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Da svidania nonno Misha! (funerale in Russia)

di ilrusso (27/01/2005 - 10:43)

 

 

E cosi’ alla fine abbiamo festeggiato tutti a tavola, pasto ricco, vino, vodka, alzata di calici. L’avevo visto fare per la prima volta in un film americano (Il Cacciatore, con De Niro, film ambientato per lo piu’ in Vietnam, e’ quello famoso per il finale con la roulette russa. E’ un bel racconto sul coraggio e l’amicizia, e ha inizio nel paesino americano dove i protagonisti sono nati e vivevano prima della Guerra. Il paesino ospita una grande comunita’ di russi e, appunto, il film si apre con la festa seguente un funerale).

Noi italiani restiamo molto stupiti (anche se, a dir la verita’, una volta avevo sentito da un amico che anche dei suoi parenti, bresciani, erano usi trovarsi a tavola, a mangiare e bere, dopo aver seppellito il loro caro), ma, in fondo, mi sembra una cosa bella e, forse, anche giusta. Si celebra la vita che continua, si unisce, rassicura e conforta i consanguinei che dovranno non far cessare  la stirpe, si ricorda il defunto in modo diretto ed esplicito, con l’aiuto anche degli amici e dei colleghi (con l’usanza, che mi sembra cosi’ apprezzabile, dei russi di alzarsi a turno da tavola, pronunciare parole – a volte brevi, a volte un fiume in piena – in onore del festeggiato e poi invitare i presenti al brindisi – si fa anche nei compleanni, nei matrimoni e in altre celebrazioni).

Non conoscevo quasi il morto, ci eravamo visti solo due volte, ma mi sembrava che gli fossi simpatico. Ho appreso che era un bravo lavoratore, un quasi eroe di Guerra (di medaglie ne aveva certamente un bel po’), un coraggioso e avventuroso e, dietro le quinte, anche che era un dongiovanni. E anche per questo suo essere la situazione era alquanto strana: lo ricordavamo nella casa della sua ex moglie, da cui si era divorziato oltre vent’anni fa, lei non lo piangeva (“era un tiranno” “non aveva avuto cuore con me”), ma lo rispettava e se c’era bisogno lo aiutava e lo ospitava a casa, come era accaduto ad esempio pochi mesi fa. Ma in Russia questo e’ normale, la famiglia e’ un complesso eterogeneo e variegato di figure che, spesso, convivono in pace, si scambiano  ruoli, si ricombinano in configurazioni anche sorprendenti (sentito poco tempo fa: una coppia giovane si separa, lei trova un altro uomo, lui va a vivere con la nonna di lei).

Nei discorsi a tavola qualcuno dice che, se mai dopo la morte esiste qualcosa, nonno Misha non fatichera’ a trovare dove reincarnarsi, le qualita’ che possedeva sono tra le piu’ richieste e farebbero comodo a tutti (I russi almeno in questo sono completamente liberi, ognuno puo’ immaginarsi la vita eterna come vuole).

Per il resto il funerale in Russia e’ una cerimonia piu’ mesta che in Italia, si sente che manca la sacralita’, l’emozione e il pathos della celebrazione religiosa in chiesa, che fa piangere anche chi proprio non ne aveva voglia. Tutto e’ triste e misero: la salma, con la bara (quattro assi di legno da poco appena ricoperte da un panno rosso) ancora aperta, viene depositata nella via davanti al palazzone (squallido, come tutti) dove il morto viveva per l’ultimo saluto, si fanno le foto (boh, che strano, proprio come al matrimonio - poi si fa un album da conservare e mostrare in futuro), poi alcuni volenterosi, amici e parenti, chiudono la cassa, la sollevano e la depositano dentro all’autobus, derelitto pure lui, dove prendono posto i famigliari per l’ultimo viaggio insieme (esistono anche qui le agenzie di pompe funebri, ma sono poco usate, non tanto perche’ costano – mai quanto in Italia – e’ che, proprio, alla gente non piace delegare cose cosi’ delicate ad estranei). Tutto viene demandato, quindi, al pasto conclusivo (con il suggello finale di un – beh, anche qualcosina di piu’ – bicchiere di vodka … ma vi accorgete di quale fondamentale funzione sociale viene svolta sempre da questa “bevanda”?!).

I cimiteri invece mi piacciono, sono pezzi di bosco, dove tra un albero e un altro viene fatto un piccolo recinto in metallo nero e li’ ognuno si ritaglia il suo spazio personale, oltre alla tomba puo’ mettere una panchina, una croce, un piccolo monumento. D’estate c’e’ fresco e c’e’ una bell’ombra, ci sono gli uccellini che volano e cinguettano, gli scoiattoli che si sbucciano e si gustano i pinoli, i ragni che ci fanno le ragnatele, … chissa, forse nonno Misha ha gia’ preso posto tra di loro.

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Mangiare

di ilrusso (05/01/2005 - 18:20)

 

Questo e’ un argomento sacro per gli italiani, cerchero’ di affrontarlo con il massimo rispetto.

La premessa non puo’ che essere che un italiano quando va all’estero (e quindi anche in Russia) si trova sempre male con il mangiare, questa e’ una legge (e in effetti l’Italia e’ forse il Paese al mondo dove si mangia meglio).

In secondo luogo qua non parlero’ di ristoranti, il ristorante per un russo e’ ancora una cosa lontana, a cui si guarda con un misto di venerazione e di sospetto. Del resto i ristoranti (quelli che si possono chiamare tali) sono cari, forse piu’ che in Italia. E’ anche vero che difficilmente un Ristorante russo di prestigio vi offrira’ la “cucina russa”, ma cucina italiana, o francese, o internazionale o secondo le varie regioni (cucina georgiana, armena, tartara, uzbeka, etc.). E, inoltre, occorre fare attenzione perche’ anche andando al ristorante italiano (gestito magari da italiani, ce ne sono un buon numero a Mosca) si scoprira’ che i piatti sono quasi sempre adattati al gusto russo, con la pasta della pizza dolciastra, o i maccheroni al sugo con le immancabili erbette aromatiche russe .

E’ molto difficile che un russo riesca a pranzare a casa,  per il “popolo” ci sono comunque varie possibilita’ offerte dalle catene per i pasti veloci (in primis Mac Donald’s, per il quale i russi vanno matti, o Sbarro o altre, incluse alcune russe) o dai vari bar, café’ o simili in cui si possono trovare sempre insalate (ah, lo sapevate che quella che noi chiamiamo “insalata russa” per loro e’ l’”insalata francese”?) , focacce farcite, pizze al taglio e altro.

Una delle cose che preferisco io e’ comprare qualcosa dai choschi (diffusissimi) per strada: panini con carne allo spiedo o spiedini (saslik) interi (per inciso: la qualita’ della carne – gusto e tenerezza – mi sembra in genere molto migliore che in Italia), panini con hot dog (sasiski – pensavo che fossero una cosa dei tedeschi ma mi sbagliavo: qui ce ne sono di tantissimi tipi e i russi ne vanno matti), bliny (specie di crepes imbottite con marmellata, ma anche prosciutto, formaggio o caviale), piroski (focacce di pasta dolce ripiene di patate, funghi, cappuccio, carne, o anche frutta cotta), ciburiaki (pasta fritta ripiena di carne, di formaggio, o di patate/funghi). Certo ci vuole uno stomaco robusto, un po’ di coraggio e un minimo di astuzia (sulla qualita’ dell’olio usato per friggere nei chioschi vicino alle stazioni o ai mercati non sarei disposto a scommettere un dollaro bucato).

La cucina russa, in effetti, e’ un po’ “pesantina”, molto fritto, molto burro, molto zucchero. E’ anche abbastanza povera di ingredienti, soprattutto manca molto la maestria, ovvero l’abilita’ e la sapienza di cucinare. Molti piatti sono poco elaborati, semplici e con poche varieta’ e variazioni.

Alcune cose stupiscono molto gli italiani: la pasta (che qui loro chiamano genericamente “macaroni”) e’ presente da tempo nella loro dieta ma e’ solita essere mangiata condita solo con maionese, panna acida o ketchup (e gli italiani si stupiscono molto e inorridiscono), di salumi ce ne sono moltissimi, anche se come il nostro prosciutto crudo non c’e’ proprio niente, di formaggi pochissimi (e vanno matti per il nostro parmigiano reggiano), pero’ ci sono molti prodotti derivati dal latte (yogurt, Kefir = latte acido, smetana = panna acida). Gli ortaggi sono molto amati, d’estate provengono in genere dalle dacie (casette di campagna in cui ognuno coltiva l’orto). Per noi una stranezza e’ che quasi sempre si mangiano senza condimento (olio di oliva e aceto sono molto poco diffusi).

Il pane c’e’ ed e’ molto buono, in vari tipi e con variazioni (bianco, nero, con la cipolla, con le patate, con semi di sesamo e altri, …), cosi’ come i prodotti da forno.

Ingredienti tipici di un pasto normale sono le patate, il cappuccio, i funghi, le pappe di cereali (kascia); le verdure conservate dalle nonne; fondamentali per i russi sono sempre stati i frutti di bosco, fonte importantissima e quasi unica di certe vitamine.

Ci sono anche cibi di evidente derivazione asiatica (insalate di alghe, condimenti a base di aglio, etc.) ormai conosciuti in tutto il Paese.

 

Nei giorni di festa si fanno delle belle mangiate, durano spesso tutto il pomeriggio, (anche se, come sempre, non si sa mai l’orario d’inizio che puo’ variare, potrebbe essere le 12 come le 16), per un italiano sono gustosi anche se un po’ semplici e, in fondo, sono quasi sempre gli stessi.

Si comincia con dei piatti freddi (insalate di verdure, insalate con verdure e carne o granchio, verdura fresca, funghi trifolati, carne in gelatina, salame, un formaggio tagliato a fettine, pesce, panini imburrati con caviale – rosso, economico, per la massa, nero per i ricchi – a cui si possono aggiungere salsa piccante di cren o maionese), e gia’ a questo punto e’ ora di bere la vodka, magari accompagnata da un cetriolino (ogurietz) sottaceto.

