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Archivio Dicembre 2004

Una informazione che spero non sia vera

di ilrusso (18/12/2004 - 19:39)

 

Previsti a breve nuovi attacchi terroristici ceceni in Russia

copio e incollo dal sito www.reporterassociati.org:

Russia: il file segreto del terrorismo

di  redazione
18 Dec 2004

 

Riceviamo da una fonte che desidera restare anonima.
Tra la fine di agosto e il mese di settembre in Russia sono stati compiuti molti atti di terrorismo che hanno ucciso in tutto 440 persone, fra le 89 vittime degli attentati agli aerei, le 10 della bomba alla stazione Riga della metropolitana di Mosca e i 340 uccisi (metà dei quali bambini) nell’orribile attacco alla scuola di Beslan. Per nessuno di questi attacchi è stata presa alcuna misura preventiva per scongiurarli, né c’erano informazioni in anticipo. Per un’intera settimana l’ex Kgb (oggi Fsb) si è limitata a negare l’evidenza di qualunque connessione fra i diversi atti di terrorismo e a dettagliare le semplici dinamiche tecniche dei tragici fatti.

In due anni a Mosca sono stati compiuti sei gravissimi attentati: la strage del teatro, la bomba al concerto nel parco di Tuscino, l'esplosione all'hotel Nazional, le bombe alla stazione Avto Plant della metropolitana e alla stazione Riga, gli attentati ai due aerei decollati dall’aeroporto di Domodedovo.

In tutto, 270 vittime.

L’Fsb e il vertice del sistema amministrativo sembrano dedicarsi ad altre attività, a un’altra scala di valori e di priorità. Come la pigrizia dei funzionari, la visione esclusivamente burocratica, il concentrarsi sulla sola carriera per l’ufficio locale Ufsb dell’Ossezia del Nord nel caso della scuola di Beslan, dove è stato arrestato – e solo per caso – uno solo dei terroristi. Gli altri erano riusciti a dileguarsi: tutti.

Dall’analisi dettagliata delle informazioni in nostro possesso - analisi condotta in questi mesi su questa rete d’intelligence, di cospirazione e di sabotaggio guidata da un vertice altamente preparato e formato - siamo giunti alla conclusione che il vertice del terrorismo ceceno sta preparando una serie di atti di terrorismo nel territorio della Russia fra dicembre e gennaio.

Abbiamo rilevato l’accumulo di considerevoli quantità di armi e munizioni, e il loro trasporto. A Mosca, in alcune grandi città e in alcune regioni della Russia meridionale sono state condotte operazioni di informazione per acquisire dettagli sulle strutture del ministero della Difesa e sulle infrastrutture che nelle città consentono la vita civile.

Nel frattempo abbiamo rilevato attacchi contro il servizio federale antidroga (Fskn) a Nal'chik e l'attacco contro un arsenale di armi di distruzione di massa in Inguscezia, armi della stessa tipologia vista a Beslan.

Le nostre analisi confermano che sono da prevedere attacchi in particolare contro installazioni nucleari, il cui controllo potrebbe minacciare non solamente centinaia o migliaia di cittadini ma anche diventare strumento di ricatto politico fino a consentire di dettare la propria volontà senza che sia possibile colpire i terroristi.

Più in dettaglio, stimiamo che entro 3-4 settimane vi sarà una serie di attacchi terroristici differenti, gran parte dei quali serviranno a distrarre l’attenzione sul vero obiettivo dei terroristi, cioè un obiettivo atomico o chimico situato nel Sud del Paese. Probabilmente fra Rostov e Volgograd.

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Scheda economica della Russia

di ilrusso (18/12/2004 - 10:03)

Sintesi del Rapporto congiunto Ambasciata/ ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero)

relativo al I semestre 2004.

 

Questo rapporto e’ una risorsa molto preziosa e importante (la versione integrale e’ disponibile a questo link: http://www.ice.gov.it/estero2/mosca/default.htm, e’ in pdf).

 

Ho deciso di leggerlo attentamente e di studiarlo un po’, cosi’ l’ho riassunto.

Metto a disposizione, quindi, il mio riassunto.

