Gli italiani e i russi (e viceversa)
Mi scrive l’amico Dimitri da Novosibirsk e mi fa alcune domande che, piu’ o meno, toccano tutte l’argomento del rapporto tra gli italiani (o gli stranieri in genere) e i russi.
Lui parte dalla constatazione che nella sua citta’ conosce e frequenta diversi stranieri (inglesi e americani perlopiu’) e che sta meglio con loro che con i suoi connazionali. E’ buffo ma potrei dire lo stesso anch’io, e cioe’ che sto meglio con i russi e che non amo troppo frequentare i miei (ex) concittadini (atteggiamento confermato anche da diversi altri italiani che conosco qui in Russia). Chissa’, forse si comportano in questo modo le persone curiose e anticonformiste (mi piace pensarmi cosi’), perche’ invece nella maggioranza la gente ha altre reazioni, piuttosto negative. Gli stranieri in genere, forse proprio in quanto tali, sono visti con sospetto, con freddezza, quando non con antipatia (c’e’ anche qualcuno, pero’, come dice Dimitri, che guarda a loro come si guarda a un Dio).
Mi chiede se in Italia i russi sono visti come nemici (penso di no, anche nel passato, mi sembra, gli italiani riuscivano a distinguere tra il popolo. verso cui non c’erano atteggiamenti ostili, e chi li guidava - gli uomini del Partito comunista- , verso cui, invece, si pensava tutto il male possibile) o come poveracci (e qui, purtroppo, dovrei dire di si – gli italiani pensano che ci siano pochi ricconi e tutti gli altri poveri in Russia – questo vale particolarmente per le donne, che sono i russi che probabilmente gli italiani incontrano di piu’ e credono di conoscere meglio - anche se spesso non sanno distinguere tra ucraine e russe – insomma si pensa che sono esperte a circuire i poveri vecchietti o i giovani inesperti per poi, sposandoli, acquisire la cittadinanza italiana).
E poi mi chiede come vanno le cose qui a me in particolare. Io non ho niente di cui lamentarmi. Penso che ci sono degli stereotipi (quindi delle semplificazioni e delle falsificazioni) ma che le differenze esistono, anche se non si puo’ dire che uno e’ inferiore e uno superiore. A me interessa studiare e capire le differenze.
A dire il vero, una cosa c’e’ che mi ha stupito, e riguarda il lavoro: a me non piace stare con le mani in mano, mi piace lavorare, non perdere tempo, organizzarmi bene, e pensavo che i russi apprezzassero molto queste qualita’ (che non sono certo quelle per cui loro vanno famosi…), e invece zero. Mi guardano con sufficienza e ironia e penso che mi considerino proprio come un marziano.
Quello che noto attorno a me invece e’ che spesso gli italiani hanno un atteggiamento di superiorita’ (perche’ credono di venire da un Paese superiore e che la Russia sia quasi Terzo mondo) che, tranne rarissime eccezioni, non e’ assolutamente condiviso dai russi, cioe’ loro non si sentono per niente inferiori. Anzi mi sembra che loro si considerino superiori, (certo non dal punto di vista materiale, ma da quello spirituale). Sembra sempre che pensino: “Va bene, non stiamo attraversando un bel momento, ma noi apparteniamo alla Santa Madre Russia, il Paese piu’ grande del mondo, il Paese che ha dato i natali a Tolstoj e Dostoievskj , che ha gia’ salvato la Cristianita’ una volta, e non e’ detto che non debba farlo anche una seconda. Il nostro sguardo sfiora l’infinito, noi dialoghiamo direttamente con il Diavolo e con i Santi. Cosa volete che siano gli altri Paesi al mondo e perche’ mai dovrebbero interessarci?”.
Sono stato ospite, un po’ di tempo fa, in un corso intensivo residenziale per imparare l’italiano, per una settimana siamo stati tutti come una piccola comunita’, vivevamo in una palazzina isolati dal resto del mondo, alla fine il responsabile del corso ha criticato fortemente tutti i partecipanti, giovani e adulti russi, perche’ nessuno ha approfittato della mia presenza per farmi domande sull’Italia, poi si e’ scusato con me e ha detto “Ma sai, insomma, i russi sono fatti cosi’”.
In effetti gli unici che, forse, i russi prendono in considerazione, un po’ per ammirazione un po’ per confrontarcisivi, sono gli americani. Ma gli italiani proprio no. Quelli vanno bene per fare i cuochi o i sarti o le canzoni d’amore, sono dei chiacchieroni, gesticolano tanto, sono degli amiconi in fondo, inaffidabili ma simpatici.
E infatti state attenti quando parlate: i russi non amano che si parli male della loro Terra, loro lo possono fare, e spesso sono impietosi, ma gli stranieri no.
Mi dice un imprenditore italiano qui in Russia che lui non puo’ insegnare nulla ai suoi meccanici, sanno gia’ tutto (o almeno cosi’ dicono) e lui allora li prende in giro, mostra una macchina senza dire che e’ un nuovo modello appena uscito dalla fabbrica e dice “Vi direi come si monta ma so che e’ inutile, tanto lo sapete gia’, no?” e quelli “Si certamente!” E poi passano ore e sbattono la testa (senza mai chiedere) - non sempre pero’ riescono a venirne a capo.
Sembra che solo le donne (come sempre, sono loro le piu’ sagge, realiste, pragmatiche) - non tutte, quelle di campagna o di provincia soprattutto - si rendano conto che si la Russia e’ grande e bella, unica, ma chissa’ quanto tempo ci vorra’ prima che si possa viverci decentemente! E cosi’, a malincuore, visto che la vita e’ una sola e che di pazienza ne hanno gia’ portata fin troppa, aspettano che un Principe Azzurro, italiano magari, le rapisca e le porti con se’… (ma non e’ raro che poi ritornino, deluse).





Ultimi commenti