Poi segue la zuppa (il borsch spesso, cioe’ la minestra in brodo piu’ diffusa, fatta con verdure, soprattutto la rapa rossa, e cotta anche con un pezzo di carne o, meno frequentemente, di pesce. Gli intenditori la mangiano aggiungendo panna acida, la smetana) e il piatto caldo, di solito carne cucinata in modo un po’ elaborato, o a volte pesce cotto al forno. A volte ci puo’ essere una cosa equivalente al nostro primo piatto come i pelmeni (somigliano ai nostri tortellini, si mangiano asciutti al burro o con la panna acida) o i vareniki (come i nostri tortelloni di patate e funghi). Con tutto questo si beve succo di frutta, vodka (si, a pasto, non solo alla fine come da noi), o stranezze come il Martini o l’Amaretto Disaronno o, ma non di frequente, vino, dolce anche per gli uomini. (Non ho mai visto bere a pasto la birra, anche se e’ molto diffusa. La si beve nei pasti veloci ai chioschi o cosi’, da sola, magari per strada – stupisce vedere quanta gente gira con la sua bella bottiglietta in mano bevendo tranquillamente intanto che cammina). Attenzione allo spumante (sciampagna) per i brindisi, in genere e’ quello di produzione moldava o georgiana, dolciastro e non un granche’.

Seguono i dolci e la frutta (in genere qualche mela o mandarino). I dolci fatti in casa sono buoni, io preferisco i sirniki (sorta di frittelle fatte di farina, ricotta e uvetta passita).

Alla fine the caldo per tutti (i russi ne sono grandi consumatori) o caffe (di qualita’ scadente e fatto alla turca, cioe’ portato a ebollizione in un pentolino e servito con un colino per evitare di bere i fondi). Il caffe’ migliore in Russia e’ quello importato dagli italiani (come il Lavazza)( ma e’ anche il piu’ costoso).

Altre bevande tipiche e popolari (e per questo tendono a essere abbandonate..) sono la composta di frutta (kompot) e il kvas (quello migliore viene fatto in casa), fatto con cereali, e’ un po’ dolce ma non alcolico, fresco d’estate e’ il Massimo che si possa bere. Non facile da trovare ma molto gustoso e’ il miedovuha (fatto con il miele, leggermente alcolico).

 

L’ospitalita’ dei russi e’ grande, cosi’ come la loro generosita’, allora cerchiamo di non fare troppo gli schizzinosi e di assaggiare, almeno, quello che ci porgono. Sono cose semplici ma, in fondo, buone. Beviamo anche e volentieri, ma, per favore, non cerchiamo di imitare il Film di Don Camillo in Russia quando Peppone faceva la gara con un capo del partito russo a chi beveva piu’ vodka: l’esito e’ scontato (e se anche, con un exploit, non sfigurerete, lo pagherete nei giorni seguenti, i russi invece,  dopo una bella dormita saranno gia’ pronti l’indomani per ricomnciare…).

 

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Natale a Mosca (La religione in Russia)

di ilrusso (23/12/2004 - 16:54)

 

 

 Tra due giorni sara’ Natale e ai russi non gliene freghera’ niente. O meglio, per loro e’ un’altra occasione per festeggiare, ovvero bere (che a loro piace tanto). Ma non appartiene alla loro tradizione (il Natale ortodosso e’ il 7 gennaio), quindi hanno recepito (l’ennesima importazione di “mode” dall’Occidente) solo l’aspetto ludico e immaginifico e basta.

Per un italiano in Russia e’ un giorno abbastanza triste, si era abituati a una grande festa, alla riunione di famiglie sparse, di grandi mangiate (che si protraevano per giorni), lo scambio di doni, etc. Qui e’ un giorno come un altro, si lavora, quando va bene ci si trova insieme a tarda sera per un pasto appena piu’ ricco del solito.

Il 7 gennaio (il loro Natale) e’ un po’ diverso, non si lavora, spesso si va da parenti per pranzo, quello che manca del tutto pero’  e’ la dimensione religiosa. Oddio, non che in Italia al tempo d’oggi questa sia presente in modo esagerato, ma qualcosa in fondo al cuore di ognuna scatta sempre: si cerca di essere piu’ buoni, si e’ piu’ sensibili ai temi come la pace, la poverta’ nel mondo, e cosi’ via.

I 70 anni di comunismo hanno lasciato un popolo fondamentalmente ateo o agnostico, con qualche residuo che piu’ che religioso sembra di superstizione (ho scoperto che la mia compagna, trentenne, e anche suo papa’, cinquantenne, sono stati battezzati; e’ stato per la caparbieta’ di una nonna che, per questo, ha corso anche notevoli rischi. Ma di religione non sanno niente, a suo papa’ proprio non interessa, lei dice che almeno pensa che, forse, un Dio puo’ esistere. E tuttavia, quando davanti alla graziosa chiesetta, su una collina, accanto a un piccolo lago, non in rovina ma neanche in buono stato, in cui erano stati battezzati raccontavano questo fatto, lo facevano sottovoce, con pudore, ma anche con emozione, quasi raccontassero di un episodio magico).

Ho portato dall’Italia un Presepe, l’ho fatto per le bambine, due, che abbiamo (figlie della mia compagna), sono state molto interessate, soprattutto dalle “componenti paesaggistiche” (le montagne fatte con quella carta speciale, le palme, il fiumiciattolo di carta stagnola, …) e dagli animali; ho scoperto che e’ proprio difficile spiegare loro qualcosa partendo da zero (“il bambino e’ il Figlio di Dio”, domanda: “chi e’ Dio?”).

 

Con la fine del comunismo essere religiosi e’ tornato ad essere non un delitto, anzi c’e’ un tentativo del Potere politico di rinsaldare attorno alla religione Ortodossa l’anima popolare, scossa e spersa, in un connubio Patria e Religione (+ il Re, oggi diciamo il Capo) (o bella, ma non e’ proprio questo che diceva il buon vecchio Marx, l’uso politico, cioe’, della religione “Oppio dei popoli”?, Ma guarda…).

Quella ortodossa e’ proprio una religione vecchia vecchia, ancora peggio di quella che conoscevano i nostri nonni (anche se, a studiarla un po’, si scopre che per alcuni aspetti dottrinali non e’ niente male e avrebbe da insegnare qualcosa alla religione cattolica), se si dovesse diffondere e diventare di massa e importante (cosa impossibile, a dir la verita’), come ad esempio e’ l’Islam che tutti oggi conosciamo in certi Paesi, non so quale delle due religioni potrebbe dirsi piu’ oscurantista e chiusa…

Ma soprattutto qui in Russia la religione ortodossa ha un grave marchio di collusione col regime comunista, in pratica forse per salvare quel po’ che gli era rimasto facevano le spie e facevano finta di non vedere le terribili repressioni che colpivano i non pochi russi dissidenti (e molti dicono che anche le attuali gerarchie sono coinvolte).

Insomma oggi la religione ortodossa e’ solo una cosa di superficie che vale per i vecchi.

 

Sono proliferate invece, dopo la caduta del comunismo, le sette e hanno ripreso molto piu’ fiato le religioni nazionali delle varie etnie non russe (tipo la religione musulmana che nella Federazione Russa e’ diffusa piu’ di quello che, forse, si pensi – ma che non da’ problemi, per ora, a parte ovviamente la Cecenia, ma li’ chissa’ quanto c’entra la religione…: - o altre.  Ad esempio, c’e’ una regione nella Russia asiatica dove sono tornati a professare pubblicamente i loro riti e le loro “magie” dei veri Sciamani).

Una di queste sette l’ho conosciuta da vicino (si chiama Centro Russo di Spiritualita’) e’ un misto di cattolicesimo e riti new age, e’ in forte contrapposizione con la religione Ortodossa, ha un suo Fondatore che vede la Madonna, professa la castita’ e ha una collaboratrice che rappresenta la Madonna in Terra, anche lei nata per Immacolata Concezione e che, quando e’ rimasta incinta (I maligni dicono che lui ne sappia qualcosa…), grazie al carisma e allo sguardo magnetico che possiede, e’ riuscito a convincere i suoi adepti che e’ stata opera dello Spirito Santo!

In realta’ per diversi aspetti si capisce cosa attira le persone nella setta: il grande pathos, l’ardore che tanto si distiguono dal grigiore e dal conformismo degli anni del comunismo (chi credeva piu’, infatti, negli ideali della Rivoluzione?), ma anche il patriottismo (il Terzo mistero di Fatima, dicono loro, in realta’ dice che la Russia salvera’ il Mondo) e la riscrittura, nel bene, della storia russa (l’ultimo zar, che per loro e’ un santo, diede la vita sua e della famiglia come sacrificio per il bene futuro della Russia). In poche parole e’ la speranza di dare un senso pieno e forte alla loro vita che cercano, oltre alla rassicurazione che la direzione che hanno preso gli avvenimenti russi negli ultimi anni (cosi’ caotici e, apparentemente, disgreganti) ha una finalita’ nascosta gloriosa e salvifica.

Sono un po’ esaltati, tanto per dire, si vantano di essere gli unici che hanno invitato il Papa a Mosca (la risposta non e’ ancora giunta).

Queste sette sono perseguite e condannate dallo Stato, ma in realta’ c’e’ un certo grado di tolleranza (forse perche’ tra gli adepti ci sono molti militari, poliziotti, anche alte personalita’ della burocrazia statale).

 

Chi fa le spese di questo uso politico della religione e’, cosi’, la Chiesa cattolica. Giovanni Paolo II quasi sicuramente non potra’ in questa sua vita veder realizzato il suo sogno di una visita in Russia. E’ terribile per lui, penso, anche vedere che il solo ‘propagandare’ la fede cattolica o cercare di fare proseliti sia motivo, oggi, per essere incarcerati.

Ma i cattolici, pazienti, sanno che anche questo muro prima o poi cadra’ e, nel silenzio e nella quasi clandestinita’, non cessano la loro testimonianza (qui a Mosca c’e’ un negozio delle Edizioni Paoline, in bella posizione centrale tra l’altro, hanno solo l’ordine di fingere di essere una “normale” libreria e di togliere gli aspetti visivi (nell’insegna, nella vetrina) piu’ legati alla religione cattolica. Inoltre c’e’ anche una comunita’, non numerosa ma viva, che fa riferimento alla Comunita’ di Sant’Egidio di Roma, anche per loro, comunque, vale la regola di non cercare di allargarsi troppo).