 

1. Il Quadro macroeconomico

 

Cosa va

  • Il quadro macroeconomico della Federazione Russa nei primi cinque mesi del 2004 continua ad essere positivo, quella russa è attualmente una delle economie più dinamiche a livello mondiale, la produzione agricola (-1,3%), e’ l’unico settore in calo.
  • Con il 2004 la Russia e’ entrata nel sesto anno consecutivo di espansione
  • Da parte delle principali istituzioni finanziarie internazionali (FMI, Banca Mondiale, BERS), vi è un moderato ottimismo sulle prospettive future.
  • Il Governo, spronato dal Presidente Putin, ha negli ultimi anni imboccato con decisione la strada delle riforme strutturali della Pubblica Amministrazione
  • E inoltre ha assunto numerosi importanti provvedimenti di politica economica o di riforma dei Codici e delle Leggi
  • Un’importante spinta alle riforme strutturali potrebbe essere impressa dai negoziati di accessione della Russia all’Organizzazione Mondiale del Commercio (prevista al massimo per i primi mesi del 2006).
  • La Russia, in questo senso, ha gia’ fatto importanti concessioni
  • Dati incoraggianti sono il forte aumento dell’interscambio russo con il Resto del Mondo registrato negli ultimi anni (in particolare +24% nei primi quattro mesi del 2004) e la recente crescita degli investimenti stranieri
  • La produzione industriale e’ ancora molto carente, ma va sottolineato che la Federazione Russa mantiene ancora nicchie di assoluta eccellenza in varie aree. di settori ad alto contenuto tecnologico

Cosa non va

 

  • Nonostante tutto la Russia non può ancora competere con le grandi economie occidentali, i dati relativi al PIL non collocano ancora la Russia nel ristretto elenco delle prime dieci economie mondiali.
  • I ritmi di crescita sono ancora insufficienti per il conseguimento dell’obiettivo, annunciato dal Presidente Putin, del raddoppio del volume PIL entro il 2010.
  • La crescita dell’economia russa rimane fragile a causa delle note debolezze strutturali, costituite da:
    • tessuto industriale poco diversificato e eccessivamente basato sul comparto energetico e le altre materie prime,
    • immutata eccessiva dipendenza dai prezzi internazionali del petrolio e del gas.
  • Eccessiva sperequazione dei redditi
  • Il volume degli investimenti stranieri, pur in aumento (54,5 miliardi di dollari nel periodo 1999-2003) è assolutamente insufficiente
  • Ruolo ancora marginale delle PMI
  • Necessità di immediate riforme strutturali, in particolare della burocrazia e dei monopoli naturali
  • E’ necessario e rafforzare le misure di lotta all’inflazione
  • Occorre perseguire una severa politica di contenimento della spesa pubblica.
  • Permane il dubbio sull’effettiva capacità della Presidenza di imprimere una marcia più spedita alle riforme nei settori nevralgici dei monopoli naturali,
  • E’ poi da vedere se Putin sarà in grado di realizzare la prioritaria riforma amministrativa abolendo i privilegi della burocrazia e di rafforzare il sistema giudiziario
  • La Federazione Russa rimane ancora un paese relativamente chiuso al commercio internazionale, relegata ad un ruolo marginale
  • Esistono ancora tutta una serie di ostacoli di varia natura (tariffaria e non, amministrativa, legislativa ecc..) che rendono difficile l’accesso ai beni e servizi al mercato russo e soprattutto scoraggiano l’arrivo di investimenti produttivi stranieri

2. Barriere che rendono difficile il commercio con la Russia

 

  • Su un piano generale il livello medio dei dazi russi, pari a circa l’11-12%, è già oggi in linea con quello di altri Paesi Membri del WTO. Tuttavia la Russia impone ancora dazi doganali elevati in alcuni settori di interesse per l’Italia (mobili, calzature, abbigliamento, articoli di arredamento, ceramica, bevande)
  • Nonostante i miglioramenti normativi apportati negli ultimi anni il sistema russo delle regole doganali, certificazioni, licenze, regolamentazioni tecniche, procedure di registrazione e standardizzazioni è tuttora complesso, arbitrario, non trasparente e poco armonizzato con la normativa internazionale e costituisce pertanto una formidabile barriera non tariffaria e una fonte di corruzione
  • Vi sono ancora troppe tendenze protezionistiche
  • Scarsa collaborazione dei burocrati nell’applicare le semplificazioni previste dalle succitate leggi di riforma
  • Annoso problema delle dogane, troppi margini di discrezionalita’ (dice un noto imprenditore italiano a Mosca che oggi l’80% delle merci arriva in Russia non attraverso la dogana ufficiale.- la nota e’ mia)
  • Sono troppo frequenti le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, il fenomeno della contraffazione e’ imponente
  • È altresì ancora insufficiente la tutela accordata dalle Autorità russe alla registrazione di marchi e brevetti, alle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche
  • Insufficiente funzionamento dello Stato di diritto, assenza di un quadro giuridico certo e trasparente e soprattutto debolezza del potere giudiziario, i giudici sono esposti a tentativi di corruzione (e, a quanto pare, non e’ che oppongano troppa resistenza… - la nota e’ mia)
  • Tentativi di espropriazione da parte del socio russo nei casi di joint-ventures (anche quando la controparte sono le Autorita’ Locali)
  • Atteggiamento ostruzionistico assunto talvolta dalle Autorità locali (che devono essere tacitate con “oboli’ varianche questa e’ una mia nota)

