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Archivio Novembre 2004

Ma cosa faranno mai queste donne russe ai poveri italiani?

di ilrusso (29/11/2004 - 12:03)

storie vere di italiani a Mosca (e delle loro donne russe...)

 

Carlo viene in Russia ¾ volte l'anno per affari, ogni volta resta per circa una settimana, programma attentamente gli incontri, va a visitare i clienti, organizza colazioni e cene di lavoro. Ma ogni volta succede che non resiste a reincontrare Svetlana, cosi' almeno meta' dei suoi giorni a Mosca li trascorre con lei in hotel... e gli affari possono aspettare!

 

***   ***

 

Victoria e'  giovane  e brillante, guadagna molto bene, e' anche carina. Vede Sergio ogni 2 mesi circa, per qualche giorno, poi cerca ogni anno di fare una vacanza in Italia per poter rivederlo; ha imparato anche la lingua italiana per lui. Spera sempre che, come lui le promette, lasci la moglie per mettersi con lei. Ma e' da tre anni che e' cosi', e non succede niente (le aveva anche promesso che imparava l'italiano...).

 

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Lena e' la segretaria della sede di Mosca della Societa' che Mario comanda. Presto si sono innamorati uno dell'altro, per lui ha lasciato anche il marito. Lui non e' bello, certo ha molti soldi, ma a lei fa solo dei regalini. Lei sa che lui non la sposera' mai e che non verra' mai a vivere a Mosca ma le va bene lo stesso cosi'.

Ora lui ha appena avuto un figlio in Italia dopo una breve relazione con una donna, Lena appena l'ha saputo s'e' infuriata e ha detto di non volerne piu' sapere di lui. Ma, passato qualche giorno, ora dice che lo ama ancora...

 

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Renato e' venuto a Mosca non si sa bene perche', un po' per turismo, ma anche per altro. Aveva, pero', sempre uno strano atteggiamento quando incontrava le ragazze, ben presto nella conversazione cominciava a fare l'elenco di quello che possedeva in Italia: un bel posto in banca, un appartamento grande in proprieta' in un luogo vicino al mare, una automobile veloce, etc. Non e' riuscito a entrare in rapporto con nessuna ragazza, mi dicevano loro "Ma e' cosi' insicuro di se stesso? E' carino, e' anche piacevole, ma perche' non ci parla di come e' lui e di cosa vorrebbe?"

 

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Pietro e' venuto a Mosca per una ragazza, e' stata come una pazzia, non si conoscevano ancora bene, e infatti dopo un po' si solo lasciati perche' non si capivano. Ma Piero non se n'e' tornato in Italia, ha faticato, ha passato brutti momenti, ma ora ha trovato un lavoro presso una ditta italiana, qualcosa della lingua russa sa e capisce. E' troppo attratto dalle ragazze russe, ma deve stare attento, passa troppo tempo in discoteca e al mattino al lavoro dorme, fino a quando il suo datore di lavoro sopportera'?

 

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Fabrizio, bravo ragazzo e lavoratore, non riusciva a trovare una moglie in Italia, ha cercato tramite Internet la soluzione e ha conosciuto una russa (anche se residente in Azerbaigian). Dopo un po' si sono sposati e hanno cominciato a vivere insieme in Italia. Lei era un bella ragazza e intelligente, nel suo Paese lavorava nell'ufficio marketing di una societa' petrolifera. In Italia non e' riuscita a trovare lavoro, lui non e' stato capace di aiutarla molto. L'amava molto e credeva che questo bastasse. Dopo un anno e mezzo lei se ne e' tornata al suo Paese. Ora lui sta cercando disperatamente di rintracciarla.

 

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Valerio e' da anni che vive a Mosca, ha una sua bella attivita', ben avviata. Non e' piu' giovane, tra poco sara' nonno (suo figlio vive in Italia), vive con Maria, una russa alta, dai lineamenti asiatici (e lui va pazzo per le asiatiche), di molto piu' giovane di lui.

Tutti pensano che lei stia con lui per i soldi, ma in realta' un giorno Valerio mi ha confidato che e' un po' il contrario: non molti anni fa, in uno dei momenti burrascosi che passa (inevitabilmente?) chi gestisce attivita' commerciali in Russia, lui era in grosse difficolta' finanziarie e rischiava di fallire ed e' stato proprio l'aiuto economico di lei che l'ha salvato.                                                                          

 

                                                                                     ***   ***

 

Marco ha una moglie, non piu’ giovane (come lui del resto) e un’amante, giovane e carina. La situazione e’ palese a tutti, ma a tutti va bene. Ognuno fa bene  il suo dovere, la moglie tiene in ordine la casa, l’aspetta e gli parla ogni sera, l’amante e’ sempre disponibile per il sesso, lui da’ i soldi regolarmente ogni mese alla moglie (e, di tanto in tanto, anche qualcos’altro...), e fa diversi regalini all’amante. Ha un’idea insolita delle donne russe dice che non sono intelligenti, ma quando i soldi non basteranno piu’ cosa fara’?

