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Sparare sulla Croce Rossa

di ilrusso (30/06/2005 - 10:14)

 

La Croce Rossa sarebbe, avrete gia’ indovinato, e’ troppo facile, la cosiddetta “Azienda Italia”.
Premetto: non sono un sadico (anzi un sado-masochista visto che sono, e mi sento, italiano), non c’e’ compiacimento in quello che racconto, e, sia ben chiaro, la realta’ non e’ cosi’ negativa come si potrebbe concludere leggendo le storielle (tutte vere, non c’e’ niente di inventato) sugli imprenditori italiani in Russia che appaiono qua e la’ su questo blog (ad esempio in questo momento Natascia sta accompagnando come interprete un italiano fabbricante di mobili in giro per clienti; per mostrare come e’ bene accolto basta dire che e’ riuscito addirittura a fissare un appuntamento per le 9.00 di mattina! – e’ una grande concessione, perche’ si sa che a Mosca prima delle 10.00 lavorano solo gli operai e gli addetti alla pulizia delle strade).
Solo che non si capisce come, in un momento difficile come l’attuale, non si cerchi di rimboccarsi le maniche, tutti, per fare di piu’ e meglio cogliendo ogni minima opportunita’ che si presenti.
Quello che cerco, quindi, e’ solo qualcuno con cui condividere tutto il mio stupore e il mio sconcerto nell’assistere a scene come queste:

Nell’ufficio di un imprenditore italiano a Mosca:

F.. – “O ciao, G., bravo che sei venuto a trovarmi!”
G. – “Ciao F., e’ da un bel po’ che non ci si vedeva!”
F. – “Scusa, lasciami fare ‘sta telefonata”
G. – “A chi telefoni?, se e’ permesso”
F. – “Figurati, all’Ambasciata italiana a Mosca, vorrei che mi aiutasse a risolvere un piccolo problema”
G. – “Iiiiihhhhh, lascia perdere!”
F. – “Dai, lo so, non sono mica un cretino, ma voglio provare”
G. – “Pensa che io, ormai, per certe cose (chiedere informazioni commerciali un po’ riservate, anzi, neanche tanto, in fondo) mi rivolgo ormai all’Ambasciata inglese!”
F. – “E ti danno risposta?”
G. – “Si, certo!”

F. telefona, spiega il suo problema (ha bisogno di essere messo in contatto con il Direttore di una grande azienda russa, ma, da solo, non riesce a farsi ricevere). Di la’ del filo l’ascoltano un po’, poi arriva la risposta:
F. – storce la bocca, fa una smorfia “Ah, voi queste cose non le fate? Ma allora cosa fate? E’ mai possibile che tutte le volte che vi chiedo qualcosa, niente di straordinario, tutte cose lecite, con voi non si riesce mai a combinare niente?”
Dall’altra parte del telefono stanno spiegando che di cose ne fanno tante e che sono fin troppo impegnati
F. – “Pero’ quando c’e’ da fare i ricevimenti – e ne fate un bel po’ - non perdete tempo e ci chiedete sempre di contribuire mettendo a disposizione, gratuitamente, i nostri prodotti!”
L’interlocutore si sta dimostrando spazientito e seccato
F. – “Guardi che l’altro giorno e’ venuto da me un imprenditore australiano, di una piccola azienda, non di una multinazionale, e lo sa da chi era accompagnato? Da un addetto della ambasciata australiana! Se gli altri lo fanno vuol dire che non e’ una cosa impossibile. Ma non dicevate che le Ambasciate sarebbero cambiate, e che avrebbero cominciato a mettersi a disposizione dell’economia italiana?”
Dall’altra parte il tono sta cambiando
F. – “Si lo so, lei non c’entra, non e’ colpa sua, ma mi consenta questo piccolo sfogo, sa, e’ che gli italiani ancora non capiscono, o non vogliono capire, che le cose sono cambiate e che, se continuano cosi’, chissa dove andiamo a finire…”.
Si salutano, la telefonata finisce, F. guarda G.
G. – “Che t’avevo detto?”
F. – “ E’ che io non mi rassegno”
G. – “Ma F. che ci voi ‘fa, quelli chi li smuove?”

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Piccolo Galateo, comportamenti corretti e scorretti in Russia

di ilrusso (28/06/2005 - 11:46)

 

 

Il rispetto dei piccoli gesti, quelli della vita comune, quotidiana, spesso costituiscono il discrimine tra un affare andato male o andato bene, o tra l’immediata accettazione o meno nel gruppo famigliare di, poniamo come sempio, la vostra fidanzata russa. Ogni societa’ ha i suoi, alcuni sopravvivono solo tra le persone di una certa eta’, altri sono considerati senza un fondamento reale ma seguiti quasi per superstizione. Comportarsi di conseguenza e’ segno, per uno straniero, di accettazione delle regole esistenti e manifestazione di apertura verso la cultura ospitante.

Riporto qua sotto una serie di regole sulla “buona etichetta” in Russia, le fonti da cui sono prese sono varie; tutto sommato, in base alla mia esperienza, mi sembrano rispecchiare la realta’ russa.

Se state per andare laggiu’, coraggio, fate un piccolo sforzo e memorizzatele.

 

 

Si puo’ (deve) fare

 

  • Quando andate a far visita a qualcuno portate dei fiori o dei regali. I fiori sono sempre apprezzati, per le occasioni speciali sono quasi obbligatori. Il loro numero deve essere dispari, ad eccezione dei funerali, dove deve essere pari. I russi amano molto fare o ricevere regali, non c’e’ bisogno di fare grosse spese, possono bastare anche piccole cose.
  • Cercate di stabilire dei contatti personali con le persone con le quali avete in corso delle trattative d’affari, non solo vi facilitera’ il compito, ma vi dara’ anche il modo di conoscere meglio la cultura russa.
  • Quando richiesti, non abbiate timore a rivelare l’ammontare del vostro stipendio, dell’affitto della casa, del costo dell’automobile, etc., i russi sono abituati a farlo.
  • Se siete una donna, accettate di buon grado le cortesie degli uomini russi, se siete uomini comportatevi con la cortesia di un russo, altrimenti farete la figura di un incivile.
  • I russi tengono molto all’apparenza esteriore, cosi’ vestitevi in modo appropriato, specialmente nelle occasioni formali (teatro, concerto, cerimonie, etc.).
  • Tenete i numeri di telefono che vi interessano in luogo sicuro, gli elenchi del telefono in Russia sono scarsi e ottenere assistenza telefonica non e’ facile.
  • Siate pazienti. Nelle conversazioni, cosi’ come nelle trattative d’affari, ai russi non piace andare direttamente al nocciolo della questione, cosi’ tutto dura piu’ a lungo.
  • Accettate di buon grado un invito a casa del vostro interlocutore russo, e aspettatevi un pasto con parecchie portate e numerosi brindisi.
  • Siate scettici quando una persona dell’altro sesso mostra subito per voi attrazione o sentimenti romantici, molti farebbero carte false per lasciare il loro Paese.
  • Preparatevi, quando entrate in un appartamento russo, a togliervi le scarpe, non sentitevi buffo; il padrone di casa probabilmente vi dara’ delle pantofole, indossatele.
  • Se vi viene offerta una portata una seconda volta, servitevi magari di una piccola porzione, ma non rifiutatela, per non offendere la padrona di casa.
  • Negli incontri tra maschi e femmine e’ usanza stringere la mano, all’inizio e alla fine, solo ai maschi.
  • Di inverno vedrete i russi indossare il colbacco, o comunque il copricapo pesante, senza abbassare i copriorecchi, farlo viene ritenuto indice di preferenze sessuali “anomale”.
  • I russi si affidano molto al linguaggio del corpo per esprimere la loro approvazione o disapprovazione piu’ che alle parole o all’espressivita’ del viso, vanno quindi osservati attentamente anche i semplici cenni del capo o degli occhi.

 

Da non fare

 

  • Non offendetevi se nelle mense o nei ristoranti (tranne quelli esclusivi) al vostro tavolo si siede qualcun’altro, per i russi e’ normale.
  • Non aspettatevi molte espressioni di ringraziamento, i russi ritengono che le espressioni orali di ringraziamento per un regalo o un favore sono superflue. Del resto non le pretenderanno, se dovute, da voi.
  • Non parlate a voce alta nei luoghi pubblici, e’ considerato rozzo e scortese.
  • Non e’ usanza in Russia (specialmente nelle grandi citta’) parlare o sorridere agli stranieri, non prendetela come freddezza o inimicizia.
  • Abituatevi ai grandi affollamenti, ammassamenti di persone, sono molto frequenti; e non prendetevela se qualcuno vi urta o vi spinge.
  • Non offendetevi se qualcuno, specialmente le persone anziane, fa commenti ad alta voce sul vostro aspetto o sul vostro comportamento.
  • Non sorprendetevi per una chiamata telefonica o una visita di amici a orari notturni. I russi tengono molto alle amicizie, e del resto cosi’ potrete fare anche voi, senza problema.
  • Non iniziate i convenevoli (come, ad esempio, stringere la mano) stando sulla soglia, dovrete essere tutti e due o al di qua o al di la’ dell’uscio di casa.
  • Non appoggiate i piedi sul tavolo, indica rozzezza ed e’ ritenuto antigienico.
  • Quando seduti evitate la posa di accavallare le gambe, mostrare a un altro la suola delle scarpe e’ considerato offensivo
  • Non pensate che chiunque parli il russo sia russo, ci sono piu’ di 100 gruppi etnici in Russia. Cercate di capire, o chiedete, qual e’ l’etnia di origine del vostro interlocutore, oggi la sensibilita’ e l’attenzione a questo tema e’ molto aumentata.
  • In risposta all’apertura del vostro interlocutore russo, non esitate ad aprire anche il vostro animo, i russi se lo aspettano da chi ritengono amico, e sara’ segno di piena accettazione.
  • Cercate di non fare a gara con i russi a chi beve di piu’ , e ricordate che i bicchieri di vodka vanno svuotati in un sol fiato (se siete astemi, accampate giustificazioni di tipo religioso o medico, questo e’ consentito).
  • Diversi luoghi pubblici in Russia sono trasandati, disordinati, sciatti e meno puliti rispetto all’Occidente. Mascherate il vostro sconcerto ed imbarazzo.

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L’incubo del viaggiatore in treno

di ilrusso (27/06/2005 - 17:30)

 

 

Avevo scritto questo ricordo diverso tempo fa, me n’ero dimenticato. Ora una segnalazione che mi e’ giunta (di un’iniziativa veramente simpatica, a cui auguro il miglior successo – si chiama Visioni binarie, e “racconta attraverso una poesia visiva in forma di prosa i passeggeri dei treni, le loro vite e le loro stranezze che si intrecciano” – visibile al sito www.intreno.splinder.com) me l’ha fatto tornare alla mente. E’ un testo troppo lungo per pensare che venisse pubblicato la’, quindi lo aggiungo agli altri miei su questo blog, mio piccolo omaggio alle narrazioni sul viaggiare e sui viaggiatori.