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Ammalarsi in Russia? Meglio non farlo

di ilrusso (03/12/2004 - 19:16)

 

Mi e’ capitato di ammalarmi in Russia, e’ stato all’inizio, qualche mese dopo il mio arrivo, dicono che e’ stato per il brusco cambiamento di abitudini alimentari (soprattutto lo stravolgimento degli orari, in Italia  erano sempre quelli, minuto piu’ minuto meno, qui dipende, ho pranzato anche alle 15.00, cenato alle 22.00, etc.) o per l’acqua che c’e’  (dicono gli stessi dottori che gli stomaci degli Occidentali proprio non la sopportano anche se fatta bollire). Comunque mi era venuto un bel mal di pancia/stomaco.

Evitato il pronto soccorso (meno male! molto spesso c’e’ da aspettare ore senza che nessun medico o infermiere si avvicini) per merito di una pastiglina che mi ha dato la mamma di mia moglie, sono andato poi pero’ a fare le analisi in ospedale.

Devo dire che sono stato un privilegiato rispetto alla gente normale (nel senso che, pagando, sono andato in un ospedale militare che mi aveva consigliato un italiano che vive a Mosca da anni). Mi hanno fatto una gastroscopia e un’ecografia allo stomaco e l’analisi del sangue. Tutto sommato non posso lamentarmi, non so se hanno indovinato quello che realmente avevo ma, e questo e’ l’importante, il male non si e’ piu’ ripetuto. Pero’ dovrei accendere un cero alla Madonna per non aver dovuto essere ricoverato la’: l’aspetto era terribile, tutti stanzoni brutti, trasandati, poveri, i malati avevano tutti l’aspetto di cani bastonati, ma stavano in silenzio e nessuno si lamentava. Quando mi hanno fatto l’analisi del sangue ho sudato freddo: l’infermiera non prendeva nessuna precauzione personale (guanti di gomma? Ma cosa sono mai?), ho pensato che prendere l’AIDS li’ sarebbe stata questione di un attimo.

E in effetti mi hanno detto che tutti sanno che in ospedale ci si ammala piu’ che in strada, che molti subiscono interventi chirurgici “a caso”, cioe’ i medici “tagliano” e “aprono” per “vedere meglio”, senza peraltro risolvere nulla, anzi (conosco casi di persone che si sono rifiutate di subire l’intervento “indispensabile”, subendo la grave riprovazione di medici “Ma lei vuole sovvertire tutta la scienza medica!”, ma che a distanza di anni stanno benissimo e casi di donne che, fortunatamente per loro, avevano fidanzati o parenti in Italia e solo nel nostro Paese hanno finalmente guarito la loro malattia).

D’altronde mancano drammaticamente i fondi e, quindi, non ci sono attrezzature oppure sono obsolete (tanto che un giovane chirurgo plastico che ho conosciuto, vero poliglotta, si era specializzato nell’ottenere sovvenzioni, aiuti, regali da strutture sanitarie italiane), i medici sono pagati pochissimo (gli stessi stipendi di quando c’era il comunismo) perche’ per la maggiorparte sono dipendenti statali (“I loro studi sono tutti pagati, quindi cosa pretendono?”) e quindi sono demotivati e non si aggiornano (un medico specialista italiano doveva dare consulenza per realizzare un grande poliambulatorio a Omsk, ma si era rifiutato sdegnosamente di accettare l’incarico “Ma se quelli, negli ultimi cinque anni, non hanno pubblicato niente di significativo!”). Il medico libero profesionista e’ un’eccezione (quelli che ci sono sembrano abbastanza buoni, ad esempio i dentisti, ma i prezzi sono decisamente alti per i russi, circa la meta’ rispetto all’Italia).

E cosi’ fiorisce la medicina popolare, tradizionale, il fai da te (c’e’ da dire che per le medicine, ad esempio, non c’e’ la differenza che si nota in Italia: i medici prescrivono nello stesso tempo farmaci e prodotti da erboristeria). Qui gli anziani insegnano: mia moglie si e’ curata un’infezione con impacchi della sua urina (le e’ passata), un suo nonno ha guarito da solo una quasi cancrena al piede, che i medici  davano gia’ per spacciato, con le sue feci; con le patate si guariscono un sacco di malattie, col cappuccio (cavolo) idem (io l’ho provato: mi hanno fatto bere non so quanto succo di cappuccio – puah! – quando avevo male allo stomaco).

Ma il massimo e’ stato quando ho accettato (per non dare un dispiacere alla mamma di mia moglie) di farmi guardare da un Santone (era una donna, a dir la verita’): tutti ne parlavano come di una persona dai poteri straordinari, capace di cose quasi miracolose, appartenente a un gruppo, una specie di setta, di persone simili. Alla sua vista rimasi un po’ deluso, riceveva per appuntamento in una palestra, aveva un aspetto normalissimo, non vestiva da maga e non faceva gesti criptici, diceva che riusciva a “sentire” con le mani e che tutti, se ben educati, potrebbero arrivare a farlo in modo molto simile al suo. Comunque mi stupi’ con qualche osservazione molto precisa e indovinata su qualche malattia che avevo avuto o malanno che tuttora mi affliggeva, ci sara’ da crederci quindi? Boh! Ma comunque mi era risultata simpatica e poi in Russia ho imparato a essere fatalista…

 

Per non essere solo distruttivo: non dimentichiamoci pero’ che in Russia ci sono (o ci sono state) anche delle punte di livello internazionale, ricordo solo un Centro medico a Mosca dove guarivano la miopia con un piccolo intervento chirurgico (ora lo fanno quasi dappertutto, ma loro erano stati i primi) e un altro dove allungano le ossa alle persone molto basse di statura di 15/20 cm. (e questo, mi sembra, ancora oggi non lo fanno in tante altre parti al mondo).

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Ma cosa faranno mai queste donne russe ai poveri italiani?

di ilrusso (29/11/2004 - 12:03)

storie vere di italiani a Mosca (e delle loro donne russe...)

 

Carlo viene in Russia ¾ volte l'anno per affari, ogni volta resta per circa una settimana, programma attentamente gli incontri, va a visitare i clienti, organizza colazioni e cene di lavoro. Ma ogni volta succede che non resiste a reincontrare Svetlana, cosi' almeno meta' dei suoi giorni a Mosca li trascorre con lei in hotel... e gli affari possono aspettare!

 

***   ***

 

Victoria e'  giovane  e brillante, guadagna molto bene, e' anche carina. Vede Sergio ogni 2 mesi circa, per qualche giorno, poi cerca ogni anno di fare una vacanza in Italia per poter rivederlo; ha imparato anche la lingua italiana per lui. Spera sempre che, come lui le promette, lasci la moglie per mettersi con lei. Ma e' da tre anni che e' cosi', e non succede niente (le aveva anche promesso che imparava l'italiano...).

 

***   ***

 

Lena e' la segretaria della sede di Mosca della Societa' che Mario comanda. Presto si sono innamorati uno dell'altro, per lui ha lasciato anche il marito. Lui non e' bello, certo ha molti soldi, ma a lei fa solo dei regalini. Lei sa che lui non la sposera' mai e che non verra' mai a vivere a Mosca ma le va bene lo stesso cosi'.

Ora lui ha appena avuto un figlio in Italia dopo una breve relazione con una donna, Lena appena l'ha saputo s'e' infuriata e ha detto di non volerne piu' sapere di lui. Ma, passato qualche giorno, ora dice che lo ama ancora...

 

***   ***

 

Renato e' venuto a Mosca non si sa bene perche', un po' per turismo, ma anche per altro. Aveva, pero', sempre uno strano atteggiamento quando incontrava le ragazze, ben presto nella conversazione cominciava a fare l'elenco di quello che possedeva in Italia: un bel posto in banca, un appartamento grande in proprieta' in un luogo vicino al mare, una automobile veloce, etc. Non e' riuscito a entrare in rapporto con nessuna ragazza, mi dicevano loro "Ma e' cosi' insicuro di se stesso? E' carino, e' anche piacevole, ma perche' non ci parla di come e' lui e di cosa vorrebbe?"

 

***   ***

 

Pietro e' venuto a Mosca per una ragazza, e' stata come una pazzia, non si conoscevano ancora bene, e infatti dopo un po' si solo lasciati perche' non si capivano. Ma Piero non se n'e' tornato in Italia, ha faticato, ha passato brutti momenti, ma ora ha trovato un lavoro presso una ditta italiana, qualcosa della lingua russa sa e capisce. E' troppo attratto dalle ragazze russe, ma deve stare attento, passa troppo tempo in discoteca e al mattino al lavoro dorme, fino a quando il suo datore di lavoro sopportera'?

 

***   ***

 

Fabrizio, bravo ragazzo e lavoratore, non riusciva a trovare una moglie in Italia, ha cercato tramite Internet la soluzione e ha conosciuto una russa (anche se residente in Azerbaigian). Dopo un po' si sono sposati e hanno cominciato a vivere insieme in Italia. Lei era un bella ragazza e intelligente, nel suo Paese lavorava nell'ufficio marketing di una societa' petrolifera. In Italia non e' riuscita a trovare lavoro, lui non e' stato capace di aiutarla molto. L'amava molto e credeva che questo bastasse. Dopo un anno e mezzo lei se ne e' tornata al suo Paese. Ora lui sta cercando disperatamente di rintracciarla.

 

***   ***

 

Valerio e' da anni che vive a Mosca, ha una sua bella attivita', ben avviata. Non e' piu' giovane, tra poco sara' nonno (suo figlio vive in Italia), vive con Maria, una russa alta, dai lineamenti asiatici (e lui va pazzo per le asiatiche), di molto piu' giovane di lui.

Tutti pensano che lei stia con lui per i soldi, ma in realta' un giorno Valerio mi ha confidato che e' un po' il contrario: non molti anni fa, in uno dei momenti burrascosi che passa (inevitabilmente?) chi gestisce attivita' commerciali in Russia, lui era in grosse difficolta' finanziarie e rischiava di fallire ed e' stato proprio l'aiuto economico di lei che l'ha salvato.                                                                          

 

                                                                                     ***   ***

 

Marco ha una moglie, non piu’ giovane (come lui del resto) e un’amante, giovane e carina. La situazione e’ palese a tutti, ma a tutti va bene. Ognuno fa bene  il suo dovere, la moglie tiene in ordine la casa, l’aspetta e gli parla ogni sera, l’amante e’ sempre disponibile per il sesso, lui da’ i soldi regolarmente ogni mese alla moglie (e, di tanto in tanto, anche qualcos’altro...), e fa diversi regalini all’amante. Ha un’idea insolita delle donne russe dice che non sono intelligenti, ma quando i soldi non basteranno piu’ cosa fara’?