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A tu per tu con l'assassino

di ilrusso (18/11/2004 - 12:28)

(mmmmm, un po’ duro come titolo, forse, ma e’ la verita’)

 

Ivan e’ un uomo all’apparenza come tanti altri, quasi quarantenne, stempiato, occhi vivaci, modo di fare socievole, quasi allegro. Mi aveva preso in simpatia, ogni volta che mi vedeva insisteva che dovessi imparare il russo, mi insegnava una frase e, finche’ non l’avessi ripetuta correttamente, non se ne andava. La prima volta che lo vidi stava parlando con un italiano, mi dissero che uno dei due era russo e io pensai che fosse l’altra persona, la nostra lingua la parla benissimo, con un accento napoletano. Aveva solo di strano l’atteggiamento verso le donne, per lui sono tutte prostitute, si avvicinava alla nuova segretaria e, senza tanti giri di parole, le chiedeva un appuntamento per la sera, quella rifiutava quasi scandalizzata e allora lui le  diceva che l’avrebbe pagata, tanto, secondo lui, era solo una questione di prezzo.

Poi mi dissero che in passato, non troppi anni fa, si guadagnava la vita facendo il killer di professione, di quelli neanche tanto esigenti ed a buon mercato, con 1.000 dollari faceva con puntualita’ il suo compito.

Poi anche per lui arrivo’ qualche problema, un proiettile nella pancia, diversi mesi all’ospedale, i suoi che non lo volevano piu’, gli altri che se l’avessero rincontrato giuravano di non fallire una seconda volta. Cosi’ si era messo nel commercio, affari piu’ o meno leciti, ma tutto sommato non diversamente da tutti gli altri.

Quando lo rincontrai e lui mi si avvicino’ come al solito, mi vennero i brividi alla schiena, non riuscii ad essere spontaneo e lui, forse, se ne accorse ma fece finta di niente. Poi poco dopo cambiai ufficio e non lo vidi se non per un rapido saluto.

Ne incontrai altri successivamente di (ex) delinquenti (non assassini pero’, … forse) che ormai si erano “messi a posto”: chi aveva aperto un ristorante, chi commerciava con l’Italia…

Gli anni seguenti il crollo del comunismo furono anni terribili di anarchia totale, ebbero la meglio i furbi e i violenti, poi a poco a poco lo Stato inizio’ a riorganizzarsi, molti dei violenti e dei furbi erano ormai ricchi, avevano il loro tesoro (case, fabbricati, imprese…) da difendere e si fecero piu’ prudenti e conservatori, il resto lo fece il desiderio di fare la bella vita e di godersi il benessere in tranquillita’ e alla luce del sole.

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Come dall’Italia si guarda alla Russia

di ilrusso (17/11/2004 - 22:23)

In Italia mi e’ capitato di vedere il programma televisivo di Gad Lerner “L’Infedele”. Lerner mi sembra un bravo giornalista e il programma e’ stato ben preparato. Ma… l’impressione e’ quella che ho quando guardo le corrispondenze dell’inviato a Mosca della Televisione italiana: si colgono gli eccessi, gli aspetti particolari o piu’ spettacolari, si hanno dei pregiudizi e non si riesce ad avere uno sguardo complessivo e oggettivo. La colpa piu’ grande e’ quella di voler vedere e giudicare la Russia con i nostri occhi e i nostri parametri. Ma la Russia e’ diversa (… o forse sono io che sto diventando troppo russo).

C’e’ da dire che, purtroppo, tutti, quando guardano fuori dalla propria casa spesso (anzi quasi sempre) non vedono quello che c’e’ ma quello che fa piu’ piacere vedere, o che si teme di dover vedere. Cosi’ i russi guardano agli italiani come mafiosi, corrotti o corruttori, o tutti sole– amore–e mandolino (oppure, e questo mi ha stupito molto,  restano impressionati dagli incidenti stradali che ci sono in Italia – non considerando che, in proporzione al numero dei veicoli circolanti, ce ne sono di piu’ la’ da loro).

E’ senz’altro vero, come si diceva in TV, che tante cose in Russia non vanno e che c’e’ da preoccuparsi, ma certo allarmismo e’ proprio esagerato:

1. Una ex dirigente dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca (tra l’altro questo Istituto oggi e’ al centro di feroci polemiche in Russia, con molti intellettuali russi che lo criticano apertamente) dice che apprende da amici russi che il clima (non quello atmosferico) e’ molto mutato e che sembra che a Mosca tutti si sentano impauriti perche’ spiati o intercettati dai servizi segreti.Puo’ darsi che sia vero (mah, anche se…), ma siamo sicuri che, in Italia, ad esempio, sia poi cosi’ diverso? C’e’ scritto oggi sulla Repubblica che anche in Italia non si scherza proprio in quanto a intercettazioni telefoniche!