 

 

Appena due giorni dopo il mio primo arrivo in Russia mi sono ritrovato alla stazione di Mitisci. Era estate, c’era il sole e caldo, avevo l’entusiasmo che ha ogni viaggiatore alla scoperta di una terra straniera e lontana, soltanto in piccola parte mitigato dalla tristezza nel vedere una realta’ tanto desiderata quanto misera e desolata.

Ci apprestavamo ad andare a Mosca. Ero in compagnia di Natascia e delle sue due bambine, io, che stavo studiando come si diventa un buon padre, avevo insistito per portare la borsona, con dentro tutto l’occorrente: ricambio, golfini pesanti, merendine, succhi di frutta, etc.

Arriva il treno. Si aprono automaticamente le porte, scendono i passeggeri, salgono quelli in attesa, cosi’ facciamo anche noi. Io sono una persona cortese, e mi piace farlo vedere in terra straniera, c’e’ un passeggero ritardatario che vuole scendere e cosi’ l’aspetto, ma non appena quello scende le porte si chiudono con un tonfo e io resto sul marciapiede del binario, interdetto, a gesticolare in modo convulso. Inizia l’incubo.

Mi guardo attorno: non c’e’ una indicazione, un cartello che capisca, e’ tutto scritto in un alfabeto che non conosco, provo a chiedere a qualcuno ma nessuno parla inglese (e anche la parola “Moscow” sembra lasciarli indifferenti oppure provoca una scarica di parole che mi lasciano piu’ confuso, se e’ possibile, di prima). Cosa faccio ora? Sono preso dal panico. All’improvviso si accende la lampadina: il cellulare, benedetto chi l’ha inventato, telefono a Natascia e mi faccio spiegare bene quello che devo fare, o, al limite, ci accordiamo che l’aspetto qui, ma subito dopo la disperazione: ho io la sua borsa, il cellulare e li’ dentro! Sono completamente solo in un Paese straniero e ostile (cosi’, almeno, mi sembra ora). Mi siedo su di una panchina, devo calmarmi, ragionare.

Parto dall’ipotesi che Natascia non tornera’, ci vuole troppo tempo, cosi’ perderemmo tutta la giornata (e poi in fondo so che non mi ritiene stupido del tutto e neanche sprovveduto, no, non devo deluderla). DEVO arrivare a Mosca da solo. Mi viene un po’ di coraggio, guardando bene, e con gli occhi non piu’ appannati dall’ansia e l’agitazione, mi accorgo che la scritta Mosca (o qualcosa di simile) c’e’ su qualche pannello informativo, solo che non so riconoscere gli arrivi dalle partenze, e poi Natascia mi diceva che quanto scritto li’ sopra non e’ molto attendibile; non sono aiutato neppure dai pannelli luminosi esterni ed a ogni binario, per il fatto che proprio non esistono (la stazione e’ piccola),  e men che meno dagli annunci (anche questi mancano, ma, del resto, se ci fossero dubito molto che capirei qualcosa). Ad un certo punto penso che farei meglio a tornare a casa, e sto quasi per imboccare l’uscita quando realizzo che la strada non la conosco, ho solo vaghe idee, finirei dalla padella alla brace, disperso in una citta’ straniera e sconosciuta. Sono prigioniero della stazione, ma in fondo, finche’ sto li’ sono al sicuro (cosi’ sembra, almeno).

Paralizzato dalla paura, prostrato dall’incapacita’ di trovare una via di uscita, controllando, preoccupato, con la coda dell’occhio un poliziotto che da un po’ di tempo mi fissava con troppo interesse (ci mancava solo un incontro con la polizia locale!), cominciavano, non so perche’, ad animarsi nella mia mente i ricordi delle letture giovanili, Marco Polo e il viaggio avventuroso verso la Cina, Robinson Crusoe e la sua sopravvivenza nell’isola deserta… ho cominciato a chiedermi: ma perche’ il mio binario e’ tornato ad affollarsi (molto di piu’ rispetto agli altri tre, quasi deserti)? Dove mai andra’ la gente di una cittadina-dormitorio satellite della metropoli, a meta’ mattina?

E cosi’ decisi che il prossimo treno su quel binario sarebbe stato il mio.

Ma non era finita, a poco a poco la gente spariva dal binario, si diradava dal mio e andava su di un altro, ad un annuncio, poi, tutti in fretta si trasferirono. Io esitai, mi sentivo come il naufrago che deve decidersi ad abbandonare la ciambella di salvataggio, cui tanto doveva fino a quel momento, per la fune che poteva assicurare la sicurezza, e fui tra gli ultimi a lasciare il binario. Per andare sull’altro, quello giusto, dovetti passare ancora quelle barriere che fungono da controllo (qui i treni sono tutti senza controllore/bigliettaio), non sapevo come fare ma in qualche modo superai l’ostacolo (le mie esitazioni e i mie indugi non dettero molto nell’occhio – fortunatamente quelle macchinette si inceppano spesso).

Il treno arrivo’ (non molto tempo dopo) e finalmente riuscii a salirci sopra. Era fatta! Pensai… ma, ammesso che sia proprio il treno giusto, come faro’ a sapere quando scendere (Mosca ha piu’ di una stazione)? Non so neppure quanto e’ la durata del tragitto! Che sciocco che sono ancora, conclusi, ma non ho capito che basta assecondare la massa, annullare il proprio se’, diventare piccola molecola e seguire il flusso del fiume?

E fu cosi’ che giunsi a Mosca, guidato da vaneggiamenti misticheggianti, dalle buone letture e dalla fortuna che aiuta gli audaci (o i disperati?).

Natascia mi stava aspettando incuriosita e sorridente, le bambine mi guardavano perplesse (quello sarebbe, quindi, il loro nuovo papa’?).

Ma insomma, alla fine di tutta questa avventura qualche consiglio mi sento pur di darlo: viaggiare e’ sempre meglio che stare fermi; il mondo, ovunque si vada, segue in fondo sempre le stesse leggi e, infine, lasciamoci guidare dalla antica saggezza popolare (che, tra l’altro, ha anche qui piu’ o meno le stesse espressioni): “Aiutati che il Ciel ti aiuta”.

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Un vero, bravo russo (pubblicato su sacripante!)

di ilrusso (26/06/2005 - 08:00)

Domenica scorsa Igor ha festeggiato cinquantanni d’eta'. Per l’occasione, il suo capufficio gli ha fatto dono di una bella medaglia (i russi amano molto questo genere di oggetti, lo sappiamo bene) e il momento in cui questa e' stata tuffata in una tazza piena di vodka e' stato quello che tutti attendevano, li' sono iniziati i veri festeggiamenti (li', ahime', e' anche iniziato il black-out della mia memoria - per cui non so piu' dirvi altro, ma mi hanno raccontato che la festa successivamente ha avuto momenti veramente divertenti).

Quelli che di solito sono gli anni piu' belli della vita li ha trascorsi in epoca sovietica. E per lui, infatti, sono stati anni felici: frequentando la scuola ha conosciuto quella che ancora oggi e' sua moglie (e' anche gia' nonno, se e' per questo), mentre durante i campi estivi del periodo universitario, tra zaini, tende da campeggio e chitarre, hanno iniziato a cementarsi le amicizie che durano tutta una vita. Ricorda in fondo con nostalgia anche quando, per poter leggere “Il Maestro e Margherita”, si procuro' una preziosissima copia clandestina e la fotografo' tutta, pagina per pagina. Oppure quando per tre anni consecutivi, due mesi per volta, (la prima figlia era ancora piccola) si fece portare in Siberia a verniciare tralicci (lo Stato lo consigliava vivamente, e pagavano bene) o, ancora, quando per poter avere una casa propria (un appartamentino in un palazzone) dovette lavorare per due anni in una fabbrica di mattoni (interrompendo – autorizzato – il suo lavoro di ingegnere aereonautico).

Igor ha talento (gli spettacoli di cabaret che organizzava nel festival aziendale che aveva luogo ogni estate erano i piu' applauditi), sa fare di tutto (“Dategli una pinza e un cacciavite e vi riparera' il mondo” - come ogni russo, del resto); ha un modo di fare, pacioso e sornione, che attira subito la simpatia.

La sua specialita' e' il calcolo delle traiettorie di caduta dei serbatoi dei razzi spaziali, una volta svuotati del loro cambustibile (lavora con il suo computer portatile, dove capita, di giorno o di notte e sbaglia al massimo di 0,5 km., l’ultima volta, come premio, l’hanno ospitato su un grande elicottero ad assistere al recupero dei rottami nel deserto del Turkmenistan).

Ha saputo adattarsi ai nuovi tempi, ha scoperto di essere anche un bravo informatico e ha messo a frutto questa abilita'; non ama l’inglese (e neppure gli americani, presumo) ma ha dovuto impararlo (per poter leggerlo); ha votato per un partito della destra liberale (contro Putin, quindi), cosi' almeno gli ha detto di fare sua moglie.

Ma resta un vero, bravo russo: appena puo' corre nella dacia di famiglia, si mette scalzo e a torso nudo a piantare rapanelli e cetrioli (e quando sono maturi li mangia cosi', appena lavati, senza neanche sbucciarli - e sembrano, a guardare lui, la cosa piu' buona del mondo), poi, finita la giornata di lavoro, si tuffa nello stagno li' vicino, fa quattro bracciate per rinfrescarsi, e torna pronto per la grigliata (in cui non manca mai il pesce, la sua passione, di qualunque tipo).

Ora, finalmente, i soldi messi da parte sono bastati e si e' comprato la sua prima automobile nuova (una Ford Focus), ma al lavoro (il primo, quello “ufficiale”) va ancora con la vecchia Ziguli', per il rispetto che prova per i suoi colleghi e la vergogna per essere diventato ricco.

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La Russia e l’Occidente

di ilrusso (25/06/2005 - 16:24)

 

Come anticipato in uno scritto di poco tempo fa, pubblico qui un testo che usano in un importante Istituto di Mosca per l’insegnamento dell’inglese, livello avanzato.

Mi sembra interessante, ci sono diverse cose nuove e molte conferme a quello che gia’ avevo scritto nei vari interventi su questo sito.

L’argomento e’ la descrizione del “carattere” russo, ovvero tutte quelle affermazioni che si fanno riguardo alla gente russa. Costituiscono quelli che vengono definiti gli “stereotipi”, c’e’ infatti sicuramente qualcuno che dira’ che ogni individuo e’ diverso e che non si possono giudicare le persone “a priori”. Ma il mondo funziona cosi’, la testa delle persone funziona cosi’ che, per comodita’, per necessita’ di semplificare e catalogare le informazioni, si attribuiscono delle “etichette”. Le persone intelligenti, poi, non si fermano a questo, lo considerano solo un punto di partenza, le altre, ahime’, invece si’ e, quel che e’ peggio, agiscono di conseguenza.

La traduzione, libera, e’ mia.

 

 

La Russia e l’Occidente

 

 

di Walter G. Stephan e Marina Abalakina-Paap

 

 Cercare di fare un ritratto del carattere russo non e’ facile. Molti russi pensano che il loro carattere nazionale sia troppo complesso, troppo spirituale, troppo emozionale e troppo istintivo per poter essere indagato con metodi empirici e per poter essere compreso dai non russi.