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Come dall’Italia si guarda alla Russia

di ilrusso (17/11/2004 - 22:23)

In Italia mi e’ capitato di vedere il programma televisivo di Gad Lerner “L’Infedele”. Lerner mi sembra un bravo giornalista e il programma e’ stato ben preparato. Ma… l’impressione e’ quella che ho quando guardo le corrispondenze dell’inviato a Mosca della Televisione italiana: si colgono gli eccessi, gli aspetti particolari o piu’ spettacolari, si hanno dei pregiudizi e non si riesce ad avere uno sguardo complessivo e oggettivo. La colpa piu’ grande e’ quella di voler vedere e giudicare la Russia con i nostri occhi e i nostri parametri. Ma la Russia e’ diversa (… o forse sono io che sto diventando troppo russo).

C’e’ da dire che, purtroppo, tutti, quando guardano fuori dalla propria casa spesso (anzi quasi sempre) non vedono quello che c’e’ ma quello che fa piu’ piacere vedere, o che si teme di dover vedere. Cosi’ i russi guardano agli italiani come mafiosi, corrotti o corruttori, o tutti sole– amore–e mandolino (oppure, e questo mi ha stupito molto,  restano impressionati dagli incidenti stradali che ci sono in Italia – non considerando che, in proporzione al numero dei veicoli circolanti, ce ne sono di piu’ la’ da loro).

E’ senz’altro vero, come si diceva in TV, che tante cose in Russia non vanno e che c’e’ da preoccuparsi, ma certo allarmismo e’ proprio esagerato:

1. Una ex dirigente dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca (tra l’altro questo Istituto oggi e’ al centro di feroci polemiche in Russia, con molti intellettuali russi che lo criticano apertamente) dice che apprende da amici russi che il clima (non quello atmosferico) e’ molto mutato e che sembra che a Mosca tutti si sentano impauriti perche’ spiati o intercettati dai servizi segreti.Puo’ darsi che sia vero (mah, anche se…), ma siamo sicuri che, in Italia, ad esempio, sia poi cosi’ diverso? C’e’ scritto oggi sulla Repubblica che anche in Italia non si scherza proprio in quanto a intercettazioni telefoniche!

Ai tempi del comunismo c’era, in ogni quartiere, in ogni palazzone, la “spia” del regime (che comunque tutti conoscevano) che guardava e riferiva tutto (come da noi quando c’era il fascismo, del resto), ma oggi di questo non c’e’ la minima traccia e posso assicurare che la gente, il popolo, non si sente per niente spiato (e del resto il KGB si e’ come disintegrato, in 20.000 se ne sono andati dai tempi di Eltsin, a fare gli istruttori in diversi stati esteri o alle dipendenze dei magnati miliardari russi. E gli effetti si vedono, e la gente – giustamente – si lamenta, tanta e’ l’incapacita’ di prevenire od ostacolare i terroristi che a tutt’oggi si intrufolano liberamente in ogni angolo del paese).

2. E’ vero Putin per combattere il terrorismo sta per introdurre delle misure indiscutibilmente poco democratiche e molto autoritarie, ma questa tentazione l’ha avuta anche Bush negli Stati Uniti (e qualcosina del genere ha fatto anche lui) … E comunque i russi su questi temi sono compatti a concordare con il loro Presidente che si deve adottare solo la linea dura. E’ inutile negarlo, e puo’ dare fastidio, ma ai russi piacciono i leader forti e autoritari. Non si interessano molto di politica (molto di meno che noi), e lasciano fare, ma sono molto severi a valutare i loro capi, i vari Gorbaciov e Eltsin, ad esempio, osannati e tanto ben considerati all’Occidente (beh, chi piu’ chi meno…) in Russia la gente li ha amati poco poco (erano indecisi, poco chiari, parlavano tanto, dicono i cittadini russi)!

3. Gad Lerner e’ preoccupato dell’avvicinamento di Putin al Patriarca Ortodosso Alessio II; ma lo sa che in Russia la religione conta pochissimo? Certo sta aumentando la presa sul popolo, ma e’ soprattutto un tentativo che sta facendo Putin di formare una coscienza e una identita’ popolare (e la religione ortodossa e’ terribilmente patriottica) per costruire qualcosa sulle macerie che ha lasciato il comunismo, ma se conta solo su questo puo’ star fresco!

4. Molti temono per il ritorno alla Spirito di Potenza da parte della Russia; anche qui e’ vero, c’e’ qualche episodio, ma l’Occidente oggi e’ forse da meno (e non sono solo gli Stati Uniti, la Francia ad esempio in Africa fa di tutto pur di mantenere la sua influenza e il suo potere…)?. E i dati di fatto dicono che sono le ex repubbliche ora indipendenti a manifestare, piu’ o meno apertamente, la loro volonta’ di ritorno all’unione con la Russia (come l’Ossezia del Nord – ora in Giorgia, o la Bielorussia, anche se qui ci sono tendenze divergenti). E poi, da un altro punto di vista, c’e’ da chiedersi se sia poi cosi’ negativo, per il benessere della comunita’ mondiale, il risorgere di un altro polo forte di fianco agli USA (considerando comunque che non sara’ mai come una volta). Senza dimenticare, come si diceva nella trasmissione, che nell'animo dei russi c'e' sia un grande senso di inferiorita' (o meglio di consapevolezza di non essere all'altezza), sia d'altro lato un grande spirito messanico, tanto che sono nate diversi movimenti (o sette?) religiosi che dicono che "la Russia salvera' il mondo".

5. Anche perche’, si diceva nella trasmissione, la Russia potrebbe entrare nella Unione Europea… Ma state tranquilli, i russi non si sentono per niente europei e nella societa’ russa veramente pochi sognano un inserimento (inglobamento) nell’Europa. Come stupirsi del resto, la storia russa e’ percorsa da periodi di, a volte, folle innamoramento per l’Europa (dei suoi regnanti, o di circoli di ardenti giovani intellettuali), che, comunque, non hanno fatto spostare piu’ di tanto il timone verso ovest.

 

Il fatto e’ che tutta la societa’  russa e’ attualmente fortemente impegnata ad aumentare il proprio benessere, la gente vuole arricchirsi e star meglio, allo Stato chiedono soprattutto di non essere ostacolati, il resto interessa poco. C’e’ stata una grande anarchia, un grande potere della mafia ma oggi le cose stanno cambiando molto (e anche durante la trasmissione in molti l’hanno riconosciuto, dal 1996 si sono rinnovati quasi tutti i Codici e le leggi piu’ importanti, il PIL – prodotto interno lordo – dal 1999 aumenta circa del 7% ogni anno). E’ come l’Italia dei primi anni ’60, il periodo del nostro boom economico, le somiglianze sono tantissime.

 

Vorrei in conclusione, non tanto perche’ e’ una mia opinione, ma perche’ e’ quello che vedo e sento in giro per la Russia, rassicurare i dubbiosi: la Russia non tornera’ indietro, non abbandonera’ il mitico mondo del libero mercato, il comunismo e’ morto e sepolto (e’ rimasto una cosa per i soli pensionati!), al limite cerchera’ di avvicinarsi magari al modello cinese: libero mercato in un regime autoritario e monocratico. L’ipotesi ci fa paura? … Ma siamo sicuri che da noi sia tanto diverso?.

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Elogio della babuscka

di ilrusso (30/08/2004 - 17:04)

L’altra sera stavo tornando da Mosca con uno degli ultimi treni, era quasi mezzanotte. Ad un certo punto un uomo (seduto due sedili piu’ in la’ del mio) si e’ messo a litigare con un gruppo di giovani reo, secondo lui, di fare troppo rumore. I giovani, erano in sei, l’hanno mandato a quel paese; allora l’uomo (ubriaco, succede spesso in Russia) ha tolto dalla borsa che portava un bel coltellaccio e ha iniziato a minacciare i giovani avvicinandosi. Io sono rimasto impietrito. La situazione stava facendosi critica, i giovani ora erano spaventati, il vagone era abbastanza affollato ma nessuno muoveva un dito, finche’ al farsi sempre piu’ minaccioso dell’uomo, diverse donne, anziane o di mezza eta’, si sono alzate dal loro posto e si sono frapposte fra i giovani e l’uomo apostrofando pesantemente quest’ultimo (quasi come se fosse un bambino disubbidiente). L’uomo, a questo punto, ha desistito, ha bofonchiato qualcosa e poi se ne e’ andato in un altro vagone.

Le “babuscke” (letteralmente = le nonne) sono la spina dorsale e l’anima della Russia, ne difendono e tramandano i valori e le tradizioni (durante il Comunismo, ad esempio, hanno mantenuto, per quel che potevano, accesa la fiammella della religione, spesso battezzando, clandestinamente, figli e nipoti), e sono anche un importante ammortizzatore sociale (a chi potrebbero affidare altrimenti i loro figli le mamme russe, visto che quasi tutte lavorano e che spesso, date le distanze, stanno fuori casa per tutta la giornata – e considerate la fragilita’ della famiglia russa e la mancanza di servizi sociali?).  Non si puo’ immaginare la capacita’ di sacrificio di queste donne, eppure la loro umanita’ e generosita’ e’ fuori del comune. Io, italiano che non parla la loro lingua, sono stato accettato subito con calore da tutte le nonne, quando vado a casa loro mi fanno da mangiare le cose che sanno piacermi di piu’ e mi obbligano a finire tutto (perche’ sono magro); con una, addirittura, facciamo sempre dei gran discorsi, lei mi porta in giro per il giardino/orto e me lo descrive e mi spiega, lei parla in russo e io in italiano, ma ci capiamo.

