E' nato "sacripante!"
Leggete e diffondete "sacripante!"(anche perche' non costa niente) la prima rivista online nata dal mondo dei bloggers!
(dev'essere una cosa bella e interessante, perche' ci sono anch'io!).
Presto, correte al sito: http://www.sacripante.it/!
Da svidania nonno Misha! (funerale in Russia)
E cosi’ alla fine abbiamo festeggiato tutti a tavola, pasto ricco, vino, vodka, alzata di calici. L’avevo visto fare per la prima volta in un film americano (Il Cacciatore, con De Niro, film ambientato per lo piu’ in Vietnam, e’ quello famoso per il finale con la roulette russa. E’ un bel racconto sul coraggio e l’amicizia, e ha inizio nel paesino americano dove i protagonisti sono nati e vivevano prima della Guerra. Il paesino ospita una grande comunita’ di russi e, appunto, il film si apre con la festa seguente un funerale).
Noi italiani restiamo molto stupiti (anche se, a dir la verita’, una volta avevo sentito da un amico che anche dei suoi parenti, bresciani, erano usi trovarsi a tavola, a mangiare e bere, dopo aver seppellito il loro caro), ma, in fondo, mi sembra una cosa bella e, forse, anche giusta. Si celebra la vita che continua, si unisce, rassicura e conforta i consanguinei che dovranno non far cessare la stirpe, si ricorda il defunto in modo diretto ed esplicito, con l’aiuto anche degli amici e dei colleghi (con l’usanza, che mi sembra cosi’ apprezzabile, dei russi di alzarsi a turno da tavola, pronunciare parole – a volte brevi, a volte un fiume in piena – in onore del festeggiato e poi invitare i presenti al brindisi – si fa anche nei compleanni, nei matrimoni e in altre celebrazioni).
Non conoscevo quasi il morto, ci eravamo visti solo due volte, ma mi sembrava che gli fossi simpatico. Ho appreso che era un bravo lavoratore, un quasi eroe di Guerra (di medaglie ne aveva certamente un bel po’), un coraggioso e avventuroso e, dietro le quinte, anche che era un dongiovanni. E anche per questo suo essere la situazione era alquanto strana: lo ricordavamo nella casa della sua ex moglie, da cui si era divorziato oltre vent’anni fa, lei non lo piangeva (“era un tiranno” “non aveva avuto cuore con me”), ma lo rispettava e se c’era bisogno lo aiutava e lo ospitava a casa, come era accaduto ad esempio pochi mesi fa. Ma in Russia questo e’ normale, la famiglia e’ un complesso eterogeneo e variegato di figure che, spesso, convivono in pace, si scambiano ruoli, si ricombinano in configurazioni anche sorprendenti (sentito poco tempo fa: una coppia giovane si separa, lei trova un altro uomo, lui va a vivere con la nonna di lei).
Nei discorsi a tavola qualcuno dice che, se mai dopo la morte esiste qualcosa, nonno Misha non fatichera’ a trovare dove reincarnarsi, le qualita’ che possedeva sono tra le piu’ richieste e farebbero comodo a tutti (I russi almeno in questo sono completamente liberi, ognuno puo’ immaginarsi la vita eterna come vuole).
Per il resto il funerale in Russia e’ una cerimonia piu’ mesta che in Italia, si sente che manca la sacralita’, l’emozione e il pathos della celebrazione religiosa in chiesa, che fa piangere anche chi proprio non ne aveva voglia. Tutto e’ triste e misero: la salma, con la bara (quattro assi di legno da poco appena ricoperte da un panno rosso) ancora aperta, viene depositata nella via davanti al palazzone (squallido, come tutti) dove il morto viveva per l’ultimo saluto, si fanno le foto (boh, che strano, proprio come al matrimonio - poi si fa un album da conservare e mostrare in futuro), poi alcuni volenterosi, amici e parenti, chiudono la cassa, la sollevano e la depositano dentro all’autobus, derelitto pure lui, dove prendono posto i famigliari per l’ultimo viaggio insieme (esistono anche qui le agenzie di pompe funebri, ma sono poco usate, non tanto perche’ costano – mai quanto in Italia – e’ che, proprio, alla gente non piace delegare cose cosi’ delicate ad estranei). Tutto viene demandato, quindi, al pasto conclusivo (con il suggello finale di un – beh, anche qualcosina di piu’ – bicchiere di vodka … ma vi accorgete di quale fondamentale funzione sociale viene svolta sempre da questa “bevanda”?!).