Un famoso poeta russo del XIX secolo, Tyutchev, scriveva:

 

“Con la sola mente non si puo’ comprendere la Russia,

Nessun comune metro di giudizio puo’ misurare la sua grandezza,

Ella sta solitaria, unica –

Nella Russia si puo’ soltanto credere”

 

 

La Russia vista dagli osservatori occidentali

 

I russi prima della Rivoluzione comunista erano caratterizzati da una profonda ambivalenza evidenziata da oscillazioni di stati d’animo da bramosia di vivere, vitalita’ e spontaneita’ a grande malinconia, pensieri pieni di sospetto e di ostilita’. Questa ambivalenza appare anche nella loro civilta’ esteriore e ribellione interiore. Hanno anche la sensazione di essere superiori al resto dell’umanita’. Nei confronti dell’autorita’ dimostrano un mix volatile di sottomessa devozione e di profondo risentimento. Sembra proprio che per i russi non valga il principio socratico della moderazione.

La struttura del carattere tradizionale russo fa si’ che gli individui ondeggino tra stati d’animo di esaltazione o di depressione, dall’odio per i limiti e l’autorita’, alla convinzione che tuttavia una forte autorita’ esterna (dello Stato, dei famigliari, degli insegnanti)  sia necessaria per mantenere sotto controllo questi loro impulsi violenti.

Clyde Kluckhohn, un famoso antropologo americano, scrisse che “I russi mostrano un grande bisogno di intense relazioni faccia-a-faccia… Valutano le persone per quello che sono piu’ che per quello che hanno realizzato … I russi sono emotivi e sentimentali… richiedono e si aspettano onesta’, rispetto e sincerita’ dal loro gruppo… Nonostante la loro passione per intense, strette relazioni sociali, nutrono una sostanziale diffidenza verso il prossimo…”.

In Occidente i russi sono reputati gente forte e stoica, che si mostra esteriormente indifferente, ruvida e scortese e che non tradisce la minima emozione. Possono urtarvi o spingervi senza chiedere scusa, vi parlano direttamente e spesso in modo brusco. E tuttavia valutano molto piu’ positivamente che in Occidente lo stabilire strette relazioni interpersonali. Cosi’, a tu per tu, sono caldi, generosi, spontanei ed emotivi. Molto osservatori occidentali hanno sottolineato l’enorme importanza che hanno per i russi gli amici e l’amicizia. In Russia esiste una grande separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata, i russi si mostrano piu’ freddi degli occidentali pubblicamente ma piu’ caldi privatamente.

 

 

Gli atteggiamenti degli occidentali verso la Russia nel periodo della Guerra Fredda

 

Sia i russi che gli americani ritevano l’altro Paese il nemico principale. Ogni Paese riteneva che l’altro fosse aggressivo, comandato da leader che sfruttavano e tradivano il popolo, e per giunta bugiardi. Era una situazione che si specchiava perfettamente.

In realta’ gli atteggiamenti dei russi verso gli americani erano ambivalenti, molti in privato davano giudizi positivi dell’Occidente. Inoltre, anche se censurati, i mezzi di comunicazione davano notizie su quanto accadeva all’Occidente. Per paradosso, erano molto piu’ informati i russi della cultura (musica, cinema, letteratura) e della storia dell’Occidente di quanto lo fossero, ad esempio, gli Americani. Un ruolo importante lo ebbero i mass media: quelli occidentali davano un’immagine deformata della Russia, causa il sensazionalismo che dominava i media: le notizie che riguardavano la Russia erano interessanti solo quando parlavano di corruzione, malfunzionamenti, dissidenti, alcolismo. Certo anche i mass media ufficiali russi davano un’immagine deformata degli Stati uniti, la differenza e’ che i russi non credevano per niente nelle informazioni ufficiali.

 

L’homo sovieticus

 

Durante il periodo comunista l’ideologia di Partito creo’ una immagine idealizzata del cittadino sovietico. Il cittadino sovietico, come si descriveva nei documenti ufficiali, metteva gli interessi dello Stato al di sopra di tutto, era patriottico, orgoglioso, combatteva il capitalismo, sosteneva la famiglia, era un lavoratore rispettoso, era leale e socievole, osservava le leggi, prendeva parte attivamente alla vita sociale. Ci si aspettava che l’Homo sovieticus non fosse impulsivo o spontaneo, ma che sottomettesse i suoi istinti alle attivita’ pianificate e finalizzate a uno scopo. I sentimenti e i desideri individuali dovevano essere soppressi.

L’ideologia uffciale russa affermava che la maggioranza della popolazione era vicina all’ideale come sopra scritto. La realta’ invece era lontana da questo ideale, tanto che gli stessi leader sovietici, negli anni ’80, rimproverarono la loro gente di non riuscire a vivere secondo quegli alti ideali e criticarono i cattivi comportamenti sul lavoro, le menzogne, l’egoismo ed il cinismo.

C’era una divisione netta tra quello che l’ideologia voleva far credere e la realta’. Si affermo’, cosi’, il doppio codice di comportamento, quello in privato e quello in pubblico. Ad esempio rubare allo Stato era ufficialmente una condotta gravissima, ma privatamente era quasi ritenuto giusto.

 

 

Differenze tra i russi e gli occidentali

 

I russi sono piu’ collettivisti degli occidentali, pongono una grande enfasi nelle relazioni interpersonali, privilegiano il gruppo all’individuo.

Sono meno preoccupati dell’incertezza rispetto a molte culture dell’Occidente, sono piu’ tolleranti dell’ambiguita’, e anche della devianza. Le differenze di classe e sociali  sono meno considerate.

I russi tendono a fare grandi distinzioni in base al sesso e hanno concezioni tradizionali e maschiliste (le donne sono “liberate ma non emancipate”, nella vita privata il carico pesa tutto su di loro).

C’e’ molta differenza tra la sfera pubblica (dove sono molto restii a manifestare le loro emozioni – tranne quando sono ubriachi) e quella privata (dove, spesso, eccedono nel contrario, in emotivita’ e passionalita’). La vita pubblica russa, inoltre, e’ ad alto contatto fisico, la gente si tocca, si scontra, si appoggia in un modo al quale gli occidentali non sono abituati. Allo stesso modo i russi non sono usi a sorridere in pubblico o a parlare con gli stranieri.

 

C’e’ un’altra differenza importante tra i russi e gli americani: i primi considerano i secondi come molto pragmatici e materialisti, mentre considerano se stessi proprio il contrario. Nella cultura russa le parole pragmatico e materialistico hanno sempre una connotazione negativa, perche’ sono l’opposto della spriritualita’, che per molti russi e’ al centro del loro carattere nazionale. La sensibilita’, l’emotivita’, che permea l’intera cultura russa e’ l’opposto della logica, non la ama, perche’ cio’ che e’ importante sono le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, i sogni, il mistero. Le emozioni, invece che le considerazioni materialistiche, devono essere la guida per i comportamenti individuali e sociali, per i russi. E pensano che questo antagonismo tra la logica e la spiritualita’ sia, almeno in parte, responsabile per le difficolta’ della Russia al passaggio verso l’economia di mercato.

 

La Russia stra attraversando un grande momento di cambiamento, una apertura e una parziale assimilazione del modello sociale ed economico occidentale; e’ probabile che questo porti ad un allontanamento dalla tradizione russa, ma ci vorra’ molto tempo. E’ comunque impossibile sapere quali aspetti del carattere russo permarranno e quali invece spariranno

 

 

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Segnalazione

di ilrusso (21/06/2005 - 17:21)

 

 “Estate a Baden-Baden” di Leonid Cypkin, Rizzoli, 2003

 

 

Un bel libro, da consigliare  a tutti quelli che amano la letteratura russa e’ questo “Estate a Baden-Baden”.

Non so se e’ un capolavoro (come afferma Susan Sontag, a cui si deve la scoperta di questo autore sconosciuto) ma la sua lettura e’ piacevolissima, seppur non facile, e, pure, avvincente.

Susan Sontag, nella prefazione, lo definisce “Una sorta di corso intensivo su tutti i grandi temi della letteratura russa”.

 

Cypkin e’ un medico russo, morto nel 1982, che nutre una passione quasi assoluta e un interesse, a tratti morboso, per la figura di Dostoevskij (fa lunghi viaggi in treno per andare a visitare i luoghi in cui il grande scrittore ha ambientato i suoi capolavori, li cerca nello stesso giorno, nella stessa ora in cui appaiono nei libri, e poi li fotografa), in questo romanzo, che va interpretato su piu’ piani, fonde, in uno stile personale – una sorta di monologo, di libero fluire del pensiero e delle sue associazioni – propri ricordi personali, la narrazione di un periodo della vita di Dostoevskij e della moglie Anna Grigor’evna, racconti che hanno per attori alcuni tra i maggiori protagonisti della letteratura russa (tra cui Puskin, Turgenev, Goncarov) e intanto apre arguti spiragli sulla realta’ contemporanea russa (appaiono, anche se non nominati esplicitamente Marina Cvetaeva, Solzenicyn, Sakharov, Elena Bonner).

(Avete visto, che periodo lungo che ho scritto, senza neanche un punto e quante parentesi e incidentali? Bene, questo e’ niente, a confronto di quello che sa fare Cypkin; ma non spaventatevi, dovete solo mettervi a leggere in un posto tranquillo e non permettere che nessuno vi disturbi, vedrete, sarete subito sedotti).

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Le “Settimane senz’acqua calda”

di ilrusso (20/06/2005 - 22:13)

 

 

Inizia oggi una simpatica iniziativa promossa dall’Amministrazione di Mosca (ma penso che sia cosi’ in tutta la Russia) e che ha come scopo quello di aumentare la socializzazione, fare incontrare parenti che non si vedevano da anni, far sbocciare nuove amicizie e nuove solidarieta’ (purche’ si trovino a qualche isolato di distanza).

Il pretesto e’ banale: fare la periodica (annuale) manutenzione dei tubi e degli impianti che portano l’acqua calda dalle centrali del teleriscaldamento a tutte le case.

Come sempre c’e’ chi non apprezza, ma e’ normale. Dicono: si potrebbe pensare che in fondo e’ estate e non si capisce dove sia tutto questo disagio, ma, signori miei, siamo a Mosca: due giorni fa il termometro segnava + 28, ma oggi e’ sceso a +9!.

Sia chiaro, nessuno pensa che non sia una cosa necessaria e inevitabile (ma possibile che…), comunque e’ un lavoro che, probabilmente, si potrebbe fare in un giorno, solo che in cosi’ poco tempo la gente, quasi, non se ne renderebbe conto e allora addio beneficio sociale. Cosi’ per i piu’ fortunati (e tra questi ci siamo anche noi) si e’ deciso che la durata  di tutto il processo sia di 18 giorni.

(Per onor di cronaca va anche riferito che, secondo alcuni, tutto questo, in realta’, non e’ nient’altro che una misura pedagogica, retaggio dell’epoca comunista, con la quale i Responsabili della comunita’ vogliono ricordare al popolo quanto siano effimere anche le piu’ preziose, eppure umili, conquiste della civilta’).