3. I Rapporti economici Italia/Russia

 

  • Nel 2003 l’Italia ha confermato la sua posizione di secondo Partner della Federazione Russa tra i Paesi industrializzati, dopo la Germania, mentre è scesa dal quarto al quinto posto in assoluto (sorpassata dalla Cina).
  • Aumento del nostro saldo negativo nell’interscambio (Al leggero incremento delle nostre esportazioni (+1,2%) ha infatti corrisposto un maggiore aumento delle nostre importazioni (+4,2%)).
  • I dati dicono quindi che il nostro Paese ha perso competitività sul mercato russo (le esportazioni degli altri Paesi dell’UE verso la Russia sono aumentate in media del 26,5%, dunque più delle nostre esportazioni).
  • Inoltre, é sempre più concreta la minaccia dei Paesi extraeuropei, quali in primo luogo la Cina, che ci stanno facendo sempre più concorrenza in settori di tradizionale preminenza italiana.
  • Per quanto riguarda i nostri investimenti in Russia la nostra situazione si è ulteriormente deteriorata l’Italia (non figura nell’elenco dei primi dieci Paesi investitori).
  • Le imprese italiane operanti stabilmente in Russia sono diverse centinaia mentre le banche italiane presenti sono sei
  • La nostra posizione e’ forte nel segmento dei beni strumentali e di consumo, ma in particolare nella fascia più bassa rischia tuttavia ora di essere erosa dalla temibile crescente concorrenza dei prodotti cinesi e di altri Paesi, che stanno inondando il mercato russo
  • Sarebbe poi opportuno rafforzare la nostra presenza commerciale nelle altre Regioni della Federazione Russa, diverse da quelle di Mosca e San Pietroburgo, ormai vicine al livello di saturazione
  • L’assenza di gruppi italiani nel settore della distribuzione commerciale e’ un grave handicap soprattutto per molti nostri prodotti, ad esempio quelli alimentari, che hanno volumi di vendita sicuramente inferiori
  • E’ importante che il sistema bancario italiano, stante la perdurante debolezza ed inaffidabilità di quello locale, garantisca un’adeguata assistenza agli operatori commerciali ed investitori italiani
  • Settori in cui siamo assenti, ma sicuramente promettenti in prospettiva, sono l’editoria, l’informazione, la pubblicità, i centri commerciali e per il tempo libero (sale cinematografiche, discoteche ecc..).
  • In molti settori siamo presenti ma potremmo migliorare le nostre posizioni

(beh, insomma, ho scritto un bel po’, ma il Rapporto e’ di 14 pagine!)

 

Mi permetto un commento:

La Russia si sta sviluppando mica male, ma mi sembra che i punti negativi sono ancora predominanti su quelli positivi. Fare affari con la Russia e’ complicato e difficile, ci sono opportunita’ molto buone, ma per un imprenditore ci vuole molto, troppo (forse) coraggio. La Russia non si scrolla di dosso quell’impressione di Paese balcanico, o levantino, cioe’ dove regna il mercanteggiamento, l’imbroglio, la corruzione, la forza molto piu’ che il diritto.

I dati della relazione,ad esempio, non dicono (perche’, probabilmente, non si puo’ scrivere) che la Mafia controlla buona parte dell’economia (a Mosca sembra che l’80% delle attivita’ subisca il controllo della “Protezione” come la chiamano qui) o che gran parte delle trattative si fa al Ristorante (cosi’ i russi sono contenti e possono ubriacare la controparte italiana…).

Stupisce molto vedere che la posizione dell’Italia come partner commerciale della Russia sta peggiorando. Boh, ma non mi sembrava di sentire questo dalla televisione…

Ma nonostante tutto a molti piace venire qui a fare affari, ci si sente pionieri oppure (per chi ha spirito missionario) ci si sente veramente utili. E poi, se ci adatta, si puo’ addirittura arrivare a provar piacere e a divertrirsi (conosco imprenditori italiani diventati ormai piu’ russi dei russi e sguazzare felici in questo mondo quasi senza regole ma, in fondo, cosi’ umano)

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