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Ricordi di una trentenne

di ilrusso (25/08/2004 - 00:18)

A volte, quando parliamo con la mia compagna, russa, affiorano dei ricordi di quando c'era il Comunismo. Io non le faccio domande dirette, non so perche', e' una specie di pudore forse... non voglio sembrare troppo curioso. Comunque lei non e' che sia in difficolta' a raccontare (in fondo lei che colpa poteva avere di quello che le succedeva intorno?), anzi, come raccontavano i nostri vecchi che erano bambini all'epoca del fascismo, per loro quelli erano in fondo anni felici (ma per quasi tutti, no, gli anni della fanciullezza erano belli e spensierati).

Avere trent'anni oggi e' l'eta' giusta per raccontare com'era la vita allora, senza troppa nostalgia, senza troppo ideologismo, con obiettivita', si potrebbe dire.

Quelle che ho raccolto qui sono piccole cose, i ricordi della vita quotidiana, quelli che spesso si tralasciano quando si racconta la Storia. Ma sono fatti che a noi Occidentali danno molto stupore:

1.

Per vedere il telefono diffuso in tutte le case bisogna aspettare i primi anni '90 (e pensare che oggi i russi hanno quasi il record della diffusione di telefoni cellulari)! Prima lo conoscevano, certo, ma era presente solo in poche case (i potenti del Partito comunista, i burocrati di alto grado, chi faceva lavori che richiedevano di essere rintracciati prontamente);

2.

Non esistevano gli stuzzicadenti, per lo meno come li intendiamo noi ora: ci si arrangiava facendo la punta ai fiammiferi;

3.

Le donne hanno accolto con viva soddisfazione la scoperta occidentale del pannolino femminile, prima si usavano stracci che non venivano buttati, ma lavati e riusati.

4.

Nei negozi non si poteva scegliere quello che si desiderava, si prendeva quello che c'era. Succedeva, cosi', che nei reparti sportivi c'era un solo tipo (spesso anche di un colore solo) di costume da bagno femmnile, cosi' le donne si ritrovavano al lago o al fiume e scoprivano di essere tutte vestite allo stesso modo! Altrimenti nei reparti di frutta e verdura quando si vedevano in vendita delle banane (succedeva qualche volta l'anno) si facevano code incredibili e poi, quando si arrivava al proprio turno, si compravano tutte le banane che si poteva (a volte si riempivano gli armadi oltre che le dispense). Si usavano come merce di scambio, si regalavano a tutti i parenti, a volte se ne compravano cosi' tante che dopo un po' non se ne poteva piu' e finiva che marcivano;

5.

Anche l'automobile erano un oggetto misterioso (non che oggi ce l'abbiano tutti, anzi..), cosi' anche il viaggio piu' breve sembrava memorabile

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Vacanze bulgare

di ilrusso (15/07/2004 - 17:02)

Come molti russi vanno ormai facendo ho trascorso le vacanze in Bulgaria, sul mar Nero. A dir la verita’ non e’ poi molto diverso dall’Italia, certo non Rimini o la Romagna, ma certe localita’ minori come ce ne sono molte in centro o sud Italia (Marche, Abruzzo, Puglia, …). Spiagge di sabbia, mare tranquillo, ombrelloni, sdraio di plastica, venditori ambulanti, giochi sulla spiaggia, pedalo’… e dopo il mare shopping, ristoranti tipici, discoteche, cinema all’aperto (con gli ultimi film americani), gelati, birra ghiacciata… Ci si sente quasi a casa anche perche’ la moda e’ per lo piu’ italiana (e quindi sia nei negozi che indosso ai turisti si vedono abiti firmati Dolce & Gabbana, Moschino, Luciano Cavalli – tutte contraffazioni, mi dicono i bene informati…), la musica e’ internazionale ma con molto Ramazzotti o Zucchero o Bocelli, la gastronomia e’ fatta di cose semplici ma buone come carne o verdura allo spiedo (quasi sempre molto piu’ tenera di quella italiana), pesce e l’immancabile pizza (a volte molto lontana a volte molto simile alla nostra). Vanno molto le magliette ufficiali delle squadre sportive e fa tenerezza vedere quanti vestono, oltre comprensibilmente alla maglia della Juventus, del Milan, ma anche Roma, Lazio Inter e Parma, anche la maglia azzurra (o bianca) della nazionale (Del Piero e’ indubbiamente il preferito), viene da chiedersi: da dove arriva tutto questo amore per il nostro paese? Ce lo meritiamo?   Ma li vedono per televisione oggi i nostri “campioni”?? Ma forse e’solo perche’ le nostre maglie sono le piu’ eleganti…

Eppure di turisti italiani non se ne vedono (ma c’e’ qualcosa di strano perche’ nel chiosco dei giornali vicino alla spiaggia vendono addirittura delle copie di una rivista italiana di computer – forse e’ perche’ – mi dicono – c’e’ in omaggio un Cd con software gratuito e anche di Eva 3000, e qui e’ facile capire che la lingua in fondo non e’ che sia molto importante…e in fondo non ho neppure controllato di che mese e’). Ci sono invece, oltre ai russi, tedeschi (quelli dell’Est, i piu’ poveri), polacchi e inglesi; la lingua italiana, comunque, a parte poche parole, non e’ parlata (tranne la scoperta, sconvolgente, che tra di loro per salutarsi i bulgari si dicono “ciao”. Ma ci hanno copiato anche questo ? (non posso credere, infatti che l’abbiano inventato loro!).

La zona e’ anche abbastanza interessante dal punto naturalistico e culturale/archeologico (la Bulgaria e’ la terra dei Traci), ci sono piacevoli escursioni da fare, c’e’ una piccola citta’, Nassebra, che e’ una delle meraviglie protette dall’Unesco, ci sono buoni vini da degustare.

E’ vero che arrivarci non e’ facile, con l’aereo un volo diretto dall’Italia c’e’ solo per Sofia, la capitale, che dista 500 km. (e qui sono davvero tanti), pero’ ci sono dei pullman che regolarmente 1 o 2 volte la settimana vanno in Italia. in diverse citta’, mah!

Per il resto, la Bulgaria che ho conosciuto e’ la parte piu’ sviluppata, quella costiera, si vede tuttavia che hanno ancora tanta strada da fare, ma non sono in condizioni tanto brutte poi; va inoltre considerato che sta entrando nell’Unione Europea e quindi sta recependo molti standard che sono obbligatori per gli Stati membri. Da pochi anni (dal 2000) non occorre il visto per entrare, e questa e’ una bella comodita’.

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Cercare l'amore via internet

di ilrusso (24/06/2004 - 10:35)

Sono molti ormai che cercano l’anima gemella usando internet, quello che vorrei dire e’ che e’ un sistema che funziona veramente.

Internet e’ uno strumento straordinario, offre opportunita’ veramente eccezionali, ho visto persone che normalmente incontrano molte difficolta’ nei rapporti interpersonali (handicappati, timidi, delusi e demoralizzati) risolvere i loro problemi e, finalmente, trovare anche l’amore. In internet si possono superare tutte quelle barriere (di lingua, razza, cultura, ...) che in genere impediscono o limitano il desiderio di esprimersi liberamente e di fare incontri e conoscenze.

Con la Russia tutto questo e’ diventato un fenomeno dalle dimensioni molto vaste (tanto che per molti e’ occasione di lavoro o di affari in genere).

Ci sono diverse spiegazioni: prima di tutto e’ vero che molte donne russe sono disponibili a trovare mariti stranieri (questo non significa automaticamente che sognano di fuggire dalla Russia), spesso sono secondi o terzi mariti, cioe’ a seguito di divorzi (e non e’ raro, quindi, che ci siano figli a carico). In secondo luogo internet in Russia e’ abbastanza diffuso, ci sono diversi internet point pubblici per chi non possiede il pc e internet o amici che si prestano a fare da tramite. Terzo, la Russia e’ un luogo molto interessante da visitare e, cosi’, si coglie l’opportunita’ per organizzare tour e viaggi turistici (cosi’, almeno, non si torna a casa completamente a mani vuote...).

I modi per entrare in contatto sono, anche questi, diversi: chi vuole, ha piu’ intraprendenza e magari dimestichezza con l’inglese trova i siti di incontri (le community dove si chatta o dove si fanno incontri “virtuali”). Non costano niente, ci si registra: spesso ci vuole una gran quantita’ di tempo da perdere e bisogna fare una bella scrematura iniziale (dai perditempo, dai semplici curiosi), ma si possono trovare delle belle segretarie o interpreti cui entrare in contatto (ne conosco molte che durante il lavoro, ogni giorno, non resistono al fascino dalla chat – non tutte sono belle e giovani, pero’...).

Chi vuol pagare qualcosina, vuole un minimo di assistenza e sicurezza (non sempre garantita, pero’) puo’ affidarsi ai servizi che mettono online foto e schede delle ragazze, a volte si paga solo per le risposte, a volte per acquistare gli indirizzi prescelti, a volte per entrare nel club di chi e’ abilitato a corrispondere. Un esempio sicuramente affidabile e’  www.loveme.com , sito americano, e’ necessario conoscere l’inglese anche se si possono poi trovare ragazze che parlano l’italiano, e pagare tramite carta di credito; e’ di un’organizzazione grande e potente, organizza anche Tour (costosetti) in Russia o Paesi della ex URSS in cui vengono anche presentate molte ragazze. In questi siti, una volta acquistati gli indirizzi, si deve fare da soli (molte agenzie, tuttavia, offrono anche servizi di traduzione o di recapito di regali alle ragazze).

Chi non ha tempo, o non sa come si fa o vuol essere proprio sicuro puo’ rivolgersi alle agenzie matrimonali che funzionano via internet, hanno costi molto piu’ contenuti (accessibili a tutti)  rispetto a quelle tradizionali;  anche qui si scelgono le ragazze da cataloghi online ma, in piu’, si puo’ avere dai responsabili dell’agenzia presentazioni telefoniche e assistenza sui vari aspetti, da come impostare le lettere con le ragazze a come organizzare il viaggio (di lui in Russia o di lei in Italia). Una agenzia che lavora bene, ormai provata e collaudata in Italia, e’ www.agenzia-marianna.com .

Quindi entrare in contatto, conoscere ragazze (donne) russe e’ una cosa tutto sommato facile, e’ anche una specie di gioco, appassionante, emozionante e eccitante. Occorre, pero’, essere attenti e vigili perche’ possono esserci brutte sorprese.