Dicono, comunque, che anche ai turisti  questa iniziativa (assolutamente democratica, in quanto non guarda in faccia a nessuno, e nessun edificio nell’intero isolato – men che meno un hotel – puo’ sfuggirvi), piaccia molto o perlomeno, e’ questo che sembra di notare nei loro occhi, sorpresi e sbigottiti, ma colmi di quella eccitazione come soltanto i piacevoli imprevisti sanno suscitare.

E cosi’ domani andremo a far visita ai nostri cugini, che stanno dall’altra parte della citta’, a un’ora di strada, e prenderemo con noi le borsone con gli accappatoi e gli asciugamani – Natascia vorrebbe portare anche il sapone, mah… - chissa’ come saranno contenti quando ci rivedranno!

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Gli italiani e i russi (e viceversa)

di ilrusso (19/06/2005 - 09:02)

 

 

Mi scrive l’amico Dimitri da Novosibirsk e mi fa alcune domande che, piu’ o meno, toccano tutte l’argomento del rapporto tra gli italiani (o gli stranieri in genere) e i russi. 

Lui parte dalla constatazione che nella sua citta’ conosce e frequenta diversi stranieri (inglesi e americani perlopiu’) e che sta meglio con loro che con i suoi connazionali. E’ buffo ma potrei dire lo stesso anch’io, e cioe’ che sto meglio con i russi e che non amo troppo frequentare i miei (ex) concittadini (atteggiamento confermato anche da diversi altri italiani che conosco qui in Russia). Chissa’, forse si comportano in questo modo le persone curiose e anticonformiste (mi piace pensarmi cosi’), perche’ invece nella maggioranza la gente ha altre reazioni, piuttosto negative. Gli stranieri in genere, forse proprio in quanto tali, sono visti con sospetto, con freddezza, quando non con antipatia (c’e’ anche qualcuno, pero’, come dice Dimitri, che guarda a loro come si guarda a un Dio).

Mi chiede se in Italia i russi sono visti come nemici (penso di no, anche nel passato, mi sembra, gli italiani riuscivano a distinguere tra il popolo. verso cui non c’erano atteggiamenti ostili, e chi li guidava - gli uomini del Partito comunista- , verso cui, invece, si pensava tutto il male possibile) o come poveracci (e qui, purtroppo, dovrei dire di si – gli italiani pensano che ci siano pochi ricconi e tutti gli altri poveri in Russia – questo vale particolarmente per le donne, che sono i russi che probabilmente gli italiani incontrano di piu’ e credono di conoscere meglio - anche se spesso non sanno distinguere tra ucraine e russe – insomma si pensa che sono esperte a circuire i poveri vecchietti o i giovani inesperti per poi, sposandoli, acquisire la cittadinanza italiana).

E poi mi chiede come vanno le cose qui a me in particolare. Io non ho niente di cui lamentarmi. Penso che ci sono degli stereotipi (quindi delle semplificazioni e delle falsificazioni) ma che le differenze esistono, anche se non si puo’ dire che uno e’ inferiore e uno superiore. A me interessa studiare e capire le differenze.

A dire il vero, una cosa c’e’ che mi ha stupito, e riguarda il lavoro: a me non piace stare con le mani in mano, mi piace lavorare, non perdere tempo, organizzarmi bene, e pensavo che i russi apprezzassero molto queste qualita’ (che non sono certo quelle per cui loro vanno famosi…), e invece zero. Mi guardano con sufficienza e ironia e penso che mi considerino proprio come un marziano.

Quello che noto attorno a me invece e’ che spesso gli italiani hanno un atteggiamento di superiorita’ (perche’ credono di venire da un Paese superiore e che la Russia sia quasi Terzo mondo) che, tranne rarissime eccezioni, non e’ assolutamente condiviso dai russi, cioe’ loro non si sentono per niente inferiori. Anzi mi sembra che loro si considerino superiori, (certo non dal punto di vista materiale, ma da quello spirituale). Sembra sempre che pensino: “Va bene, non stiamo attraversando un bel momento, ma noi apparteniamo alla Santa Madre Russia, il Paese piu’ grande del mondo, il Paese che ha dato i natali a Tolstoj e Dostoievskj , che ha gia’ salvato la Cristianita’ una volta, e non e’ detto  che non debba farlo anche una seconda. Il nostro sguardo sfiora l’infinito, noi dialoghiamo direttamente con il Diavolo e con i Santi. Cosa volete che siano gli altri Paesi al mondo e perche’ mai dovrebbero interessarci?”.

Sono stato ospite, un po’ di tempo fa, in un corso intensivo residenziale per imparare l’italiano, per una settimana siamo stati tutti come una piccola comunita’, vivevamo in una palazzina isolati dal resto del mondo, alla fine il responsabile del corso ha criticato fortemente tutti i partecipanti, giovani e adulti russi, perche’ nessuno ha approfittato della mia presenza per farmi domande sull’Italia, poi si e’ scusato con me e ha detto “Ma sai, insomma, i russi sono fatti cosi’”.

In effetti gli unici che, forse, i russi prendono in considerazione, un po’ per ammirazione un po’ per confrontarcisivi, sono gli americani. Ma gli italiani proprio no. Quelli vanno bene per fare i cuochi o i sarti o le canzoni d’amore, sono dei chiacchieroni, gesticolano tanto, sono degli amiconi in fondo, inaffidabili ma simpatici.

E infatti state attenti quando parlate: i russi non amano che si parli male della loro Terra, loro lo possono fare, e spesso sono impietosi, ma gli stranieri no.

Mi dice un imprenditore italiano qui in Russia che lui non puo’ insegnare nulla ai suoi meccanici, sanno gia’ tutto (o almeno cosi’ dicono) e lui allora li prende in giro, mostra una macchina senza dire che e’ un nuovo modello appena uscito dalla fabbrica e dice “Vi direi come si monta ma so che e’ inutile, tanto lo sapete gia’, no?” e quelli “Si certamente!” E poi passano ore e sbattono la testa (senza mai chiedere) - non sempre pero’ riescono a venirne a capo.

Sembra che solo le donne (come sempre, sono loro le piu’ sagge, realiste, pragmatiche) - non tutte, quelle di campagna o di provincia soprattutto - si rendano conto che si la Russia e’ grande e bella,  unica, ma chissa’ quanto tempo ci vorra’ prima che si possa viverci decentemente! E cosi’, a malincuore, visto che la vita e’ una sola e che di pazienza ne hanno gia’ portata fin troppa, aspettano che un Principe Azzurro, italiano magari, le rapisca e le porti con se’… (ma non e’ raro che poi ritornino, deluse).

 

Ho cercato di informarmi su questo tema, ho trovato un testo abbastanza interessante, lo usano in un istituto dove fanno corsi di lingua, serve per quello avanzato, per imparare a discutere e ad argomentare in inglese, lo sto traducendo e fra poco, penso, lo pubblichero’ quassu’.

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E per finire sulle donne russe…

di ilrusso (15/06/2005 - 08:46)

 

 

E per finire sulle donne russe (per il momento, tanto, si sa, prima o poi dovremo tornarci su questo argomento…) pubblico qui il testo scritto da un giornalista che ha fatto il corrispondente da Mosca per diversi anni. Non e’ recente (e’ apparso nel 1998 sul sito web di La Repubblica) ma e’ tutt’ora per la gran parte valido. Aggiunge un ulteriore punto di vista a quanto si puo’ leggere su questo sito; come vedete c’e’ concordanza su molti aspetti, anche se alcune affermazioni non le condivido.

Una curiosita’: ho scoperto che oltre a Franceschini anche un altro giornalista famoso, Antonio Capranica, l’attuale corispondente per la RAI TV da Londra, ha sposato una donna russa. Come si dice, “Piove sul bagnato”…

 

 

Le nuove zarine
Più coraggiose, più abili, più determinate, le donne amano gli imprevisti del capitalismo. E stanno cambiando la Russia


