Ciao sono ilrusso
Vedi il mio profilo


Giugno 2005

DLMM GVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Giugno 2005

La Russia e l’Occidente

di ilrusso (25/06/2005 - 16:24)

 

Come anticipato in uno scritto di poco tempo fa, pubblico qui un testo che usano in un importante Istituto di Mosca per l’insegnamento dell’inglese, livello avanzato.

Mi sembra interessante, ci sono diverse cose nuove e molte conferme a quello che gia’ avevo scritto nei vari interventi su questo sito.

L’argomento e’ la descrizione del “carattere” russo, ovvero tutte quelle affermazioni che si fanno riguardo alla gente russa. Costituiscono quelli che vengono definiti gli “stereotipi”, c’e’ infatti sicuramente qualcuno che dira’ che ogni individuo e’ diverso e che non si possono giudicare le persone “a priori”. Ma il mondo funziona cosi’, la testa delle persone funziona cosi’ che, per comodita’, per necessita’ di semplificare e catalogare le informazioni, si attribuiscono delle “etichette”. Le persone intelligenti, poi, non si fermano a questo, lo considerano solo un punto di partenza, le altre, ahime’, invece si’ e, quel che e’ peggio, agiscono di conseguenza.

La traduzione, libera, e’ mia.

 

 

La Russia e l’Occidente

 

 

di Walter G. Stephan e Marina Abalakina-Paap

 

 Cercare di fare un ritratto del carattere russo non e’ facile. Molti russi pensano che il loro carattere nazionale sia troppo complesso, troppo spirituale, troppo emozionale e troppo istintivo per poter essere indagato con metodi empirici e per poter essere compreso dai non russi.

Un famoso poeta russo del XIX secolo, Tyutchev, scriveva:

 

“Con la sola mente non si puo’ comprendere la Russia,

Nessun comune metro di giudizio puo’ misurare la sua grandezza,

Ella sta solitaria, unica –

Nella Russia si puo’ soltanto credere”

 

 

La Russia vista dagli osservatori occidentali

 

I russi prima della Rivoluzione comunista erano caratterizzati da una profonda ambivalenza evidenziata da oscillazioni di stati d’animo da bramosia di vivere, vitalita’ e spontaneita’ a grande malinconia, pensieri pieni di sospetto e di ostilita’. Questa ambivalenza appare anche nella loro civilta’ esteriore e ribellione interiore. Hanno anche la sensazione di essere superiori al resto dell’umanita’. Nei confronti dell’autorita’ dimostrano un mix volatile di sottomessa devozione e di profondo risentimento. Sembra proprio che per i russi non valga il principio socratico della moderazione.

La struttura del carattere tradizionale russo fa si’ che gli individui ondeggino tra stati d’animo di esaltazione o di depressione, dall’odio per i limiti e l’autorita’, alla convinzione che tuttavia una forte autorita’ esterna (dello Stato, dei famigliari, degli insegnanti)  sia necessaria per mantenere sotto controllo questi loro impulsi violenti.

Clyde Kluckhohn, un famoso antropologo americano, scrisse che “I russi mostrano un grande bisogno di intense relazioni faccia-a-faccia… Valutano le persone per quello che sono piu’ che per quello che hanno realizzato … I russi sono emotivi e sentimentali… richiedono e si aspettano onesta’, rispetto e sincerita’ dal loro gruppo… Nonostante la loro passione per intense, strette relazioni sociali, nutrono una sostanziale diffidenza verso il prossimo…”.

In Occidente i russi sono reputati gente forte e stoica, che si mostra esteriormente indifferente, ruvida e scortese e che non tradisce la minima emozione. Possono urtarvi o spingervi senza chiedere scusa, vi parlano direttamente e spesso in modo brusco. E tuttavia valutano molto piu’ positivamente che in Occidente lo stabilire strette relazioni interpersonali. Cosi’, a tu per tu, sono caldi, generosi, spontanei ed emotivi. Molto osservatori occidentali hanno sottolineato l’enorme importanza che hanno per i russi gli amici e l’amicizia. In Russia esiste una grande separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata, i russi si mostrano piu’ freddi degli occidentali pubblicamente ma piu’ caldi privatamente.

 

 

Gli atteggiamenti degli occidentali verso la Russia nel periodo della Guerra Fredda

 

Sia i russi che gli americani ritevano l’altro Paese il nemico principale. Ogni Paese riteneva che l’altro fosse aggressivo, comandato da leader che sfruttavano e tradivano il popolo, e per giunta bugiardi. Era una situazione che si specchiava perfettamente.

