I metodi della politica russa
Qualche giorno fa e’ morto il Governatore della Regione dell’Altai (nella Siberia del sud), Mikhail Yevdokimov. Era un personaggio molto famoso e popolare, ex attore (ma guarda, non sono solo gli americani, allora, bravi in queste cose…) del genere brillante/comico – spesso appariva in Tv, i vari programmi di intrattenimento facevano a gara ad invitarlo perche’ era sempre simpatico e spiritoso. Alto e grosso, testa quadrata, capelli rossicci e corti, per ucciderlo (perche’ pare proprio che sia stato cosi’) hanno dovuto inventarsi un bell’incidente stradale: l’hanno aspettato su un lungo rettilineo, hanno rallentato, si sono fatti sorpassare, e nel momento in cui le due automobili erano allineate, zac, una sterzatina, e il Governatore si e’ schiantato contro un albero. Prendiamo atto, cosi’, di una nuova, abbastanza originale, variante, gli altri Governatori (tre, a partire dal 2002) erano invece stati uccisi due sul loro elicottero (ma perche’ accanirsi cosi’ sui poveri elicotteri russi, che hanno di per se’ gia’ cosi’ tanti problemi? – solo nelle ultime settimane, ad esempio, ne sono caduti due), uno nelle strade di Mosca.
Mi ha lasciato piuttosto sconcertato leggere l’articolo relativo sull’edizione online della mitica Pravda, solo nel titolo si legge che, pare, si tratti di un delitto (dovuto, forse, a un “intrigo politico”), poi nel testo vero e proprio segue un’astratta ricostruzione in cui si spiega che il Governatore non era riuscito a trovare la giusta mediazione (anzi a “parlare lo stesso linguaggio”) con le elites politico/economiche che contano nella regione dell’Altai. Inoltre si apprende che non aveva metodo politico, che improvvisava e che piu’ volte gli era giunto l’invito a dimettersi (e la richiesta a Mosca di destituirlo). Insomma, in poche parole, se l’era proprio voluta e cercata quella morte.





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