di Enrico Franceschini
 

Se le nazioni avessero un sesso, la Russia sarebbe certamente femmina. Non a caso, un tempo i suoi abitanti la chiamavano rispettosamente "Madre", per la precisione "Santa Madre": l'elemento femminino pervade la storia dello sterminato paese che va dal mar Baltico al Pacifico, anche se sono stati quasi sempre gli uomini a governarlo, con l'eccezione dell'imperatrice Caterina la Grande. Era femmina, la divinità maligna e spaventosa che nei tempi antichi terrorizzava le campagne della steppa: la strega Baba Yaga, venerata e temuta, capace di autoriprodursi senza bisogno di maschi. Era femmina uno dei personaggi più affascinanti ed emblematici usciti dalla penna di Tolstoj, Anna Karenina. Era la donna, la moglie-madre, e anzi qualche volta la babushka, la nonnina infaticabile, a regnare sul focolare domestico della vecchia Russia zarista. Erano le donne a tenere in piedi la casa e la famiglia nella vita di stenti, code e umiliazioni della lunga era comunista. E oggi sono ancora le donne a testimoniare lo straordinario, repentino cambiamento che, nel bene e nel male, sta trasformando la Russia in qualcosa di completamente nuovo. Le guardi un attimo, e capisci che nulla sarà mai più come prima. Si impone, a questo punto, una confidenza: la nuova donna russa, io me la sono sposata. Per cui non potrei certamente essere un osservatore imparziale. Sarò allora parziale e partigiano fino in fondo: sostenendo che le russe sono il gioiello più prezioso del paese che ho recentemente lasciato dopo averci trascorso otto anni come corrispondente di Repubblica. Per cominciare, sono belle, bellissime. Giudizio forse non "politicamente corretto", ma che chiunque visiti Mosca, Pietroburgo o qualsiasi città russa dal Volga agli Urali, dal Don a Vladivostok, avrebbe difficoltà a smentire. La natura le ha dotate di zigomi alti, labbra sensuali, occhi indimenticabili (azzurri, generalizziamo noi occidentali, dimenticando che la più bella romanza russa s'intitola Occhi neri), pelle di velluto, e fermiamoci qui per non scendere nei particolari. Naturalmente, erano belle anche dieci o vent'anni or sono; ma si trattava di una bellezza nascosta: vestite poveramente, truccate peggio, nutrite male, non sempre il loro splendore risaltava a colpo d'occhio. Oggi, miracolo del benessere che comincia a espandersi, o mistero dell'evoluzione della specie, l'automobilista che gira per le strade di Mosca rischia di continuo tamponamenti. Effetto straordinario, se si tiene conto che negli ultimi anni legioni di russe sono emigrate, legalmente o clandestinamente, alla ricerca di una vita migliore, confidando solo sulla propria accattivante bellezza. L'unica "merce" in cui le esportazioni russe superano le importazioni dall'Occidente, notavano i commentatori maschilisti, sono le donne, quelle belle. Ma le nuove russe hanno anche un cervello che funziona meglio di quello dei compatrioti uomini. Sono state più abili, determinate e coraggiose dei maschi ad affrontare i rischi e gli imprevisti del capitalismo. Forti dell'inventiva che consentiva loro di tirare avanti fra le amarezze dell'epoca comunista, le donne sono state le prime a gettarsi nell'economia privata, a cambiare mestiere, a rimettersi a studiare. Il settore dei servizi, in cui si registra un boom di attività e profitti, sembra oggi popolato quasi esclusivamente di donne. Nelle nuove banche si incontrano molte più impiegate di impiegati. Che si tratti di andare a vendere cosmetici porta a porta per un'azienda americana, di lavorare nei fast-food che crescono ovunque come erba dopo la pioggia, o di costruire da zero un proprio business, le donne sono diventate indipendenti più in fretta degli uomini. Tra i nuovi mestieri femminili, ovviamente, c'è pure quello più antico del mondo, che in verità esisteva, più timidamente, anche nell'Urss comunista: la prostituta. Nella nuova Russia sono diventate legioni, in strada, negli alberghi, nei night-club, in discoteca, tanto che tra i nostalgici del vecchio regime l'equazione "bella ragazza vestita alla moda uguale mignotta" è un automatismo. Indubbiamente, insieme a Brasile, Cuba, Thailandia, la Russia odierna è una della capitali mondiali della prostituzione. Il caso russo potrebbe essere un fenomeno transitorio: oggi molte russe vendono il proprio corpo perché, nel caos della transizione da un sistema all'altro, non hanno alternativa, esattamente come succedeva a tante italiane nella Napoli descritta da Curzio Malaparte nel suo disperato romanzo La pelle. E in più, le russe si vendono perché i russi, i loro uomini, padri, mariti, fratelli, le hanno abbandonate, preferendo consolarsi con una bottiglia di vodka (facciamo due o tre, una per il russo medio è un aperitivo) dagli sconvolgimenti provocati dal capitalismo. Le più appariscenti non sono né puttane né madonne: sono le modelle che volteggiano aeree, leggere, nelle sempre più frequenti sfilate d'alta moda di Mosca, sono le pupe fatali di gangster, neomiliardari, membri della vecchia nomenklatura riciclati o di quella nuova. Le si incontra di mattina negli shopping-center, addobbate come per una serata di gala, o la sera nei ristoranti più costosi, altere, irraggiungibili, voluttuose. Sono le interpreti di una "dolce vita" esplosa dopo un'astinenza durata sette decenni, o della tusovka, come si dice in russo, termine gergale a metà strada fra happening, sballo, voglia scatenata di stordirsi e divertirsi, preferibilmente di notte. E in questo spendere denaro e spandere seduzione c'è qualcosa di esagerato, perfino di grottesco. È facile, per noi occidentali, ironizzare sulle esagerazioni un po' volgari delle "nuove russe". Noi occidentali, di sesso maschile o femminile, godiamo i frutti della società dei consumi da troppo tempo, per rammentare che all'inizio, quando scoppiò il boom economico dalle nostre parti, ci comportavamo anche noi come se fossimo in preda a una furia esibizionistica, talvolta un po' ingenua, talvolta decisamente kitsch. La donna russa, invece, non ha conosciuto, sino a oggi, il consumismo, il lusso, il benessere. È come reduce da una lunga carestia, e si trova di fronte a una tavola imbandita di ogni prelibatezza: non resiste alla tentazione di abbuffarsi. Veste a mezzogiorno come a mezzanotte, si profuma più del necessario, spende subito tutto quel che guadagna, all'insegna del "chi vuol esser lieto sia, del diman non v'è certezza". E poi non ci sono soltanto le pupe della mala, le top model, le puttane, le playmates delle riviste patinate (in cirillico) o delle trasmissioni porno-soft in onda a tarda sera alla tivù. La nuova Russia ha anche donne in carriera, donne in parlamento, donne che, come prima, continuano a far funzionare il paese, guidando l'autobus, spazzando le strade dalla neve, salendo sulle impalcature dei cantieri edili. Senza contare le donne che continuano a mettere al mondo figli, nel paese con il più alto numero di aborti al mondo, un record causato dall'ignoranza e mancanza (fino a pochissimo tempo fa) di moderni metodi contraccettivi: i preservativi sovietici erano così inaffidabili da essersi guadagnati lo spiritoso soprannome di "galosce". Donne, per citarne una, come Tamara Baranova, che ha 42 anni e quindici bocche da sfamare, oltre a quella del legittimo consorte. Alla decima gravidanza ricevette il titolo e la medaglia di "Madre Eroica dell'Unione Sovietica", perché l'impero comunista incoraggiava le famiglie numerose, promettendo premi per chi aveva dai dieci figli in su. Tamara ha proseguito a figliare anche dopo la scomparsa dell'Urss: il suo ultimo nato, Misha, ha appena sei mesi, e non è detto che non ce ne sarà un altro. "Molti figli significano molta felicità", mi spiegava qualche tempo fa Tamara, che vive modestamente con la sua folta tribù in un casermone popolare alla periferia di Mosca. "Certo", ammetteva, "la nostra è una vita dura, ma ce la siamo voluta. Ogni bambino porta problemi e fatica, ma tutto quello che serve è l'amore, e in questa casa ce n'è in abbondanza". Ecco qua, un'altra "esagerazione" tipicamente russa. Il fatto è che forse soltanto in Russia si può incontrare una madre esagerata come Tamara Baranova. O meglio, una santa come lei. E questo ci riporta alla denominazione originale di cui scrivevo all'inizio: Santa Madre Russia. Il paese femmina per eccellenza. Credete a uno che se l'è sposato.

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Le donne russe: miti e realta' (parte II)

di ilrusso (13/06/2005 - 12:29)

 

Mito n.6:

 

In positivo:

le donne russe preferiscono mariti molto piu’ anziani. Uno puo’ trovare facilmente una giovane, bella ragazza che sara’ felice di sposarlo.

 

In negativo:

Gli uomini che cercano una moglie in Russia sono uomini poco attraenti, anziani e disperati perdenti.

 

Contrariamente a quanto la gente pensi, la maggiorparte degli uomini che cercano mogli russe hanno dai 30 ai 40 anni, buon aspetto e carriera soddisfacente.

 

Accade spesso che le donne russe sposino in Occidente uomini anche molto piu’ anziani, ma non e’ perche’ lo preferiscono, ma perche’ non ci fanno caso. Normalmente in Russia le donne sposano uomini di 2-5 anni piu’ vecchi.

La donna russa, in realta’, cerca la stabilita’ e la sicurezza, e con un uomo piu’ anziano pensa che ottenere questo sia piu’ facile.

 

Non e’ raro anche che qualcuno sposi una russa piu’ giovane di 20-30 anni. Ma e’ un’altra storia quello che puo’ aspettarsi da un matrimonio siffatto. Questi matrimoni sono meno stabili di quelli in cui la differenza di eta’ e’ di 5-15 anni. Anche se all’inizio la donna ha le migliori intenzioni di restare col suo marito vecchio, col tempo puo’ cambiare parere. Per una donna in Russia e’ normale sacrificarsi per i figli e per la famiglia, ma poi uno si adatta presto alle abitudini della societa’ in cui va a vivere (quella occidentale, presumibilmente). La giovane donna vorra’ andare in discoteca, alle feste, a sciare, a divertirsi al mare, e il vecchio marito potrebbe non riuscire a seguirla in tutto questo.

Ma certamente ogni situazione personale e’ unica. Se vi sentite sicuri di voi e del vostro amore perche’ non provare? E’ senz’altro meglio che rimpiangere un’occasione persa.

 

 

Mito n.7:

 

In positivo:

entrare in contatto con le donne russe vi costera’ poco, perche’ allora non provare?

 

In negativo:

sposare una donna russa e’ una cosa difficile e costosa, e sara’ molto faticoso venirne a capo

 

Quando inizierete a prendere in considerazione di sposare una donna russa non avrete nemmeno una vaga idea di quanto vi costera’. Entrare in contatto con le donne vi costera’ pochissimo, ma per sposare una russa dovrete avere da parte un bel gruzzoletto.

Se la vostra intenzione e’ solo divertirvi un po’, ok, anche se, ricordate, cosi’ facendo farete perdere del tempo a una povera ragazza seriamente intenzionata. In questo caso forse e’ meglio la chat (dove, per esperienza, si perde molto tempo e si combina poco – ricordate che quello e’ un passatempo di molte impiegate russe che, pero’, alla fine non si muoveranno mai dal loro posto).

La prima cosa che dovete decidere e’ dove andare a cercare. Le possibilita’ sono tante: servirvi delle numerose agenzie che vendono indirizzi e altri servizi collegati (costo di circa 5-15 dollari per indirizzo); piazzare un vostro annuncio personale (su internet o sui giornali russi – costo dai 20 ai 750 dollari). Sconsiglio i luoghi dove non vi chiedono soldi, non garantiscono niente e sono il paradiso delle scammers o scams – donne che fingono interesse per spillarvi quattrini.

Infine ci sono i Tour organizzati (da 5 a 14 giorni di durata) dove potete fare un po’ di turismo oltre che avere garantiti incontri con uno svariato (anche centinaia) numero di ragazze del luogo (costo: dai 2.800 ai 9.900 dollari).

In ogni caso dovete considerare che e’ molto utile che vi possiate incontrare almeno una volta di persona, a tu per tu, prima di prendere delle decisioni definitive.

Per far questo o andrete voi in Russia o verra’ lei in Italia (e’ ammesso anche il campo neutro, come Parigi o Praga, ma cambia poco). In ogni caso sarete voi a dover pagare in entrambe le soluzioni (visto + fideiussioni + aereo, oltre magari al treno dalla citta’ della ragazza a Mosca, + hotel), e qui si va dai 1.000 ai 2.000 dollari almeno.

Bisogna anche aggiungere altre spese: regali, telefonate (anche se ora con le schede specializzate si possono risparmiare molti soldi), qualche soldo (inviato magari con Western Union) prima dell’incontro perche’ la ragazza si possa comprare qualcosa (un vestito nuovo, una valigia, etc.).

Penso che alla fine dovrete considerare di spendere dai 3.500 ai 10.000 (fino anche ai 20.000!) dollari, dipende dalle scelte che farete.

Ecco perche’ e’ abbastanza sciocco cercare di risparmiare sul primo livello dell’intero processo. Il mio consiglio: usate tutte le opportunita’, comprate 20 indirizzi invece di 2, cercate di presentare bene voi stessi, scegliete donne che rispondono al 100% dei vostri requisiti (e, prima, stabilite bene quello che cercate in una donna/moglie). Ricordate che se si fa una cosa e’ meglio farla bene e che fare bene il primo passo e’ fondamentale.

 

 

Mito n.8:

 

In positivo:

le donne russe non sono interessate ai vostri soldi o alla vostra situazione finanziaria, vi ameranno per quello che siete

 

In negativo:

corrispondere con una donna russa servira’ solo a farvi perdere del denaro

 

 

Le donne russe SONO interessate alla vostra situazione finanziaria, come voi siete interessato al suo aspetto e al suo carattere, e’ normale. Pero’ quello che loro intendono per “situazione finanziaria” e’ diverso: la famiglia media dell’Occidente ha standard di vita che sono accessibili solo alla fascia ricca della popolazione russa. Per una donna russa e’ importante che voi abbiate un lavoro stabile e sicuro per provvedere alla famiglia, possediate un appartamento o un’altra proprieta’.

Naturalmente non scegliera’ voi soltanto per i soldi, ma la vostra sicurezza finanziaria e’ un elemento importante, specialmente nella prima fase (quella del contatto).

