Il freddo
Dire che in Russia d’inverno fa freddo e’ una vera e propria banalita’, e di quelle peggiori, che riguardano il tempo, come dire che in Inghilterra piove sempre o che in Africa fa caldo.
Ma si scopre sempre qualcosa di interessante o curioso, come ad esempio che i vecchi russi si lamentano perche’ non c’e’ piu’ “quel bell’inverno freddo di una volta” (e, infatti, e’ vero anche che una vecchia inglese che affittava camere si lamentava perche’ quell’anno a Londra non pioveva due giorni su tre ma solo un giorno su due).
Innanzitutto anche i russi sono umani, cioe’ hanno freddo, o meglio, alcuni russi (perche’ ce ne sono certi che, secondo me solo per far vedere agli altri che loro sono i veri russi, anche col freddo polare vanno in giro col cappotto aperto davanti o senza guanti e berretta. O altrimenti non e’ raro trovare qui uomini e donne che fanno un buco nel ghiaccio e poi si calano nell’acqua di un lago o di un fiume per una bella (e breve) nuotata.). Cio’ non toglie che le ragazze non rinuncino certo all’eleganza (e in piena neve vanno in giro con delle scarpettine con i tacchettini che fanno venire i brividi a guardarle) o a mostrare un po’ di pancino sotto la pellicia aperta, o che cambino le abitudini, per cui specie nelle cittadine, si trova gente a spasso per le strade anche a ora tardissima (magari solo per far visita a un’amico/a).
E poi anche un italiano puo’ fare la sua bella figura. Oddio, i primi tempi mi facevo ridere dietro, uscivo di casa che sembrava dovessi partecipare alla spedizione della conquista del K2: doppie calze, calzamaglia, doppi guanti, sciarpa, copriorecchi, berretta di lana, etc, ma in breve tempo mi sono adattato e ora quando c’e’ –5 mi rilasso, mi metto indosso la prima cosa che capita e senza guanti e cappello.
Certo che il freddo che c’e’ qui senza umidita’ e’ molto piu’ sopportabile, il problema e’ quando c’e’ il vento (e quando c’e’ e’ un Signor vento…), quando accade stringo i denti e penso al Sergente nella neve o a Centomila gavette di ghiaccio…
Comunque quando ho visto sul termometro –28! , dopo essermi stropicciato gli occhi per due/tre volte per capire se era vero, ed aver fatto la fotografia al termometro, ho detto: “fatemi uscrire, voglio provare!”. Gli amici russi mi hanno guardato come si guarda un marziano (o un cretino) ma poi mi hanno accompagnato fuori: sono sopravvissuto! (forse anche per merito del grog che ho bevuto al bar – aveva una temperatura che avrebbe sciolto un candelotto di neve in due secondi, ma io non me ne sono accorto per niente). Devo dire che l’unico problema sono state le orecchie e il naso, sembrava che fossero di vetro e che se le toccassi le avrei ridotte in mille pezzi. Mi hanno fatto delle foto, e un mio amico italiano a cui le ho spedite vie internet, non credeva che quello fosse davvero “solo” il mio naso, era talmente rosso che pensava fosse finto o che io ci avessi messo su una protezione speciale!
Il trucco sta nel vestirsi bene. Importantissime sono le scarpe, devono isolare bene da terra, e poi vestirsi a strati (e per ultima una T shirt perche’ negli ambienti interni - case, uffici, metropolitana - c’e’ un gran caldo).
Senza dimenticare poi il fascino che ha il freddo: si va vestiti che si assomiglia all’Omino Michelin, e questo da’ tanta sicurezza e protezione, poi la soddisfazione di quando ci si spoglia, si resta in mutande perche’, magari, si e’ in una di quelle belle saune che amano i russi. E poi c’e’ la neve, e la sensazione magica di quando si cammina (o si scia) in mezzo ai boschi o di quando si vede arrivare il treno da lontano che fende la neve, con il pulviscolo bianco che solleva e i vetri tutti ghiacciati, o il silenzio delle notti appena ci si allontana dalla citta’ (e, come e’ successo pochi giorni fa in un alberghetto di una cittadina non tanto distante da Mosca, si sente in lontananza l’ululato dei lupi, veri lupi, che brividi!).
Qualche consiglio: prima di uscire fate sempre come i russi: guardate il termometro, vestitevi bene ( sono molti i capi di vestiario tipici russi: il colbacco – ce ne sono di tanti tipi, secondo il tipo di pelo, la regione di provenienza, il colore, etc. -, i kalgotki = la calzamaglia per i bambini, i valenki = scarpe di lana pressata portati con sottosuola di gomma, una vera bomba!, i soprassuola per isolare ancor di piu’ i piedi, e poi le pellicce, di varia foggia e taglio) ma “a cipolla” come dicevamo, cercate di non stare fermi per troppo tempo (finche’ ci si muove tutto va bene – e pensare che qui i mercatini all’aperto ci sono tutto l’anno, ma come fanno quei poveri venditori?), usate molto la metropolitana (nelle citta’ dove c’e’ ovviamente) e mangiate cose grasse o dolci, bevete anche bevande calde o qualche alcolico (ma non come i russi!), soprattutto: non spaventatevi e prendetela con allegria.





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