Ai tempi del comunismo c’era, in ogni quartiere, in ogni palazzone, la “spia” del regime (che comunque tutti conoscevano) che guardava e riferiva tutto (come da noi quando c’era il fascismo, del resto), ma oggi di questo non c’e’ la minima traccia e posso assicurare che la gente, il popolo, non si sente per niente spiato (e del resto il KGB si e’ come disintegrato, in 20.000 se ne sono andati dai tempi di Eltsin, a fare gli istruttori in diversi stati esteri o alle dipendenze dei magnati miliardari russi. E gli effetti si vedono, e la gente – giustamente – si lamenta, tanta e’ l’incapacita’ di prevenire od ostacolare i terroristi che a tutt’oggi si intrufolano liberamente in ogni angolo del paese).

2. E’ vero Putin per combattere il terrorismo sta per introdurre delle misure indiscutibilmente poco democratiche e molto autoritarie, ma questa tentazione l’ha avuta anche Bush negli Stati Uniti (e qualcosina del genere ha fatto anche lui) … E comunque i russi su questi temi sono compatti a concordare con il loro Presidente che si deve adottare solo la linea dura. E’ inutile negarlo, e puo’ dare fastidio, ma ai russi piacciono i leader forti e autoritari. Non si interessano molto di politica (molto di meno che noi), e lasciano fare, ma sono molto severi a valutare i loro capi, i vari Gorbaciov e Eltsin, ad esempio, osannati e tanto ben considerati all’Occidente (beh, chi piu’ chi meno…) in Russia la gente li ha amati poco poco (erano indecisi, poco chiari, parlavano tanto, dicono i cittadini russi)!

3. Gad Lerner e’ preoccupato dell’avvicinamento di Putin al Patriarca Ortodosso Alessio II; ma lo sa che in Russia la religione conta pochissimo? Certo sta aumentando la presa sul popolo, ma e’ soprattutto un tentativo che sta facendo Putin di formare una coscienza e una identita’ popolare (e la religione ortodossa e’ terribilmente patriottica) per costruire qualcosa sulle macerie che ha lasciato il comunismo, ma se conta solo su questo puo’ star fresco!

4. Molti temono per il ritorno alla Spirito di Potenza da parte della Russia; anche qui e’ vero, c’e’ qualche episodio, ma l’Occidente oggi e’ forse da meno (e non sono solo gli Stati Uniti, la Francia ad esempio in Africa fa di tutto pur di mantenere la sua influenza e il suo potere…)?. E i dati di fatto dicono che sono le ex repubbliche ora indipendenti a manifestare, piu’ o meno apertamente, la loro volonta’ di ritorno all’unione con la Russia (come l’Ossezia del Nord – ora in Giorgia, o la Bielorussia, anche se qui ci sono tendenze divergenti). E poi, da un altro punto di vista, c’e’ da chiedersi se sia poi cosi’ negativo, per il benessere della comunita’ mondiale, il risorgere di un altro polo forte di fianco agli USA (considerando comunque che non sara’ mai come una volta). Senza dimenticare, come si diceva nella trasmissione, che nell'animo dei russi c'e' sia un grande senso di inferiorita' (o meglio di consapevolezza di non essere all'altezza), sia d'altro lato un grande spirito messanico, tanto che sono nate diversi movimenti (o sette?) religiosi che dicono che "la Russia salvera' il mondo".

5. Anche perche’, si diceva nella trasmissione, la Russia potrebbe entrare nella Unione Europea… Ma state tranquilli, i russi non si sentono per niente europei e nella societa’ russa veramente pochi sognano un inserimento (inglobamento) nell’Europa. Come stupirsi del resto, la storia russa e’ percorsa da periodi di, a volte, folle innamoramento per l’Europa (dei suoi regnanti, o di circoli di ardenti giovani intellettuali), che, comunque, non hanno fatto spostare piu’ di tanto il timone verso ovest.

 

Il fatto e’ che tutta la societa’  russa e’ attualmente fortemente impegnata ad aumentare il proprio benessere, la gente vuole arricchirsi e star meglio, allo Stato chiedono soprattutto di non essere ostacolati, il resto interessa poco. C’e’ stata una grande anarchia, un grande potere della mafia ma oggi le cose stanno cambiando molto (e anche durante la trasmissione in molti l’hanno riconosciuto, dal 1996 si sono rinnovati quasi tutti i Codici e le leggi piu’ importanti, il PIL – prodotto interno lordo – dal 1999 aumenta circa del 7% ogni anno). E’ come l’Italia dei primi anni ’60, il periodo del nostro boom economico, le somiglianze sono tantissime.

 

Vorrei in conclusione, non tanto perche’ e’ una mia opinione, ma perche’ e’ quello che vedo e sento in giro per la Russia, rassicurare i dubbiosi: la Russia non tornera’ indietro, non abbandonera’ il mitico mondo del libero mercato, il comunismo e’ morto e sepolto (e’ rimasto una cosa per i soli pensionati!), al limite cerchera’ di avvicinarsi magari al modello cinese: libero mercato in un regime autoritario e monocratico. L’ipotesi ci fa paura? … Ma siamo sicuri che da noi sia tanto diverso?.

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