Nello stesso tempo ogni vostro tentativo di impressionarla sbandierando la vostra ricchezza otterra’ un effetto negativo.

In conclusione: lei vi dira’ che la vostra personalita’, il vostro carattere sono molto piu’ importanti del vostro conto in banca, e lo dira’ sinceramente. Ma sappiate che questa non e’ tutta la verita’, c’e’ anche un motivo non detto o inconscio: le donne russe sono spaventate dalla prospettiva di andare a vivere in Paese straniero, e non vogliono capitare in una situazione peggiore della loro attuale. Vogliono una vita migliore. E, in fondo, e’ un’aspettativa normale per un essere umano.

Tuttavia, ricordate, se tenterete di colpirla con la vostra ricchezza, lei si sentira’ offesa e probabilmente vi rifiutera’ come troppo materialista.

 

Per quanto riguarda le imbroglione (scammers o scams, come sono dette), si’, esistono. I russi sono molto bravi nelle truffe, hanno molta inventiva.

In genere funziona cosi’: voi iniziate e mantenete una corrispondenza per un po’, lei e’ perfetta e bellissima, voi sentite che vi state innamorando e vorreste incontrarla. Per qualche motivo “oggettivo” l’incontro dovrebbe avvenire lontano da dove lei abita, magari in Italia o in una capitale europea, e a voi verra’ chiesto di aiutarla (cioe’ finanziarla) per questo viaggio. Il passaggio successivo e’ semplice: voi spedite il denaro e… da quel momento non la sentirete piu’.

Il mio consiglio: non spedite grossi quantitativi di denaro a persone che non avete mai incontrato personalmente.

Comprate voi il biglietto aereo, in modo che solo voi possiate poi venire eventualmente rimborsato. Se lei insiste rivendicando presunti “buoni motivi” o altro, cominciate ad insospettirvi.

Diffidate dalle ragazze troppo perfette per essere vere!

Se lei vi scrivera’ lettere che vi faranno piangere o commuovere, per favore ricordate che la maggioranza delle donne russe non ama, non riesce, a manifestare i propri sentimenti e le proprie emozioni, inoltre conoscono un inglese di base.

Queste imbroglione, comunque, sono molto poche e le agenzie quando le scoprono le cancellano dai loro elenchi. Cosi’ in genere lavorano per proprio conto, usando i luoghi gratuiti che in internet servono per incontrarsi.

Le donne russe non sono perfette, rispondono alle e-mail in ritardo (molte non hanno nemmeno un computer), sono schive e diffidenti ad esprimere i loro sentimenti, non vi diranno facilmente che vi amano. Insomma non aspettatevi appassionate confessioni di grande amore dopo 4-5 lettere!

Le imbroglione invece scrivono lettere emozionanti che vi coinvolgeranno immediatamente. Parleranno molto dell’onesta’ e della verita’, vi racconteranno storie penose sulla loro vita o sui loro famigliari. Controllano la posta 5 volte al giorno, vi risponderanno immediatamente, si innamoreranno pazzamente di voi dopo poche lettere, senza farvi troppe domande o chiedere di voi.

Ricordate: quando le cose vanno troppo bene senza tanta fatica, e’ facile che ci sia sotto qualcosa.

Siate realisti, e diffidate delle ragazze molto piu’ giovani di voi (15-20 anni in meno).

 

 

Mito n.9:

 

In positivo:

sara’ il  Paradiso in terra dopo che avro’ sposato una donna russa

 

In negativo:

alle donne russe interessa solo il permesso di soggiorno e la cittadinanza, quando li avranno ottenuti divorzieranno

 

Un vecchio proverbio dice: “E’ molto facile trovare un partner adatto da sposare, basta essere a propria volta un partner adatto”.

Un altro dice: “Il matrimonio e’ il trionfo dell’immaginazione sull’intelligenza”.

Sposare una russa non e’ diverso dallo sposare un’altra donna: siete voi i responsabili del vostro successo.

L’unico modo per ottenere quello che volete e’ di non imbrogliare voi stessi.

Purtroppo esistono donne in cerca solo del permesso di soggiorno e della cittadinanza. Se avete 65 anni, problemi di salute, una vita normale e nella media, e sognate di sposare una giovane di 18 anni, probabilmente ne troverete molte.

La stragrande maggioranza delle donne russe che vogliono sposare stranieri hanno intenzioni serie. Ma non hanno intenzione di andare a fare le crocerossine per gli anni migliori della loro vita.

State attenti alle aspettative eccessive, non e’ la nazionalita’ che fa il successo di un matrimonio, ma l’onesta’, il rispetto, la verita’ e il mutuo sostegno. Le donne russe hanno l’esperienza e la tradizione per sviluppare le relazioni con successo, ma non puo’ essere uno sforzo solo loro.

 

 

La nuda verita’ sullo sposare una donna russa

 

Le russe non sono esseri esotici completamente differenti dalle loro colleghe dell’Occidente. Sono speciali nel senso che quello che vedete nei cataloghi sono donne selezionate, abbastanza coraggiose e intelligenti per tentare questa avventura.

Probabilmente la sola affermazione che fanno le agenzie vicina alla verita’ e’ che le donne russe fanno delle brave mogli. Crescono in un ambiente in cui ognuno dipende dall’altro, sono molto flessibili e si adattano facilmente ad ogni situazione. Sono abituate al compromesso.

La natura delle conoscenze che si fanno in internet crea l’illusione di una grande intimita’ e sincerita’, se poi si prolungano nel tempo si arriva a credere che la relazione sia ormai consolidata e stabile.

In realta’ i partners sono estranei uno all’altro. L’incontro personale puo’ confermare o distruggere queste illusioni, ma in ogni caso non da’ una risposta finale.

I matrimoni tra donne russe e uomini occidentali sono matrimoni tra persone che a malapena si conoscono uno con l’altro. Il loro successo dipende anche dall’accettazione delle regole del gioco da parte di tutti e due.

In genere, anche se puo’ sembrare strano, questi matrimoni hanno migliori probabilita’ di durare che quelli contratti nel modo usuale.

Il matrimonio tramite un’agenzia conferisce ai partner degli impegni precisi che loro devono mantenere. E sapete, quando agite in un ruolo per un po’ di tempo, poi vi diventera’ naturale e agirete sempre cosi’. La decisione presa e’ sempre presa con consapevolezza, non e’ possibile incolpare le circostanze o altre persone per un possibile fallimento. Sul piano personale, poi, c’e’ sempre da sostenere la pressione negativa della societa’, ma, d’altra parte, questo fa da collante alla coppia.

Ma attenzione al vecchio proverbio “Nessuno si sposa con la propria moglie, ma con la propria fidanzata, ma questa e’ tutta un’altra persona”: nel caso di matrimoni tra Occidentali e donne russe sara’ immediatamente vero.

In conclusione: questo tipo di matrimoni ha buone probabilita’ di funzionare. Felicita’, fedelta’, devozione sono sempre stati i valori piu’ importanti, e non c’e’ differenza riguardo alla strada cui ci si arriva.

Il Sole ruota attorno alla Terra, o e’ viceversa – ma cosa importa, finche’ ci da’ luce e scalda?

 

FINE

 

 

Solo alcune considerazioni personali, in base all’esperienza (in fondo di coppie o unioni tra italiani e russe ne ho viste o conosciute non poche):

-         non abbiate l’atteggiamento di superiorita’, dovuta a una mentalita’ “materialistica” (sentito piu’ di una volta: “Ma cosa voleva, viveva in una cittadina sperduta, in una stanza con i genitori e la nonna, non aveva neanche la bicicletta; io le ho dato una bella casa, abbiamo l’automobile, andiamo in vacanza, ma perche’ non e’ contenta?”). Innanzitutto la donne russe sono orgogliose e poi, come diceva il testo che ho tradotto, sono si’ interessate a poter vivere in un certo benessere, ma se questa e’ l’unica cosa positiva sono disposte a rinunciarvi – certo c’e’ anche qualche eccezione…

-         Ricordate che Anna Grigor’vna ha sposato il grande scrittore Dostoievskj e l’ha sempre amato anche se lui era molto piu’ vecchio, con un carattere non certo facile e con il vizio del gioco al casino’ (per il quale andava spesso al Monte dei Pegni a impegnare i  pochi gioielli di famiglia) perche’ sapeva che era un uomo veramente speciale e che anche  lui la amava (anche se a modo suo). Queste sono le russe.

-         Le donne russe sono difficili, amano essere continuamente coccolate, conquistate, desiderate. Questo dovrebbe essere proprio quello che sogno un uomo, ma so per esperienza che non sempre e’ cosi’; ho conosciuto diversi casi di uomini che, dopo un po’, si “siedono” , riposano sugli allori, mandano avanti uno stanco ménage familiare.

-         Sposare una donna russa deve essere vista come una cosa veramente speciale (un incontro tra culture, tra storie molto diverse; con donne ricche di qualita’ da scoprire, …), non come un ripiego o l’ultima spiaggia. (Re)impostate la vostra esistenza di conseguenza, non pretendete di fare la stessa vita di prima solo con una persona in piu’ al vostro fianco, o che lei segua supinamente e si adatti alla vita che voi avete precedentemente scelto...

-         Non date per scontato di vivere in Italia, mettetevi in gioco, pensate (ovviamente con raziocinio) anche alla possibilita’ di andare a vivere in Russia o altrove (non e’ cosi’ terribile, poi, ci sono gia’ diversi esempi positivi).

-         Considerate che in ogni caso a uno dei due tocchera’ cambiare completamente vita: Paese, abitudini, cultura, amicizie. E non e’ per niente facile. Fa aumentare notevolmente la dipendenza di un partner dall’altro. Solo un amore forte e saldo puo’ fare sopportare le difficolta’ che certamente ci saranno. Ricordatelo, perche’ chi resta nel suo Paese tende a non valutare adeguatamente questo aspetto cosi’ importante.

-         Tutto quanto detto piu’ sopra vale, ma in parte, per le donne di Mosca e S. Pietroburgo: sono molto piu’ occidentalizzate delle altre e nelle loro citta’ sanno di avere molte opportunita’ sia per crescere nel benessere che per trovare l’uomo giusto (magari proprio un italiano che risiede la’…).

-         Una piccola nota: pochi giorni fa un deputato russo del partito di Zhirinovskj (tradizionalista/conservatore, all’opposizione) ha fatto una proposta di legge per togliere la cittadinanza alle donne che avessero sposato stranieri. Lascia il tempo che trova, non se ne fara’ niente, ma e’ un segno che in Russia il fenomeno dei matrimoni misti non e’ irrilevante e che a qualcuno da’ fastidio.

Ultima cosa: qualcuno anche mi chiede sulle prostitute. Mah, non saprei cosa dire, tranne che non capisco perche’ mai uno dovrebbe venire fin qua per questo motivo, pero’ non deve essere molto difficile qui, visto che se state in certi alberghi (non certo i peggiori) sono loro che vengono a telefonarvi per sentire se siete interessati, o che esistono su internet cataloghi veri e propri (qui non e’ proibito), con tanto di foto, descrizioni delle prestazioni e listino prezzi, basta conoscere solo un po’ di inglese.