I cimiteri invece mi piacciono, sono pezzi di bosco, dove tra un albero e un altro viene fatto un piccolo recinto in metallo nero e li’ ognuno si ritaglia il suo spazio personale, oltre alla tomba puo’ mettere una panchina, una croce, un piccolo monumento. D’estate c’e’ fresco e c’e’ una bell’ombra, ci sono gli uccellini che volano e cinguettano, gli scoiattoli che si sbucciano e si gustano i pinoli, i ragni che ci fanno le ragnatele, … chissa, forse nonno Misha ha gia’ preso posto tra di loro.
Tanti auguri per il 2005 (e qualcosina di quello che dicono gli oroscopi…)
Cari lettori
vorrei inviare a ognuno di voi, personalmente, i miei migliori auguri per un buon 2005.
Al di la’ dell’Anno del Gallo, di quello che dicono gli oroscopi, etc., il mio auspicio e’ che possiate realizzare almeno uno dei vostri sogni.
Non abbiate paura, siate un po’ fatalisti, confidate nelle Stelle, ma ascoltate quello che un angioletto (o un diavoletto?), magari sommessamente, vi suggerisce all’ orecchio, lasciate che si liberi nello spazio e… seguitelo.
Questa, invece, e’ la via che i Maestri della profezia ci indicano:
(Dalle previsioni di Paolo Crimaldi)
”Il 2005 sarà un anno in cui molte cose verranno definitivamente chiarite a livello internazionale e molte maschere cadranno, lasciando il posto ad una maggiore chiarezza circa gli intenti delle varie nazioni.
Non bisogna aspettarsi però una risoluzione dei conflitti che affliggono le varie parti del mondo perché, almeno a livello astrologico, non ci sono i presupposti. Anzi c’è da attendersi una recrudescenza di alcuni atti di intimidazione che potrebbero creare però una nuova coscienza e sensibilità verso certe realtà sociali e politiche tanto da spingere vaste masse di persone a mettere in dubbio le verità in cui credevano fino a quel momento.
Naturalmente ciò sarà possibile sia in occidente che ad oriente e non mancheranno, figure carismatiche che riusciranno a far passare messaggi di rispetto, democrazia e tolleranza che però non resteranno solo belle parole, ma saranno qualcosa di più. Nei mesi autunnali entreranno in crisi molte utopie e soprattutto si sveleranno inganni, truffe e false ideologie spingendo verso una nuova consapevolezza che potrebbe farle definitivamente cadere nel 2006.
Probabilmente dopo dure polemiche e scontri, si metteranno le basi solide, specie in Italia, per avviare una politica di riforme sociali che prevedono il riconoscimento dell’unione di fatto, una maggiore attenzione alla terza età e forse anche un rinnovato interesse per il mondo della scuola. Ma questo pianeta influirà notevolmente anche sugli Stati Uniti d’America, che la tradizione vuole legati al segno dell’Acquario, portando la nascita e lo sviluppo di movimenti pacifisti ed ecologisti che potrebbero mettere in seria difficoltà l’ammistrazione presidenziale.
Tornando al nostro paese è probabile che possa essere interessato ad una serie di problemi di ordine pratico e sociale nella prima metà del mese di agosto. Questo periodo potrebbe essere a rischio di eventi in grado di creare una certa apprensione e mettere sotto accusa alcuni organi dello stato per la mancanza di presenza sul territorio.
Un momento particolarmente caldo sarà anche la prima parte del mese di dicembre quando si potrebbe creare qualche problema nelle borse internazionali a causa anche di qualche scandalo finanziario. Sarebbe opportuno in questo ultimo mese dell’anno non lasciarsi coinvolgere in investimenti azzardati e magari attendere tempi un po’ meno incerti.