-         Alcuni siti (tra i tantissimi esistenti) ne approfittano e imbrogliano, mettono cataloghi con ragazze inesistenti (le foto sono quelle di modelle prese, a loro insaputa, da altre fonti) o ragazze che non hanno nessuna intenzione di cercarsi un marito all’estero (sono solo pagate per rispondere alle lettere), si puo’ capire dalla “fattura” del sito (la grafica, l’impostazione, i servizi che offre, in genere sono poveri e artigianali) o dal fatto che si fanno pagare per ogni lettera spedita e non rivelano gli indirizzi delle ragazze.

-         A volte anche in siti “seri” e affidabili ci sono ragazze che hanno come unico scopo “spennare il pollo” di turno, fingendosi (da subito, in genere) follemente innamorate per poi cominciare a chiedere denaro o regali costosi. E’ difficile difendersi in questi casi, esistono liste (“Black list”) su internet di ragazze riconosciute truffatrici (“scammers”), e’ bene dare un’occhiata in caso di sospetti; un segnale, comunque, e’ quando chiedono un po’ troppi soldi con motivazioni strane (la mamma molto malata, la perdita del biglietto aereo, etc.).

-         Anche se non ci sono imbrogli ci possono essere problemi, ad esempio con le foto: le russe amano farsi fotografare in posa, cioe’ molto truccate, quando poi le vedete di persona vi appare tutto un altro aspetto (a volte quasi irriconoscibile); oppure con l’inglese: non in molte lo conoscono, spesso le lettere passano in diverse mani (amiche, sorelle, traduttrici varie, etc.) prima di essere spedite o lette, questo fa si che si creino malintesi o fraintendimenti.

-         Non bisogna dimenticare che Russia e Italia sono Paesi abbastanza lontani, non tanto o non solo geograficamente ma come cultura e condizioni sociali: le ragazze russe hanno un’idea stereotipata (e spesso falsa) degli italiani, hanno in mente Celentano, Toto Cotugno, Bocelli e pensano che gli italiani siano tutti cosi’. Inoltre, in genere, per le  donne russe l’uomo deve essere “macho” (anche se poi, a poco a poco, comanderanno tutto loro...).

-         C’e’ poi una componente fortemente emozionale, di sogno: le donne russe che cercano l’amore da uno straniero via internet spesso cercano proprio il Principe Azzurro, so di matrimoni naufragati non tanto perche’ la donna, una volta sposata, in Italia e ottenuta la cittadinanza (che, tra l’altro ora e’ piu’ difficile da ottenere), abbandona il marito per un altro piu’ giovane e bello e ricco, ma perche’ resta delusa della nuova vita intrapresa, scopre che e’ una vita “normale” anche se con qualche agio in piu’.

In ogni caso c’e’ su Internet  (a questo indirizzo: www.womenrussia.com) una bella e molto utile guida per chi cerca l’amore in Russia tramite internet, e’ veramente consigliabile leggerla bene, anche se e’ in inglese (il mio consiglio, comunque e’: provateci!).

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Vivere in Russia

di ilrusso (17/06/2004 - 21:47)

E’ difficile per un italiano vivere la vita di un normale russo. E’ come tornare indietro di 40 anni, vivere l’Italia degli anni ’60. (Per certi aspetti e’ anche un interessante esperimento sociale, se, come insegna la Sociologia, la gente, che si dimentica facilmente del passato, vede come un’evenienza drammatica e neppure da mettere in discussione la retrocessione a un livello inferiore di vita sociale ed economica).

Cosa e’ piu’ difficile da sopportare?

Non tanto gli aspetti ‘normali’ del vivere in un Paese straniero (differenza di alfabeto, di lingua, di cultura, di abitudini), non tanto il clima (sarebbe noioso, no, vivere in un Paese tropicale con quasi la stessa temperatura tutto l’anno? ... scherzo) ma due cose: la prima ha una componente psicologica, ed e’, appunto, l’amara constatazione di essere scivolato indietro nel tempo (le stesse cose di quando ero bambino – e che mi ero ormai dimenticato – strade brutte e polverose, vecchine che all’angolo vendono misere cose, automobili sgangherate, con armadi e scatoloni sistemati miracolosamente sul portapacchi, polizia corruttibilissima con, in fondo, pochi soldi, e poi case piccole in grandi palazzoni, divani/letto, treni al mattino stracolmi e di sera sporchi e puzzolenti, e cosi’ dicendo). La seconda ha, invece, una componente che si potrebbe dire fisiologica, ovvero la fisica incapacita’ a sopportare la mancanza di privacy, l’affollamento (e’ paradossale, ma e’ questo che si vive nelle grandi citta’), l’atteggiamento autoritario e dispotico di tutti i funzionari pubblici ( per cui i cittadini sono tutti come bambini dell’asilo), il tempo morto, dilatato (lunghe code, i ritardi, i tempi di attesa per ottenere qualunque cosa, etc.), lo squallore degli ambienti (muri sbrecciati, lampadine mancanti, rovine, .. – mi sono accorto che ormai non riesco piu’ a vestirmi con eleganza, ma vesto sciatto e trasandato), tutte cose che mi fanno venire le palpitazioni e il mancafiato.

Ci sarebbe anche un’altra cosa, ma devo ancora metterla bene a fuoco, riguarda un modo di essere recente degli italiani, ovvero la socialita’, il rispetto per la cosa pubblica, l’operosita’ per rendere la vita di tutti comoda e migliore (qui in Russia il bene pubblico e’ una cosa che hanno a cuore solo alcuni vecchi comunisti).

Recentemente, dopo quasi un anno, sono tornato in Italia, la prima impressione e’ quella di respirare meglio, si nota l’ordine, la pulizia ( e pensare che non siamo la Svizzera!), ma poi, guardando la gente,  si coglie visi tirati, stanchi o annoiati, il ripiegamento su se stessi, la poca fiducia nel futuro.

Vorrei tanto poter dire: cari concittadini, teniamoci ben strette queste nostre grandi conquiste, andiamone fieri e difendiamole con i denti!

 

(P.S. con questo non posso certo dirmi pentito di essere venuto a vivere in Russia...)

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I soldi sotto il materasso

di ilrusso (16/06/2004 - 16:59)

Qualche giorno fa qui in Russia e’ fallita una banca. Non e’ la prima e non sara’ l’ultima. Una cosa cosi’ (che in Italia sarebbe un vero scandalo e susciterebbe un mare di proteste e preoccupazioni) in Russia non scuote e non sorprende nessuno, tanto i russi alle banche non credono (e, molti, le vedono ancora con odio e ostilita’ come vecchio simbolo del capitalismo). Alle banche ricorrono, per lo piu’, quelli che per affari sono abituati ad operare con le ditte straniere, ma a pochi veramente viene in mente di utilizzarle come luogo dove mettere al sicuro o far fruttare i propri risparmi. Cosi’ non e’ raro vedere russi abbastanza agiati tenere i soldi semplicemente in casa e magari neanche tanto nascosti. Incoscienza, leggerezza? Mah, forse..., certo che, per me, e’ evidente che i russi hanno una concezione del denaro diversa dalla nostra, ne sono molto meno attaccati. Mi raccontano qui che se si va al ristorante capita spesso vedere quasi litigarsi per chi paga il conto (nel senso che ognuno vorrebbe pagare lui per tutti); c’e’ anche una barzelletta simpatica “Tra uomini: Mmmm, belle queste scarpe nuove, quanto le hai pagate? 200 dollari? Ma che sciocco, c’e’ un negozio in centro dove potevi pagarle 400!”.

Si potrebbe, comunque, anche dire che e’ un po’ come fare di necessita’ virtu’, visto che, ad esempio, scotta ancora il ricordo della crisi del 1997 con un tasso di inflazione tale da bruciare in pochi giorni i risparmi costruiti in anni...

In ogni caso mi piacerebbe poter dire tutto questo ai molti che in Italia, sentendo in Tv o leggendo sul giornale qualche episodio di questo tipo, pensano che le donne russe vengano in Italia solo per accalappiare il gonzo di turno, sposarlo, fare la bella vita alle sue spalle e poi, dopo un po’, abbandonarlo o cornificarlo. Io posso dire, invece, che ho visto donne russe dopo qualche mese di vita in Italia decidere, per la nostalgia e il non adattamento, di tornare a vivere nel loro Paese d’origine o altre che hanno pregato il loro futuro marito italiano di andare a vivere in Russia, infischiandose e rinunciando a tutti gli agi e il benessere della nostra civilta'.

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I russi

di ilrusso (01/06/2004 - 20:12)

Riporto pari pari questo testo che ho trovato sul forum Italia/Russia (grazie a Densil), per quanto ho visto io mi sembra molto condivisibile:

"Quando si generalizza si sbaglia sempre, c`e` sempre l`eccezione. Tuttavia qualche considerazione generale la si puo` anche fare. Anch`io sono russofilo e ho viaggiato parecchio in Russia, l`idea che mi son fatto e` che come societa` sono un disastro, ma presi individualmente sono le persone piu` intelligenti che ho conosciuto. Sono generosi fino
all`autolesionismo (e questo e` un pregio e un difetto allo stesso tempo), non hanno minimamente il senso del denaro (anche questo e` un pregio e un difetto).Alternano in egual misura dolcezza e cinismo.
Kipling li aveva definiti cosi`:
un russo: un genio.
Due russi: una partita a scacchi.
tre russi: niente.

Per "par condicio" aggiungo le altre:
un inglese: un cretino
due inglesi: una partita a cricket
tre inglesi: un popolo.
Un` italiano: un tipo simpatico
due italiani: un litigio
tre italiani: tre partiti politici".

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L’ingegnere ubriaco e cosa ha lasciato il Comunismo

di ilrusso (23/05/2004 - 08:09)

Visto con i miei occhi: ad una fermata dell’autobus un uomo, sui 50 anni, malvestito, non rasato,  evidentemente ubriaco e molto simile a un barbone (o forse lo era proprio)  guarda con insistenza due ragazze, non piu’ di vent’anni; ad un certo punto domanda: “ma voi conoscete il Teorema di Pitagora?”, le ragazze lo guardano stupite ma poi, ripresesi, rispondono e dimostrano la loro conoscenza della matematica. Segue poi tutto un botta e risposta, come fosse un quiz della televisione, finche’ arriva l’autobus e le ragazze partono. Poi l’uomo si rivolge a noi e spiega di essere un ingegnere e di avere lavorato per l’industria aereonautica (ora non si capisce bene cosa faccia).

