno di quei bei parchi con tanto verde, c’era in centro un laghetto sul cui perimetro, su poltroncine in metallo, tante persone, di tutte le eta’ stavano sedute beate e sembravano quasi stare facendo una riunione. Ho pensato “Ecco si sta avverando la profezia dei filosofi positivisti dell’800, la liberazione dal bisogno materiale porta l’uomo a dedicarsi alla riflessione e alla filosofia. Che grande la Civilta’ dell'Europa Occidentale, e’ un modello per tutto il Mondo!”. Mi sono avvicinato e ho visto che invece stavano tutti prendendo il sole, nessuno parlava, avevano gli occhi chiusi, ma piu’ che persi in meditazioni filosofiche sembravano essere li’ li’ per addormentarsi, sembravano imbalsamati … Solo due ragazzine stavano leggendo libri di poesia.
C’era un bel film, “La fine dell’Impero Americano d’Occidente” mi sembra, piu’ o meno, ambientato in Canada, raccontava di un gruppo di amici dell’Alta Borghesia capaci solo di divagazioni sociofilosofiche assolutamente vacue e interessati unicamente alla ricerca dell’espediente in grado di risvegliare l’energia sessuale ormai quasi assopita. Il messaggio e’ chiaro, come l’antico Impero Romano, anche la nostra attuale Civilta’, una volta persasi nell’agio e nel benessere, diventera’ debole e perdente, aprendo le porte al Medioevo. E anche Hegel, in fondo, nella sua “dialettica servo/padrone” esprimeva piu’ o meno lo stesso concetto: il padrone, ricco e arrivato e sazio, perdera’ la voglia di fare e l’energia vitale e creativa, a poco a poco verra’ sopravanzato dal servo che, sudando, rischiando e sbattendosi, arrivera’ al successo e prendera’ il posto del padrone.
Ecco basta, ho finito, scusatemi, ho scherzato, e’ stato solo un gioco, ed ho esagerato.
L’Italia ovviamente non e’ cosi’ e i russi, in fondo, stanno facendo di tutto per raggiungerci ma sono ancora ben lontani. Del resto, come leggo sul Corriere della Sera, la nostra creativita’ ci salvera’, e fior di cervelli si stanno dedicando alla “cucina molecolare” che rivoluzionera’ il modo di gustare il sapore (nel frattempo i poveri russi hanno vinto l’Olimpiade mondiale dell’informatica, mentre in Italia, dice sempre il quotidiano, gli studenti sono agli ultimi posti tra i paesi avanzati come conoscenze matematiche e linguistiche…).




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