Ma in definitiva non sarà un anno brutto, ma certamente aprirà gli occhi a molte persone sulle cose che ormai non possono più andare, sarà come perdere un po’ l’ingenuità del bambino che spesso non gli lascia vedere la realtà dei fatti. Ma la consapevolezza è sempre foriera di grandi cambiamenti che con il tempo risultano essere importanti per raggiungere la libertà e l’equilibrio con se stessi e gli altri, anche se magari hanno richiesto inizialmente qualche piccolo sacrificio e un po’ rinunce sul piano pratico”.
Dall’interprete di Nostradamus
(di Renucio Boscolo per Edicolaweb)
”Una grande bocca asiatica che urlerà dalla fame e striderà coi suoi Denti?
Sarà quindi radicalmente l'anno che peserà su nostro stomaco occidentale ed asiatico per la grande cronica FAME dilagante, la Famine che mina il mondo.
La grande Pena o Carestia "peina" in greco, in inglese "the Starvation" o "the Hunger", planetare a cui non ci sarà soccorso o rimedio se metterà in moto il lupo famelico?
Ma "Lupei" in greco è Afflizione, la Tribolazione!
E la Fame (Hunger), la Carestia, l'Afflizione fanno spesso fare grandi pazzie ai Capi o Caput dei Popoli affamati.
Sarà questa la pancia o il Panjab (lndia - Indiano - lndonesia) delle regioni in soqquadro per quel fuoco intestinale o sotterraneo che ha acceso il Calderone, il Crogiolo (Kur) della Fusione in espansione o dispersione o dissoluzione ed effusione dell'Estomaco Orientale Asiatico, quanto mai scosso da tale grado sismico che preannuncia il GRANDE TREMBLEMENT DE TERRE (Grande TRE o Grande emblema del Tre (*) il tremamento sismico della Terra al Mondo della Grande Babilonia Orientale (Iraq) nel suo girone e mulinello della maCINA planetare!
(*) Nel Terzo Millennio... e simbolo del Tre del Tridentico dio dei mari.
L'anno che avrà quindi come segno zodiacale contrario (Cancro) contrapposto al Gallo, Capricorno con la simbologia della Testa delle Capre o Kaper (in latino Capricorno) delle Cime, Teste, Vette, Vertici dei Leader delle Metropoli e delle Nazioni e dei Popoli che siano sotto tale segno grintoso da Gallo, il Coq, simbolo della Francia ed incluse le nazioni che hanno nomea da Gallo, Galles, Wales, Pollo, Tacchino, Faraone (Egitto, Francia, Polonia, Turchia, Egitto, Perù) che avranno contro Il Grande Vorace Rivale. La Grande Bocca affamata del Grande ESTomaco (Omacus in greco) Bellico dell'Est Orientale che metterà in mostra i suoi minacciosi missili e denti offensivi “
Infine, oroscopo cinese: l’Anno del Gallo
(da Oroscopofree)
L’anno del gallo 2005 porterà con sé persone entusiaste e molto sicure del proprio valore, particolarmente industriose e dotate sia di un istinto conservatore che di una parte più spiccatamente avventurosa. Il gallo è molto sensibile e spesso lavora su numerosi progetti tutti in una volta, è un sognatore e talvolta si rammarica che la realtà esterna non corrisponda pienamente ai suoi desideri. E’ molto onesto, ha uno spiccato senso dell’onore e della verità e come amico si rivela straordinario. Tra i personaggi famosi del gallo possiamo citare Katherine Hepburn, Confucio, Benjamin Franklin, Diane Keaton, Bob Marley. Il gallo è un segno devoto al lavoro ed alla sapienza in generale, particolarmente acuto nella capacità decisionale. E’amante dell’ordine e dell’organizzazione, pertanto avrà la tendenza a vedere il mondo tutto nero o tutto bianco. E’ individualista e preferisce seguire il suo istinto piuttosto che le indicazioni degli altri, ma non c’è alcun dubbio su quanto sia coraggioso. In amore difficilmente prende un impegno, ma grazie alla sua onestà non mentirà mai al proprio partner. Nelle relazioni importanti si dimostra comunque dedito e responsabile, anche se il partner ideale rimane sempre chi avrà il coraggio di sfidarlo! Il suo colore è il bianco, che è associato con l’autunno, la purezza, la maturità.”