Questo piccolo episodio mi porta a qualche riflessione sul comunismo come e’ stato realizzato, e sulle conseguenze che ancora oggi segnano la societa’ russa. Certo ha appiattito le professionalita’ (ingegneri, ma anche altri laureati, come ad esempio i medici, guadagnavano anche meno di un operaio specializzato), ha reso tutti un po’ come dei burocrati (tutti lavoravano per lo Stato), ha tarpato le ali a chi aveva idee e iniziativa (i progetti passavano solo dopo un lungo iter di approvazione politica e burocratica). Non e’ riuscito (anzi ...)  a eliminare la piaga dell’alcolismo.

Pero’ ha posto le basi nel popolo russo per l’apprezzamento della cultura e della conoscenza tecnica. Non e’ raro, infatti, trovare nei piccoli (e spesso sovraffollati) appartamenti russi un pianoforte, tanti russi sanno suonare uno strumento musicale; nei teatri spesso fa tenerezza dare uno sguardo al pubblico e vedere gente vestita semplicemente e poveramente eppure attenta e competente, oppure capita (e’ successo a me, non invento) di sentirsi telefonare e sentire da un vicino di casa, russo come tanti: “Accendi subito il televisore al canale xx, c’e’ un’intervista a Tonino Guerra che non devi assolutamente perdere!”. E, allo stesso modo, la gente sa tutto sulla conquista dello spazio (qui motivo di grande orgoglio).

Certo si potrebbe dire che il popolo russo e’ intelligente e predisposto al ragionamento e alla matematica (non sono forse, i russi, tra i piu’ bravi scacchisti al mondo?), ma cosa dire, allora, dell’amore per lo sport praticato e dell’attivita’ fisica (tutti qui sanno nuotare, non e’ difficile vedere famiglie con genitori non piu’ nel fiore dell’eta’ e figli ventenni giocare nei parchi a pallavolo o basket)?

Merito del comunismo e’ stato senz’altro indurre all’educazione e alla cura sia del corpo che della mente della persona. Certo in modo parziale e vigilato (la troppa liberta’ di pensiero veniva punita), ma se l’alternativa e’ lasciar liberi i propri giovani di imbottirsi di TV, di videogiochi o di trovare i modi per spendere sempre piu’ denaro in cose superflue, cosa e’ da preferire?

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Putin, la politica e i russi

di ilrusso (19/05/2004 - 14:06)

Putin e’ stato rieletto Presidente, e per altri quattro anni potra’ governare i russi. Ha vinto con un margine larghissimo, alcuni dicono che, in realta’, non aveva avversari adeguati. Comunque non e’ che ci sia stato, da parte dei russi, molto entusiasmo e molta passione, ne’ nel seguire la campagna elettorale ne’ nel salutare Putin vincitore.

I russi non sembrano molto interessati alla politica, l’atteggiamento tipico verso il Potere e’ di sottomissione e di disillusione, sono e si sentono ancora sudditi e non cittadini. Molti osservatori stranieri hanno commentato che il popolo russo vuole, come sempre, essere comandato da una Autorita’ forte, capace e buona, e’ il mito del  buon Re che e’ sia padre che padrone.

La caduta del comunismo ha prodotto un effetto strano, ha reso cioe’ i russi molto piu’ scettici e critici, prima non sapevano quasi niente di quello che succedeva, immaginavano ma non erano certi, ora si vede e si sa molto di piu’ e si scopre che la Politica e’ fatta di tante cose e che l’attenzione a promuovere e realizzare il Bene Comune non e’, probabilmente, l’interesse principale dei politici.

E’, in fondo, un atteggiamento abbastanza ingenuo, specie per un Paese dove per settantanni non esisteva altro che il Partito unico, ma, purtroppo, la caduta del regime e l’ingresso nel mondo occidentale fatto di democrazia e di capitalismo hanno creato altissime aspettative. Cosi’, se ascoltate la gente per strada, vi stupirete di sentir parlar male sia di Gorbaciov che di Eltsin “Erano dei gran chiacchieroni, parlavano parlavano ma poi facevano poco”, “Ci avevano illuso, ma non hanno mantenuto le promesse” sono le frasi che si sentono dire piu’ spesso. E pensare che Gorbaciov soprattutto, era per noi occidentali quasi un Mito, un Eroe, ma, viene da chiedersi, come puo’ un Capo politico astemio essere amato e rispettato dai russi?

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Le donne russe e gli italiani

di ilrusso (14/04/2004 - 12:43)

Frequento gli ambienti di Mosca dove si studia italiano e devo dire che e’ impressionante il numero di donne (ragazze) russe che hanno il compagno (fidanzato o marito) italiano, ci deve essere davvero un feeling particolare tra italiani e russe. Certo, se studiano italiano vuol dire che amano, o apprezzano, l’Italia, ma questa e’ altra cosa dall’innamorarsi di un italiano e, magari, sposarlo. C’e’ poi anche il “fenomeno” degli italiani che cercano proprio ragazze russe come compagne (anche magari da un giorno solo...) tramite siti internet specializzati (ce ne sono veramente tanti) o agenzie matrimoniali vere e proprie. Ho conosciuto anche diverse di queste situazioni e devo dire che, in generale funzionano. Al di la’ di quello che dicono i giornali o la tv (vecchi pensionati che hanno bisogno di mogli-infermiere, adulti sfortunati che sognano la prima donna della loro vita, e poi badanti e/o prostitute che realizzano il colpo della loro vita) la realta’ e’ piu’ ordinaria e “tranquilla”: ci sono persone che, per vari motivi, fanno fatica ad adattarsi a come sono oggi le donne italiane e trovano, invece, la soluzione in compagne di Paesi diversi. Vedo, comunque, che queste unioni durano; certo ci sono problemi di adattamento, di cultura e lingue diverse, di nostalgia (delle russe per la loro Patria – perche’ in genere la scelta di queste coppie e’ di vivere in Italia) e non e’ vero che le russe lo fanno principalmente per fuggire da una vita misera e di poche speranze, conosco donne che, constatato il fallimento della convivenza, sono tornate a vivere nella poverta’ del loro Paese natale.

Chiedo spesso a questi italiani cosa trovano di diverso dalle russe, rispondono che sono meno complicate, piu’ spontanee e genuine delle italiane, e piu’ “donne” con i sentimenti e i comportamenti tipici delle donne: la vanita’, la gelosia, il bisogno di essere protette e coccolate, i capricci anche ... Penso che sia, tutto sommato, vero, certo non si puo’ e non va bene generalizzare mai in queste cose, come in tutto il mondo ci sono tra le russe donne imbroglione, puttane, mascoline, etc (e, ad esempio, attenzione: le russe non sono tutte bionde, molte sono solo tinte!). Ma alcune caratteristiche le differenziano dalle italiane (o meglio dalle occidentali), forse perche’ vivono in un Paese non ancora sviluppato, sofisticato e benestante come l’Italia, forse perche’ sono abituate da sempre a fare da sole e a faticare per conquistare e trattenere poi i loro maschi (in Russia la sproporzione, come numero, tra femmine e maschi e’ maggiore che da noi). Per quanto riguarda il sesso, ad esempio, le russe hanno un atteggiamento piu’ naturale, con meno inibizioni, ma anche perversioni, delle donne occidentali (anche perche’ qui si sente poco l’influenza della religione e del relativo concetto di “peccato”), senza che  con questo possano essere definite delle donne “facili”. Si puo’ dire, comunque, che le russe sono educate, istruite, hanno cura di se’ (forse, fin troppo, e’ difficile trovarle in stile casual, sono sempre cosi’ “perfettine”), sono pulite, hanno rispetto per gli anziani e, prendete nota, molto orgogliose.... Una difficolta’ puo’ essere che, rispetto a noi italiane, hanno una espressivita’ minore, diversa: a volta non si riesce a capire dal loro atteggiamento se sono felici o tristi, soddisfatte o deluse.

Tutto quanto detto e’ tanto piu’ vero quanto piu’ ci si allontana da Mosca o San Pietroburgo, ovvero e’ soprattutto valido per le donne della Russia minore o periferica.

Ma anche l’uomo russo e’ diverso per diversi aspetti dal nostro, fanno fuoco e fiamme, sono grandi e grossi, ma poi davanti alle difficolta’ diventano agnellini o si ubriacano, e, comunque, sono in genere ruvidi e rozzi. In ogni caso, un avvertimento: alle russe (in genere, ci sono ovviamente le eccezioni) piacciono gli uomini-uomini e che fanno i veri uomini, ma questo piace agli italiani, non e’ vero?

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La Pasqua russa

di ilrusso (11/04/2004 - 21:46)

Anche in Russia oggi si festeggia la Pasqua (che, a differenza del Natale, cade lo steggio giorno che in Italia). Non e’ una cosa di massa, ma sono in aumento le persone che si recano nelle Chiese per farsi benedire i dolci (sono sempre di piu’ i panettoni e, anche i pandori italiani). Anche la funzione di sabato notte nella grande Chiesa di Cristo Redentore (quella ricostruita pochi anni fa e con una cupola tutta d’oro – l’edificio originale era stato fatto abbattere dal regime comunista ed al suo posto fu fatta costruire una piscina) era affollata.