In realta’ gli atteggiamenti dei russi verso gli americani erano ambivalenti, molti in privato davano giudizi positivi dell’Occidente. Inoltre, anche se censurati, i mezzi di comunicazione davano notizie su quanto accadeva all’Occidente. Per paradosso, erano molto piu’ informati i russi della cultura (musica, cinema, letteratura) e della storia dell’Occidente di quanto lo fossero, ad esempio, gli Americani. Un ruolo importante lo ebbero i mass media: quelli occidentali davano un’immagine deformata della Russia, causa il sensazionalismo che dominava i media: le notizie che riguardavano la Russia erano interessanti solo quando parlavano di corruzione, malfunzionamenti, dissidenti, alcolismo. Certo anche i mass media ufficiali russi davano un’immagine deformata degli Stati uniti, la differenza e’ che i russi non credevano per niente nelle informazioni ufficiali.

 

L’homo sovieticus

 

Durante il periodo comunista l’ideologia di Partito creo’ una immagine idealizzata del cittadino sovietico. Il cittadino sovietico, come si descriveva nei documenti ufficiali, metteva gli interessi dello Stato al di sopra di tutto, era patriottico, orgoglioso, combatteva il capitalismo, sosteneva la famiglia, era un lavoratore rispettoso, era leale e socievole, osservava le leggi, prendeva parte attivamente alla vita sociale. Ci si aspettava che l’Homo sovieticus non fosse impulsivo o spontaneo, ma che sottomettesse i suoi istinti alle attivita’ pianificate e finalizzate a uno scopo. I sentimenti e i desideri individuali dovevano essere soppressi.

L’ideologia uffciale russa affermava che la maggioranza della popolazione era vicina all’ideale come sopra scritto. La realta’ invece era lontana da questo ideale, tanto che gli stessi leader sovietici, negli anni ’80, rimproverarono la loro gente di non riuscire a vivere secondo quegli alti ideali e criticarono i cattivi comportamenti sul lavoro, le menzogne, l’egoismo ed il cinismo.

C’era una divisione netta tra quello che l’ideologia voleva far credere e la realta’. Si affermo’, cosi’, il doppio codice di comportamento, quello in privato e quello in pubblico. Ad esempio rubare allo Stato era ufficialmente una condotta gravissima, ma privatamente era quasi ritenuto giusto.

 

 

Differenze tra i russi e gli occidentali

 

I russi sono piu’ collettivisti degli occidentali, pongono una grande enfasi nelle relazioni interpersonali, privilegiano il gruppo all’individuo.

Sono meno preoccupati dell’incertezza rispetto a molte culture dell’Occidente, sono piu’ tolleranti dell’ambiguita’, e anche della devianza. Le differenze di classe e sociali  sono meno considerate.

I russi tendono a fare grandi distinzioni in base al sesso e hanno concezioni tradizionali e maschiliste (le donne sono “liberate ma non emancipate”, nella vita privata il carico pesa tutto su di loro).

C’e’ molta differenza tra la sfera pubblica (dove sono molto restii a manifestare le loro emozioni – tranne quando sono ubriachi) e quella privata (dove, spesso, eccedono nel contrario, in emotivita’ e passionalita’). La vita pubblica russa, inoltre, e’ ad alto contatto fisico, la gente si tocca, si scontra, si appoggia in un modo al quale gli occidentali non sono abituati. Allo stesso modo i russi non sono usi a sorridere in pubblico o a parlare con gli stranieri.

 

C’e’ un’altra differenza importante tra i russi e gli americani: i primi considerano i secondi come molto pragmatici e materialisti, mentre considerano se stessi proprio il contrario. Nella cultura russa le parole pragmatico e materialistico hanno sempre una connotazione negativa, perche’ sono l’opposto della spriritualita’, che per molti russi e’ al centro del loro carattere nazionale. La sensibilita’, l’emotivita’, che permea l’intera cultura russa e’ l’opposto della logica, non la ama, perche’ cio’ che e’ importante sono le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, i sogni, il mistero. Le emozioni, invece che le considerazioni materialistiche, devono essere la guida per i comportamenti individuali e sociali, per i russi. E pensano che questo antagonismo tra la logica e la spiritualita’ sia, almeno in parte, responsabile per le difficolta’ della Russia al passaggio verso l’economia di mercato.

 

La Russia stra attraversando un grande momento di cambiamento, una apertura e una parziale assimilazione del modello sociale ed economico occidentale; e’ probabile che questo porti ad un allontanamento dalla tradizione russa, ma ci vorra’ molto tempo. E’ comunque impossibile sapere quali aspetti del carattere russo permarranno e quali invece spariranno

 

 

Vota questo post