Mangiare
Questo e’ un argomento sacro per gli italiani, cerchero’ di affrontarlo con il massimo rispetto.
La premessa non puo’ che essere che un italiano quando va all’estero (e quindi anche in Russia) si trova sempre male con il mangiare, questa e’ una legge (e in effetti l’Italia e’ forse il Paese al mondo dove si mangia meglio).
In secondo luogo qua non parlero’ di ristoranti, il ristorante per un russo e’ ancora una cosa lontana, a cui si guarda con un misto di venerazione e di sospetto. Del resto i ristoranti (quelli che si possono chiamare tali) sono cari, forse piu’ che in Italia. E’ anche vero che difficilmente un Ristorante russo di prestigio vi offrira’ la “cucina russa”, ma cucina italiana, o francese, o internazionale o secondo le varie regioni (cucina georgiana, armena, tartara, uzbeka, etc.). E, inoltre, occorre fare attenzione perche’ anche andando al ristorante italiano (gestito magari da italiani, ce ne sono un buon numero a Mosca) si scoprira’ che i piatti sono quasi sempre adattati al gusto russo, con la pasta della pizza dolciastra, o i maccheroni al sugo con le immancabili erbette aromatiche russe .
E’ molto difficile che un russo riesca a pranzare a casa, per il “popolo” ci sono comunque varie possibilita’ offerte dalle catene per i pasti veloci (in primis Mac Donald’s, per il quale i russi vanno matti, o Sbarro o altre, incluse alcune russe) o dai vari bar, café’ o simili in cui si possono trovare sempre insalate (ah, lo sapevate che quella che noi chiamiamo “insalata russa” per loro e’ l’”insalata francese”?) , focacce farcite, pizze al taglio e altro.
Una delle cose che preferisco io e’ comprare qualcosa dai choschi (diffusissimi) per strada: panini con carne allo spiedo o spiedini (saslik) interi (per inciso: la qualita’ della carne – gusto e tenerezza – mi sembra in genere molto migliore che in Italia), panini con hot dog (sasiski – pensavo che fossero una cosa dei tedeschi ma mi sbagliavo: qui ce ne sono di tantissimi tipi e i russi ne vanno matti), bliny (specie di crepes imbottite con marmellata, ma anche prosciutto, formaggio o caviale), piroski (focacce di pasta dolce ripiene di patate, funghi, cappuccio, carne, o anche frutta cotta), ciburiaki (pasta fritta ripiena di carne, di formaggio, o di patate/funghi). Certo ci vuole uno stomaco robusto, un po’ di coraggio e un minimo di astuzia (sulla qualita’ dell’olio usato per friggere nei chioschi vicino alle stazioni o ai mercati non sarei disposto a scommettere un dollaro bucato).
La cucina russa, in effetti, e’ un po’ “pesantina”, molto fritto, molto burro, molto zucchero. E’ anche abbastanza povera di ingredienti, soprattutto manca molto la maestria, ovvero l’abilita’ e la sapienza di cucinare. Molti piatti sono poco elaborati, semplici e con poche varieta’ e variazioni.
Alcune cose stupiscono molto gli italiani: la pasta (che qui loro chiamano genericamente “macaroni”) e’ presente da tempo nella loro dieta ma e’ solita essere mangiata condita solo con maionese, panna acida o ketchup (e gli italiani si stupiscono molto e inorridiscono), di salumi ce ne sono moltissimi, anche se come il nostro prosciutto crudo non c’e’ proprio niente, di formaggi pochissimi (e vanno matti per il nostro parmigiano reggiano), pero’ ci sono molti prodotti derivati dal latte (yogurt, Kefir = latte acido, smetana = panna acida). Gli ortaggi sono molto amati, d’estate provengono in genere dalle dacie (casette di campagna in cui ognuno coltiva l’orto). Per noi una stranezza e’ che quasi sempre si mangiano senza condimento (olio di oliva e aceto sono molto poco diffusi).
Il pane c’e’ ed e’ molto buono, in vari tipi e con variazioni (bianco, nero, con la cipolla, con le patate, con semi di sesamo e altri, …), cosi’ come i prodotti da forno.
