Ammalarsi in Russia? Meglio non farlo
Mi e’ capitato di ammalarmi in Russia, e’ stato all’inizio, qualche mese dopo il mio arrivo, dicono che e’ stato per il brusco cambiamento di abitudini alimentari (soprattutto lo stravolgimento degli orari, in Italia erano sempre quelli, minuto piu’ minuto meno, qui dipende, ho pranzato anche alle 15.00, cenato alle 22.00, etc.) o per l’acqua che c’e’ (dicono gli stessi dottori che gli stomaci degli Occidentali proprio non la sopportano anche se fatta bollire). Comunque mi era venuto un bel mal di pancia/stomaco.
Evitato il pronto soccorso (meno male! molto spesso c’e’ da aspettare ore senza che nessun medico o infermiere si avvicini) per merito di una pastiglina che mi ha dato la mamma di mia moglie, sono andato poi pero’ a fare le analisi in ospedale.
Devo dire che sono stato un privilegiato rispetto alla gente normale (nel senso che, pagando, sono andato in un ospedale militare che mi aveva consigliato un italiano che vive a Mosca da anni). Mi hanno fatto una gastroscopia e un’ecografia allo stomaco e l’analisi del sangue. Tutto sommato non posso lamentarmi, non so se hanno indovinato quello che realmente avevo ma, e questo e’ l’importante, il male non si e’ piu’ ripetuto. Pero’ dovrei accendere un cero alla Madonna per non aver dovuto essere ricoverato la’: l’aspetto era terribile, tutti stanzoni brutti, trasandati, poveri, i malati avevano tutti l’aspetto di cani bastonati, ma stavano in silenzio e nessuno si lamentava. Quando mi hanno fatto l’analisi del sangue ho sudato freddo: l’infermiera non prendeva nessuna precauzione personale (guanti di gomma? Ma cosa sono mai?), ho pensato che prendere l’AIDS li’ sarebbe stata questione di un attimo.
E in effetti mi hanno detto che tutti sanno che in ospedale ci si ammala piu’ che in strada, che molti subiscono interventi chirurgici “a caso”, cioe’ i medici “tagliano” e “aprono” per “vedere meglio”, senza peraltro risolvere nulla, anzi (conosco casi di persone che si sono rifiutate di subire l’intervento “indispensabile”, subendo la grave riprovazione di medici “Ma lei vuole sovvertire tutta la scienza medica!”, ma che a distanza di anni stanno benissimo e casi di donne che, fortunatamente per loro, avevano fidanzati o parenti in Italia e solo nel nostro Paese hanno finalmente guarito la loro malattia).
D’altronde mancano drammaticamente i fondi e, quindi, non ci sono attrezzature oppure sono obsolete (tanto che un giovane chirurgo plastico che ho conosciuto, vero poliglotta, si era specializzato nell’ottenere sovvenzioni, aiuti, regali da strutture sanitarie italiane), i medici sono pagati pochissimo (gli stessi stipendi di quando c’era il comunismo) perche’ per la maggiorparte sono dipendenti statali (“I loro studi sono tutti pagati, quindi cosa pretendono?”) e quindi sono demotivati e non si aggiornano (un medico specialista italiano doveva dare consulenza per realizzare un grande poliambulatorio a Omsk, ma si era rifiutato sdegnosamente di accettare l’incarico “Ma se quelli, negli ultimi cinque anni, non hanno pubblicato niente di significativo!”). Il medico libero profesionista e’ un’eccezione (quelli che ci sono sembrano abbastanza buoni, ad esempio i dentisti, ma i prezzi sono decisamente alti per i russi, circa la meta’ rispetto all’Italia).
E cosi’ fiorisce la medicina popolare, tradizionale, il fai da te (c’e’ da dire che per le medicine, ad esempio, non c’e’ la differenza che si nota in Italia: i medici prescrivono nello stesso tempo farmaci e prodotti da erboristeria). Qui gli anziani insegnano: mia moglie si e’ curata un’infezione con impacchi della sua urina (le e’ passata), un suo nonno ha guarito da solo una quasi cancrena al piede, che i medici davano gia’ per spacciato, con le sue feci; con le patate si guariscono un sacco di malattie, col cappuccio (cavolo) idem (io l’ho provato: mi hanno fatto bere non so quanto succo di cappuccio – puah! – quando avevo male allo stomaco).
Ma il massimo e’ stato quando ho accettato (per non dare un dispiacere alla mamma di mia moglie) di farmi guardare da un Santone (era una donna, a dir la verita’): tutti ne parlavano come di una persona dai poteri straordinari, capace di cose quasi miracolose, appartenente a un gruppo, una specie di setta, di persone simili. Alla sua vista rimasi un po’ deluso, riceveva per appuntamento in una palestra, aveva un aspetto normalissimo, non vestiva da maga e non faceva gesti criptici, diceva che riusciva a “sentire” con le mani e che tutti, se ben educati, potrebbero arrivare a farlo in modo molto simile al suo. Comunque mi stupi’ con qualche osservazione molto precisa e indovinata su qualche malattia che avevo avuto o malanno che tuttora mi affliggeva, ci sara’ da crederci quindi? Boh! Ma comunque mi era risultata simpatica e poi in Russia ho imparato a essere fatalista…





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