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Le donne russe: miti e realta’

di ilrusso (07/06/2005 - 13:24)

 

 

Si puo’ pensare, o dire, quello che si vuole ma la realta’ e’ che tra i visitatori di questo sito, bonta’ loro,  quelli interessati alle donne russe sono la maggioranza.

E come deluderli, allora? In fondo, come diceva bene non mi ricordo piu’ chi, su qualche altro blog qui su internet, va considerato che  oggi il fenomeno dell’emigrazione italiana e’ profondamente cambiato e, tra i motivi non secondari di espatrio, oggi si puo’ benissimo ascrivere “l’emigrazione per amore” (e anch’io, poi, perche’ mai ora mi trovo a Mosca?).

Diverse cose le ho gia’ dette (basta scorrere l’Indice, qui di fianco), ora vorrei  solo riportare quello che sta scritto da un’altra parte ma che mi sembra, tutto sommato, onesto e abbastanza veritiero.

E’ una scheda per aiutare e consigliare quelli che (da tutto il mondo) si affidano a internet per cercare l’anima gemella in Russia. L’autore e’ una donna russa emigrata in Australia che ora e’ titolare di una agenzia matrimoniale in internet.

Il testo e’ in inglese, e io l’ho liberamente tradotto. A questo link potete trovare l’originale: http://www.womenrussia.com/myths.htm

 

 

Mito n.1:

 

In positivo:

le donne russe sono piu’ belle, piu’ femminili ed eleganti.

 

In negativo:

le agenzie matrimoniali su internet pubblicano foto di modelle per imbrogliare i poveri uomini soli dell’Occidente.

 

Quando avrete la possibilita’ di visitare la Russia, resterete certamente stupiti da quante belle donne ci sono per strada. Gli stranieri ammettono che le donne russe vestono con stile e con grazia. Sono affascinanti e si prendono gran cura di se stesse.

Si possono incontrare splendide donne in tutto il mondo, ma le donne russe si sforzano al massimo per essere al meglio.

C’e’ un pero’: tutto questo finira’ presto una volta che l’avrete portata in Italia. Dopo qualche mese anche loro si vestiranno con vestiti ordinari e si truccheranno molto di meno, e’ piu’ comodo e pratico e cosi’ saranno come le altre donne attorno.

 

Le donne russe sui cataloghi in internet sono cosi’ belle che vi viene da chiedervi come fanno ad essere sole ed a cercare un compagno all’estero.

In realta’ le donne che appaiono sui cataloghi sono scelte tra molte altre. In media una agenzia pubblica solo il 15-20% delle fotografie che riceve. I parametri piu’ importanti che vengono seguiti per questa scelta sono:

  • Eta’: raramente publicano foto di donne con piu’ di 40 anni.
  • Aspetto: non pubblicano foto di donne brutte o grasse
  • Figli: vengono preferite le donne che o non hanno figli o ne hanno uno solo
  • Lingue parlate: vengono preferite le donne che conoscono almeno un po’ qualche lingua straniera.

 

Le ragioni sono semplici: sono gli uomini, quasi sempre, che pagano per avere gli indirizzi,e gli uomini vogliono donne carine, giovani, con al massimo un figlio e che parlino almeno un po’ l’inglese.

Infatti, se vi rivolgerete a siti internet che offrono indirizzi gratis, vi accorgerete della differenza.

 

Ci si puo’ domandare: le agenzie pubblicano anche foto di modelle o di belle donne che non hanno mai pensato di cercare marito all’estero? La risposta e’: si’, purtroppo.

Lo fanno per ricevere soldi dagli uomini. In genere queste agenzie non rivelano gli indirizzi delle ragazze, e’ solo possibile inviare delle lettere alle ragazze tramite le agenzie.

Quindi: fidatevi solo delle agenzie che offrono anche gli indirizzi delle ragazze e i loro numeri di telefono. Costeranno magari un po’ di piu’ questi servizi, ma ne vale la pena.

 

Mito n.2:

 

In positivo:

le donne russe non sono interessate alla carriera e sognano di essere casalinghe

 

In negativo:

le donne russe sono dipendenti, ombrose, riservate e non vogliono lavorare; dovrete mantenere da solo la vostra moglie russa per tutta la vita

 

Prego, ricordate: le donne russe non sono tutte uguali.

 

Per la maggiorparte delle donne russe essere una casalinga e’ una specie di lusso, e’ considerato un segnale di benessere economico e di status sociale elevato.

La situazione economica generale obbliga le donne a lavorare.

In Russia e’ molto piu’difficile per una donna che per un uomo fare carriera. Le donne sono pagate di meno e hanno meno opportunita’. In Russia, comunque, gli stipendi sono bassi, per cui anche avere una carriera di successo non garantisce guadagni alti.

E’ per questi motivi che le donne russe sono meno interessate alla carriera rispetto alle donne Occidentali. Probabilmente sarebbero felici di fare carriera, ma non ne hanno mai avuto la possibilita’. I russi sono maschilisti, se anche una donna dovesse raggiungere alte posizioni, dovrebbe poi dimostrare ogni giorno di meritarselo.

In generale si puo’ dire che le donne russe sono abituate a lavorare e, probabilmente, amano lavorare. Tuttavia possono essere attratte dall’idea di diventare casalinghe e di dedicare tutte se stesse alla famiglia.

 

Arrivando in un Paese straniero, una donna russa e’ svantaggiata, deve superare la barriera della lingua. I primi mesi vorra’ restare a casa: dovra’ imparare nuovi stili di vita, abitudini e regole. Ma quando realizzera’ che potra’ avere un buon lavoro e che potra’ svolgerlo correttamente, bene, resterete sorpresi.

 

Mito n.3:

 

In positivo:

le donne russe apprezzano i valori tradizionali della famiglia, sono servizievoli e sottomesse

 

In negativo:

meta’ delle donne che sono nei cataloghi delle agenzie sono prostitute, le altre sono gia’ sposate

 

Entrambi le frasi soprascritte sono delle grandi sciocchezze.

Puo’ capitare che tra le donne su internet ci siano delle prostitute, ma e’ molto difficile. Le prostitute di alta classe a Mosca o S. Pietroburgo guadagnano abbastanza da non pensare neppure un momento di andare all’estero. Le altre sono persone non istruite delle piccole citta’ della Russia, se uno conosce un po’ le lingue estere e ha un titolo di studio non fatica a trovare un posto di lavoro che permette di guadagnare di piu’ che fare la prostituta.

Per quanto riguarda le donne sposate, e’ vero che a volte le agenzie non tolgono dai cataloghi le donne gia’ sposate o fidanzate, o perche’ queste non lo comunicano o per approfittare ancora di quelli che cercano di comprare gli indirizzi.

Comunque le donne che completano con successo la loro ricerca di un partner all’estero sono una minima parte (il 5-7%) e, quindi, non ha una grande influenza sulla qualita’ dei cataloghi su internet.

 

In merito all’altro punto: la devozione ai valori famigliari e’ forse il fattore di maggior importanza che spinge gli uomini Occidentali a cercare una moglie russa. Per “valori tradizionali” si intende normalmente che la donna sta a casa, si prende cura dei figli, prepara da mangiare e cose simili.

In Russia le donne devono fare tutti i lavori domestici, e, nello stesso tempo, lavorare per contribuire a mantenere la famiglia. Considerando il fatto che spesso non possono utilizzare (perche’ non li possiedono) le lavatrici, le lavapiatti, i forni a microonde, etc. Quindi restare in una casa occidentale e fare la casalinga sembrera’ una scelta naturale per una donna russa.

 

Sul fatto che siano servizievoli e sottomesse, direi proprio che non e’ cosi’. Le russe sono donne forti e piuttosto dominatrici. Sanno quello che vogliono. L’unica differenza con le loro colleghe dell’Occidente e’ che loro non vogliono cercare di mostrare chi comanda. Sanno che ottengono i migliori risultati non mostrando la loro forza, ma la loro debolezza. E’ l’uomo che ha il timone, ma e’ la donna che ha il controllo della nave.

 

Mito n.4:

 

In positivo:

le donne russe sono ben educate, istruite e intelligenti

 

In negativo:

le donne russe vivono in un mondo completamente differente, non sanno cavarsela nelle cose piu’ semplici della vita di ogni giorno; e’ molto difficile per una russa adattarsi e imparare la nuova lingua

 

Innanzitutto: le donne russe che cercano marito all’estero sono diverse dalle altre. Hanno pretese piu’ alte riguardo gli uomini e lo standard di vita. Questo dipende normalmente da piu’ elevati livelli di istruzione ed esperienze di vita.

E’ corretto dire che i russi sono tra i popoli piu’ istruiti (il sistema educativo sovietico era forse il migliore al mondo – con la caduta del comunismo le cose sono un po’ cambiate, ma ancora oggi l’educazione in Russia e’ di buon livello).

La prima volta che una donna russa arriva in Occidente puo’ sembrare stupida a causa della sua ignoranza nelle semplici cose della vita quotidiana (come usare la lavapiatti o pagare con la carta di credito – il 99% dei russi e’ solito pagare in contanti; i russi non si fidano delle banche).

Pero’ capitemi: non e’ stupida, solo che non ha mai usato tali strumenti. E imparera’ senz’altro bene e presto, cosi’ come fara’ con la lingua (nel periodo sovietico imparare una lingua era considerato inutile e, anche, nocivo).

 

Mito n.5:

 

In positivo:

le donne russe sono molto attratte dagli uomini occidentali

 

In negativo:

le donne russe non amano gli uomini russi. Tutte le russe desidrerano ardentemente di fuggire dalla Russia per una vita migliore in Occidente.

 

Tutte queste affermazioni sono bugie. Le donne russe amano gli uomini russi. Gli uomini russi sono piacevoli e interessanti.

Ma allora, se e’ cosi’ perche’ le donne russe cercano mariti all’estero?

La risposta e’ che desiderano avere bravi mariti. E difficilmente gli uomini russi sono bravi mariti. Gli uomini russi sono buoni ma la tradizione russa riguardo alla famiglia, no. Quando uno cresce in una societa’ ne assorbe le regole e i modi di fare.

Se si guardano ai casi di famiglie russe che si sono spostate dalla Russia per andare a vivere in altri Paesi, si vede che le mogli sono soddisfatte dell’andamento della loro famiglia.

Le ragioni oggettive per cui i Russi non riescono ad essere buoni mariti sono l’abuso di alcol e le cattive condizioni di salute. Tutto questo ha radici profonde nella societa’ russa.

Le ragazze di 18 anni non hanno nessun problema a trovare un partner della loro eta’. I problemi cominciano dopo. La societa’ (la cultura, la tradizione) e le difficili condizioni di vita spingono gli uomini all’abuso di alcol, e questo porta ad avere seri problemi di salute.

C’e’ anche un’altra ragione: la sproporzione demografica tra uomini e donne. Le donne sopravanzano gli uomini, e anche se la differenza non e’ che sia enorme (dal 3 al 7%) fa si che molte donne non abbiano proprio la possibilita’ di trovare un uomo. Questa differenza di eta’ comincia ad operare con le donne a partire dai 30 anni di eta’.

