Il disastro demografico
La mia compagna russa ultimamente sta lavorando molto anche come interprete e accompagnatrice di coppie italiane che vengono in Russia per adottare un bambino. Ce ne sono veramente tante (ogni settimana arriva a Mosca almeno una coppia).
E’ davvero una cosa buffa (tanto per sdrammatizzare un po’, ma bisognerebbe dire drammatica) questa della Russia che non cresce piu’ e che addirittura si lascia scappar via i suoi figli.
I dati sono impressionanti tanto che qualcuno parla di “disastro demografico”, lo stesso presidente Putin nel recente discorso alla nazione dopo la rielezione ha lamentato la crescente mortalita’ e diminuzione della speranza di vita, che hanno fatto scendere la popolazione
dai 147 milioni di abitanti del 1989 ai 145 del 2002 (l’afflusso di 7 milioni di immigrati, principalmente dai paesi C.S.I., ha reso il declino meno drammatico).
Stando cosi’ le cose entro il 2050 i russi saranno la metà. In Russia quasi il 50 per cento dei maschi muore prima di andare in pensione. Un bambino può aspettarsi di vivere fino a 58 anni, meno che se nascesse in Bangladesh.
Malattie cardiache, alcolismo, tubercolosi e aids (la Russia ne e’ molto colpita) sono tra le ragioni di questa catastrofe. A monte ci stanno fenomeni sociali quali la poverta’, la mancanza di garanzie sociali, l’assistenza sanitaria molto carente, la situazione abitativa (i russi sono abituati a vivere in appartamenti molto piccoli, spesso coabitando con nonne, zii, fratelli sposati, etc.) e la scarsa attenzione da parte dello Stato (Putin incolpa il Governo di far poco, boh, ma lui si ritiene un presidente all’italiana, con un compito solo di rappresentanza?).
In piu’ c’e’ la crisi della famiglia: 80 matrimoni su 100 finiscono in divorzio, il 30% dei bambini nascono fuori del matrimonio e oltre 3 milioni di coppie non sono sposate.
Inoltre (piove sul bagnato, verrebbe da dire) il 20% delle coppie russe e’ sterile (dato che viene direttamente dal Ministero della Sanita’ russo).
Statisticamente ogni madre ha 1,5 figli. Il 65% dei genitori ha un solo figlio, il 28% due e solo il 7% tre o piu’ figli.
Le conseguenze sono quindi che dopo il divorzio (o dopo aver avuto il figlio in relazioni non matrimoniali) poche donne con figli hanno possibilita’ di risposarsi, devono vivere da sole, sperando nell’aiuto dei propri genitori, ma comunque facendo molta fatica a far quadrare il bilancio.
Il secondo figlio e’ un segnale non tanto della stabilita’ famigliare quanto alla fiducia (soprattutto dal punto di vista economico) nel futuro (e pochi russi oggi la hanno – infatti, anche se molti stanno aumentando notevolmente il loro reddito la probabilita’ di tornare poveri resta, come conferma uno studio molto interessante, molto alta per tutti).
Cosi’ accade che 700.000 bambini russi non hanno genitori che si prendano cura di loro e che circa un terzo finisca in orfanotrofio (di circa 50.000 invece si perdono le trace).
E alla fine vengono gli italiani (non solo, anche americani e altri). Dicono che, comunque, in generale in quegli istituti non si stia poi tanto male, spesso quando il processo si conclude positivamente la conclusione e’ il pianto generale, delle maestre, del bambino, dei nuovi genitori…
(I dati statistici sono presi da diversi giornali italiani e russi)





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