Ingredienti tipici di un pasto normale sono le patate, il cappuccio, i funghi, le pappe di cereali (kascia); le verdure conservate dalle nonne; fondamentali per i russi sono sempre stati i frutti di bosco, fonte importantissima e quasi unica di certe vitamine.
Ci sono anche cibi di evidente derivazione asiatica (insalate di alghe, condimenti a base di aglio, etc.) ormai conosciuti in tutto il Paese.
Nei giorni di festa si fanno delle belle mangiate, durano spesso tutto il pomeriggio, (anche se, come sempre, non si sa mai l’orario d’inizio che puo’ variare, potrebbe essere le 12 come le 16), per un italiano sono gustosi anche se un po’ semplici e, in fondo, sono quasi sempre gli stessi.
Si comincia con dei piatti freddi (insalate di verdure, insalate con verdure e carne o granchio, verdura fresca, funghi trifolati, carne in gelatina, salame, un formaggio tagliato a fettine, pesce, panini imburrati con caviale – rosso, economico, per la massa, nero per i ricchi – a cui si possono aggiungere salsa piccante di cren o maionese), e gia’ a questo punto e’ ora di bere la vodka, magari accompagnata da un cetriolino (ogurietz) sottaceto.
Poi segue la zuppa (il borsch spesso, cioe’ la minestra in brodo piu’ diffusa, fatta con verdure, soprattutto la rapa rossa, e cotta anche con un pezzo di carne o, meno frequentemente, di pesce. Gli intenditori la mangiano aggiungendo panna acida, la smetana) e il piatto caldo, di solito carne cucinata in modo un po’ elaborato, o a volte pesce cotto al forno. A volte ci puo’ essere una cosa equivalente al nostro primo piatto come i pelmeni (somigliano ai nostri tortellini, si mangiano asciutti al burro o con la panna acida) o i vareniki (come i nostri tortelloni di patate e funghi). Con tutto questo si beve succo di frutta, vodka (si, a pasto, non solo alla fine come da noi), o stranezze come il Martini o l’Amaretto Disaronno o, ma non di frequente, vino, dolce anche per gli uomini. (Non ho mai visto bere a pasto la birra, anche se e’ molto diffusa. La si beve nei pasti veloci ai chioschi o cosi’, da sola, magari per strada – stupisce vedere quanta gente gira con la sua bella bottiglietta in mano bevendo tranquillamente intanto che cammina). Attenzione allo spumante (sciampagna) per i brindisi, in genere e’ quello di produzione moldava o georgiana, dolciastro e non un granche’.
Seguono i dolci e la frutta (in genere qualche mela o mandarino). I dolci fatti in casa sono buoni, io preferisco i sirniki (sorta di frittelle fatte di farina, ricotta e uvetta passita).
Alla fine the caldo per tutti (i russi ne sono grandi consumatori) o caffe (di qualita’ scadente e fatto alla turca, cioe’ portato a ebollizione in un pentolino e servito con un colino per evitare di bere i fondi). Il caffe’ migliore in Russia e’ quello importato dagli italiani (come il Lavazza)( ma e’ anche il piu’ costoso).
Altre bevande tipiche e popolari (e per questo tendono a essere abbandonate..) sono la composta di frutta (kompot) e il kvas (quello migliore viene fatto in casa), fatto con cereali, e’ un po’ dolce ma non alcolico, fresco d’estate e’ il Massimo che si possa bere. Non facile da trovare ma molto gustoso e’ il miedovuha (fatto con il miele, leggermente alcolico).
L’ospitalita’ dei russi e’ grande, cosi’ come la loro generosita’, allora cerchiamo di non fare troppo gli schizzinosi e di assaggiare, almeno, quello che ci porgono. Sono cose semplici ma, in fondo, buone. Beviamo anche e volentieri, ma, per favore, non cerchiamo di imitare il Film di Don Camillo in Russia quando Peppone faceva la gara con un capo del partito russo a chi beveva piu’ vodka: l’esito e’ scontato (e se anche, con un exploit, non sfigurerete, lo pagherete nei giorni seguenti, i russi invece, dopo una bella dormita saranno gia’ pronti l’indomani per ricomnciare…).





Ultimi commenti