 

L’affermazione che tutte le donne russe sarebbero felici di fuggire dalla Russia per andare all’estero e’ sicuramente esagerata. Se si guarda al numero delle donne che si iscrive alle agenzie matrimoniali in internet, si scopre che sara’ attorno a 100.000 (quindi attorno allo 0,1%).

Quindi la grande maggioranza delle russe non prende proprio in considerazione la facolta’ di prendere marito all’estero.

Chi si iscrive alle agenzie, inoltre, spesso non lo fa come modalita’ esclusiva ma come una delle possibilita’ (questo vale soprattutto per le giovani sotto i 25 anni).

 

 

(Fine I parte)

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Piu’ freddi di cosi’!

di ilrusso (05/06/2005 - 16:47)

 

 

Ieri sera stavo tornando a casa. Sceso dal treno, imboccato il solito stradino stretto, in fila indiana - c’erano molti altri con me - ad un tratto, a circa 50 m., sul marciapiede accanto a diversi negozi e un bar, ho visto le gambe di un uomo steso per terra. Pensavo “Il solito ubriaco”, ma, avvicinandomi, ho visto che un piccolo lenzuolo ricopriva quel corpo, a partire dalla testa, per meta’, che tracce di sangue - non molto in verita’ - erano ben visibili sulle pietre del marciapiede e che un poliziotto, uno solo,  era li’ in piedi di fianco al morto e scriveva qualcosa su un taccuino. Io sono rimasto turbato, ho rallentato un po’ nelle immediate vicinanze di quella triste scena, forse mi sarei fermato, ma ho visto che tutti gli altri continuavano dritti per la loro strada come se niente fosse, sembrava quasi che non vedessero neanche quel povero fagotto per terra. Ho provato, con la coda dell’occhio, a guardare chi seguiva subito dopo di me, ma niente, imperturbabile, sembrava la sentinella del palazzo del Cremlino: sguardo fisso davanti a se’, non un movimento dei muscoli del volto. E cosi’ ho tirato dritto pure io.

In Italia si sarebbe formato subito un capannello di gente, chi si informava, chi avrebbe fatto commenti, chi avrebbe detto “Poverino!”. Qui niente. Ho pensato a possibili spiegazioni: avevano tutti fretta di andare a casa, era verso la fine della giornata, era dal mattino presto che erano lontani da casa, non volevano perdere nenche uno dei pochi minuti preziosi che finalmente potevano dedicare a se’ prima di ricominciare, domani, con la solita routine. O altrimenti: qui sono abituati a vedere gente ubriaca cadere, stare stesa per terra, dormirci anche, senza problemi. Mah … queste spiegazioni non funzionano, … il fatto e’ che i russi sono fatti cosi’: all’esterno, fuori di casa, sono riservati, controllati, timidi; non fanno schiamazzi, non rivolgono la parola a chi non conoscono, non sorridono. Qualcuno dice che e’ perche’ col regime comunista hanno imparato la grande convenienza di farsi ognuno gli affari propri, dati gli spioni, i delatori, la polizia che non si faceva scrupoli e onnipotente. Chissa’, forse sara’ anche per questo.

Ma intanto a noi i russi sembrano freddi, scontrosi, calcolatori, anche perche’ hanno modi di fare bruschi e autoritari.

Un altro concetto che puo’ spiegare il loro comportamento e’ quello di “massa”. Sono abituati a sentirsi trattati da massa, e col tempo, e’ andato a finire che si sentono massa. Mi e’ capitato piu’ di una volta una cosa banale ma indicativa: alla coda per comprare il biglietto per la metropolitana io mi avvicino, vedo che tutti sono allineati in lunghe file indiane davanti a due casse aperte ma noto anche che, inspiegabilmente, c’e’ una terza cassa aperta ma li’ davanti non c’e’ nessuno. Penso un attimo e poi mi levo dalla coda e mi piazzo la’ davanti: sono stato furbo, ecco gia’ preso il biglietto! Ma possibile che nessun’altro ha avuto questa idea? (Dopo di me pero’ anche gli altri ne hanno approfittato). E allora penso a quella volta in Sardegna, d’estate, con un gran caldo, quando ho visto un gregge di pecore riposare (per modo di dire, immagino, povere loro) vicino all’unico albero presente in un campo, con la pecora capo-gregge comoda all’ombra - assieme ad altre tre o quattro - e le restanti addossate le une alle altre ad arrostire al sole.

Ci sono, pero’ anche i lati positivi: potete leggere o pensare alle vostre cose sui treni o sulle corriere senza che nessuno mai vi scocci;  potete andare vestiti per strada trasandati e barboni e fingervi, magari, intellettuali bohemienne o geni incompresi, e nessuno si stupira’ di voi, anzi qualcuno credera’ senz’altro a questo vostro atteggiamento o, mal che vada, vi rifilera’ senza chiedere grazie qualche rublo nella mano.

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Ma allora, poi non lamentiamoci!

di ilrusso (02/06/2005 - 13:08)

 

 

“Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso”

                                                (Dante Alighieri)

 

 

L’economia italiana va male, le aziende si lamentano. Sarebbe il momento, quindi, di dare il massimo e sfruttare tutte le opportunita’.

Invece qui in Russia sono quotidiani gli episodi di autentico autolesionismo da parte delle aziende italiane, in preda a un vero e proprio compiacimento masochistico. Tirano e ritirano la corda finche’ anche i pazientissimi russi si stancheranno.

Ecco solo alcuni esempi (ce ne sarebbero ancora diversi altri) raccolti negli ultimi tempi:

 

-         (successo ieri) Uno studio russo di design e vendita di mobili ordina a una ditta italiana un buon quantitativo di sedie (per un ristorante di Mosca che sta aprendo) da ricoprire con tessuto. Il tessuto viene spedito dalla Russia, “Quanto ne occorre?” -  “xx mq.” “Bastera’?” – “ Si, certamente”. Risultato: dopo una settimana dalla data in cui tutte le sedie finite dovevano essere consegnate la ditta italiana comunica che il tessuto fattole pervenire non basta e che ne deve essere spedito altro, a spese dello studio russo. Cosa dire? Non vi vergognereste un po’ voi a fare una proposta simile?

-         (successo ieri) Una nota (un tempo, ora non so, non ricordo) fabbrica italiana di scarpe, da tempo fornitrice di un negozio qui a Mosca, pretende che la titolare russa paghi l’ordine  prima di effettuare la spedizione. Il problema e’ che vuole che venga pagato “l’esatto importo” dell’ordine non tenendo conto che il negozio russo e’ creditore di una discreta sommetta  (concordata con la ditta italiana perche’ dovuta ad articoli dell’ordine precedente pagati in anticipo dal cliente ma mai spediti dall’Italia, oltre che a numerosi articoli rivelatisi difettati – come sempre accade, purtroppo) che vorrebbe venisse scalata dal pagamento. Inoltre c’e’ in ballo un piccolo quantitativo di scarpe (ogni paio vale 300 euro) che il negozio russo ha ricevuto senza mai averlo chiesto (“tenetelo, e’ una nostra promozione”) e che ora, invenduto, gli italiani non vogliono ritirare pretendendone, invece, il pagamento.

-         Un italiano che distribuisce prodotti nei bar russi e’ regolarmente in ritardo nelle consegne, a volte fa aspettare questi clienti anche due settimane. Ultimamente s’e’ messo addirittura ad acquistare al supermercato i prodotti dei concorrenti e a distribuirli ai bar piu’ incattiviti per tacitarli un po’ (ma e’ strano, dice di voler puntare sulla qualita’ per convincere i russi della convenienza ad acquistare i suoi prodotti, e poi li confonde facendogli avere prodotti decisamente diversi e, per giunta, di qualita’ inferiore, mah….).

-          Una societa’ italiana di trasporti internazionali arriva con il camion, scarica, e ci accorgiamo che diversa merce trasportata (macchine da piazzare nei ristoranti) e’ ammaccata, “Ma e’ solo una piccola ammaccatura che hanno!” “Che ne sai tu, e poi possibile che non sai ancora come si trasporta la merce, scemo!?”. Lui taglia corto, ha fretta, deve andare a restituire il camion, l’ha noleggiato, il suo, dice, si e’ rotto strada facendo poco prima di quella consegna. Boh?

-         Un imprenditore del settore tessile ha gia’ diversi clienti in Russia, ma ne potrebbe avere molti di piu’ se solo mantenesse fede agli impegni presi (fissa appuntamenti  che poi regolarmente disdice rimanendosene in Italia) e se avesse piu’ attenzione a seguire i clienti (ha spedito effettivamente il campionario a un grosso cliente incontrato a una Fiera, solo che era diverso da quello la’ mostrato). Un cliente, e non da poco, cosi’ l’ha gia’ perso.

-         Eccetera eccetera…

 

Credevo che le cose fossero cambiate negli ultimi tempi, parole come “Customer Satisfaction” “Qualita’ Totale” “Centralita’ del Cliente” erano in bocca di tutti, ma erano, evidentemente, solo bolle di sapone, promesse da mercante (specialita’ di cui noi italiani siamo bravissimi). Ma dovevo immaginarlo: in una SpA dove ho lavorato in Italia hanno fatto veramente di tutto per ottenere la Certificazione di Qualita’, ed, una volta riuscitici, hanno continuato a lavorare con le loro vecchie procedure approssimative, con, per giunta, ora piu’ burocrazia).

Ma perche’ siamo sempre gli stessi e non cambiamo mai?

Perche’ ci stupiamo se anche per i russi l’italiano e’, ancora e sempre, quello tutto sole, mare, pizza e mandolino?

Non c’e’ bisogno di sofisticate indagini di marketing, chiedete e ogni russo in affari vi dira’ che le aziende italiane sono inaffidabili (imprecise, ritardatarie, disordinate, sbadate…) e anche un po’ imbroglioncelle.

Sara’ perche’ gli italiani non si fidano ancora dei russi, e rovesciano addosso a loro proprio le stesse accuse, sara’ perche’ gli italiani ancora non capiscono la Russia, ma il problema e’ serio, ed e’ soprattutto nostro, perche’ noi abbiamo bisogno di loro, e non viceversa (ci sono le file di imprenditori e commercianti che sognano di poter lavorare con la Russia).

Ci salva ancora (ma fino a quando?) la nostra creativita’, il gusto e (non sempre) la nostra qualita’, e anche il fatto che i russi sanno di essere come noi e che noi riusciamo a sopportarli (a volte sono davvero terribili: ogni volta c’e’ da personalizzare la merce “Il cliente apprezza la cucina vista in catalogo, e vorrebbe fare l’ordine, ma non si potrebbe diminuire di qualche centimetro l’inclinazione dell’angolare?”, oppure cambiano 3-4 volte le caratteristiche di un ordine in corso “Sapete – dicono serafici - il Cliente ha cambiato idea”, e poi hanno sistemi e procedure di lavoro improvvisati e dilettantistici). Il fatto e’ che loro sono ancora nella fase dell’infanzia dell’economia, e possono solo crescere, noi, temo, siamo gia’ nella avanzata maturita’.

E i competitors sono sempre piu’ agguerriti (e cercano di fare tesoro delle nostre debolezze), i nostri prezzi sono sempre alti e la qualita’ degli altri (Cina in primis) sta sempre piu’ migliorando.

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