La religione qui e’ un fatto ancora abbastanza strano, un misto di tradizione, superstizione, collante patriottico, politica anche. Da noi avrebbe fatto scandalo vedere il Capo politico della nazione, qui Putin, (e altri tre, tra cui il Sindaco di Mosca) citato piu’ volte con nome e cognome (si direbbe in Italia - qui con nome e patronimico, com’e’ usanza) dal Patriarca di Mosca nella sua omelia, poi fatto oggetto di benedizioni e raccomandazioni personali e infine rivecere una candelina accesa da tenere in mano per tutta la durata della funzione (a dire il vero si e’ spenta prima – qui le funzioni durano tantissimo), naturalmente sempre in piedi come tutti (nelle chiese russe non esistono panche o sedie). Ma Putin ha dimostrato di conoscere il rito e, a volte, ha anche pronunciato ad alta voce i versi di alcune preghiere (ah, quindi non conosce a memoria solo le canzoni dei Beatles!): frutto del suo diabolico intuito politico (oggi e’ utile e conviene essere amici della Chiesa) o vera devozione? Mah, a me sembrava quasi sincero... Si si, cosa davvero strana qui la Religione, si e’ scoperto che Kruscev aveva mandato la figlia con marito ad una udienza e una benedizione in Vaticano con il Papa (si e’ visto anche nel bel sceneggiato su Papa Giovanni XXIII trasmesso poco tempo fa da Rai1), che Gorbaciov era stato battezzato... forse qui l’unico davvero ateo era Stalin (ma non aveva studiato dai gesuiti? Ah, forse e’ per questo...).

Al sabato di Pasqua, quasi come fosse Capodanno, si aspetta la mezzanotte, poi si fa un brindisi, si mangiano le uova (spesso quelle di gallina, rassodate e dipinte di rosso, blu, verde, etc.) e qualche dolce e si grida “Cristo e’ risorto, Cristo e’ risorto!”, poi ci si bacia uno con l’altro. La domenica ci si riunisce con i parenti (chi puo’, chi li ha vicini) e si mangia, la Pasquetta qui non c’e’, peccato...

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Supermercati come Fort Knox

di ilrusso (08/04/2004 - 11:10)

Per noi italiani (occidentali) il supermercato e’ uno dei posti piu’ “normali’  in cui stare, con naturalezza e tranquillita’. Qui il supermercato e’ tutta un’altra cosa. Ce n’e’ uno in una citta’ satellite di Mosca (ma piu’ o meno anche gli altri sono cosi’) che sembra Fort Knox: protetto e vigilato quasi si vendessero lingotti d’oro. Oltre a telecamerine dappertutto ci sono, all’ingresso, quattro “assistenti” che non fanno niente, solo guardano e controllano, in piu’ gira per le corsie un vigilante vero e proprio con la pistola. Pensare che non e’ un supermercato grande (da noi sarebbe tipo supermarket di quartiere) e che non sta in una zona periferica e marginale ma in centro citta’. Ma da cosa mai vorranno proteggere? Qualcuno qui mi ha detto che ci sono ancora in Russia persone, nostalgiche del passato, che non vedono di buon occhio questi “simboli del consumismo” e inoltre ci sono in giro tanti “huligani” (giovani violenti e spesso ubriachi). Sara’ vero, ma non vedo proprio che entrino in un supermarket e sfascino tutto...

Comunque essere li’ fa sentire importanti, sono un po’ come uno status symbol; i supermarket in Russia, al contrario che in Italia, sono per chi e’ piu’ ricco, i prodotti costano di piu’ (ma ora li frequentano anche le vecchiettine, dicono che si’ i prezzi sono piu’ alti, ma qui nessuno imbroglia sul peso o sulla qualita’ – ad es. vendendo cibi scaduti da tempo abbondante, cosa che succede spesso nei tipici negozi russi).

Tutto questo, comunque, fa provare a un occidentale questo luogo come un po’ strano (e inquietante quasi), non e’ bello sentirsi cosi’ osservati (oltre al fatto che qua i commessi addetti agli scaffali si fanno assolutamente gli affari loro alla faccia dei clienti – retaggio dei vecchi tempi sovietici: fanno aspettare intanto che loro osservano gli scaffali, ostruiscono completamente il cammino con i loro carrelli giganti e altro... ma il Cliente non va messo prima di tutto??).

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Imparare l'italiano con De Andre'

di ilrusso (17/12/2003 - 09:34)

Forse, da lassu’, Fabrizio si volgera’ di tanto in tanto, con una smorfia di sorriso, piu’ per curiosita’ che per stupore, verso Mosca. Esiste qui, infatti, un Centro di Educazione linguistica in cui si impara l’italiano non sui manuali o sulle grammatiche ma a partire proprio dalle canzoni di De Andre’.

E’ un Centro che si basa su un metodo per insegnare le lingue davvero speciale e, a giudicare dai risultati, eccezionale: i piu’ dotati in 3 settimane di corso intensivo capiscono e parlano gia’ un buon italiano. Il Centro e’ piccolo, ma una buona parte degli interpreti o degli insegnanti di italiano che potrete trovare a Mosca provengono proprio da qui. E non fatevi strane idee: gia’ in molti hanno provato a chiedere di poter “importare” in Italia questo metodo (inventato da uno psichiatra bulgaro ma poi perfezionato da un insegnante russo), ma e’ molto difficile, non e’ tanto una questione di denaro o di gelosia, ma di scrupolo: vogliono essere sicuri che chi lo applichera’ lo faccia seguendo alla lettera le loro prescrizioni.
Non so perche’ si parta proprio da De Andre’, forse per la predilizione che ha per questo nostro grande cantautore Gherman, il Fondatore e l’Anima del Centro (che quando e’ nel Centro si fa chiamare Giordano Bruni). So, pero’, che il cuore si stringe quando, a Mosca, vicino a Natale, guardando fuori dalla finestra, e vedendo cadere la neve si sente nella stanza che tutti cantano La canzone di Marinella o La Guerra di Piero (loro cantano e suonano, noi italiani ascoltiamo o, al massimo, partecipiamo al coretto dei ritornelli – e’ sorprendente vedere come siano molto piu’ bravi di noi: loro conoscono le canzoni quasi tutte a memoria). Mi e’ capitato anche di essere dopocena in una casa di uno dei ragazzi usciti da un corso del Centro, vedere che portava il figlioletto di un anno e mezzo a dormire e che per addormentarlo cantava una strana ninnananna, una melodia davvero struggente, … tradizione popolare russa? No: “dormono dormono sulla collina … “ (“La Collina” - Non al denaro non all’amore ne’ al cielo).
Non so se esiste, mi sembra di si, un Istituto per la diffusione della Cultura italiana all’estero, non so nemmeno cosa faccia e come agisca, penso, pero’, che uno sguardo, e un po’ di attenzione, a questo Centro dovrebbe proprio darlo, fa molto piu’ lui, scommetto, che molte Scuole Ufficiali o Istituti Culturali.

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La Piazza Rossa? All’angolo di via Montenapoleone!

di ilrusso (16/12/2003 - 14:47)

Chi per la prima volta vede la Piazza Rossa non puo’ che provare una grande emozione, e’ grande, austera, stupisce il rosso scuro cupo dei principali palazzi, incute rispetto, forse soggezione … ma non e’ tanto questo …

si e’ consapevoli di trovarsi in uno dei posti piu’ famosi al mondo, e uno dei posti un tempo piu’ proibiti da visitare, questo era il centro dell’”Impero del Male”, il cuore dell’altro Mondo contrapposto al nostro (infatti, non riesco a capire il perche’, ma noi occidentali qui ci sentiamo quasi intimiditi, paurosi anche… e vedere, alzando lo sguardo, che la stella rossa brilla ancora dalle torrette del Cremlino non fa che aumentare il nostro disagio… ma che perfidi questi russi!)… quante immagini che hanno fatto la Storia tornano in mente ! Poi, passata la prima emozione, ci volgiamo attorno e cominciamo a guardare: e’ sabato, le coppie di sposi usano venire qui a fare le fotografie per l’album (ce ne saranno sette o otto, si fanno trasportare da limousine bianche veramente esagerate e pacchiane - saranno lunghe almeno 10 metri ognuna!), turisti giapponesi fotografano tutto (com’e’ loro solito), tanti mendicanti allungano la mano quando passiamo li’ vicino. Ma lo stupore piu’ grande e’ vedere, esattamente di fronte al Mausoleo di Lenin e alla scalinata con balaustra di marmo dove si affacciavano Breznev, Gromiko, Kruscev (i grandi capi dell’Unone Sovietica) nei giorni di grande festa, grandi, sfarzose vetrine di praticamente tutte le firme della moda italiana. Sembra di essere a Milano in via Montenapoleone!
Ecco, la Russia oggi e’ cosi’, la Vecchia Russia fa la coda per vedere il corpo imbalsamato di Lenin (ed e’ veramente lunga, noi, con una guida, paghiamo i militari di guardia che vedono che siamo italiani, sorridono, recitano due strofe di una canzone di Toto Cutugno e ci fanno passare davanti a tutti - Putin voleva farlo cremare perche’ mantenerlo cosi’ costa troppo, ma ha rinunciato temendo le violente proteste della gente piu’ povera, quella che viene da lontano, e non certo da Mosca), i Nuovi Russi (ma sono ormai tanti, e sempre di piu’) invece affollano il grande Centro commerciale e sognano (ma non pochi anche comprano) un abito italiano.
C’e’ chi grida alla profanazione di un luogo sacro (l’ultimo luogo sacro laico), sono quelli che credono che il Socialismo non puo’ morire cosi’ - di loro ormai sembra non curarsi piu’ nessuno - per gli altri la Russia e’ finalmente diventata un Paese “normale” … la realta’ e’ questa, cosa si puo’ dire, si puo’ forse esserne dispiaciuti? Mmmm… chissa’ …. certo che io provo un po’ di nostalgia, e’ la morte dell’Utopia, dei grande sogni politici e sociali, e il trionfo del realismo, ma il cuore ne piange…
Poi riprendo a camminare, mi avvicino un po’ di piu’ alle vetrine, vedo anche un bar dal nome italiano (sempre di fronte alle mura del Cremlino), guardo meglio e vedo una magnifica Torta delle Rose (bella che forse solo nella miglior pasticceria di Valeggio sul Mincio se ne trova un’altra uguale) nel centro della vetrina! E mi sento a casa e penso che gli italiani si adattano proprio dappertutto (e che in ogni parte del mondo apprezzano, se non tutto, almeno tanti segni dell’italianita’…).

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I tre miti

di ilrusso (10/12/2003 - 15:27)

I tre miti (piu’ uno) legati alla Russia
Un italiano che guarda oggi verso la Russia con l’occhio non disattento e con interesse lo fa sicuramente per uno di questi tre motivi (miti):
1) La Russia resta forse uno dei pochi posti al mondo dove sono ancora possibili grandi affari e velocemente.
2) La Russia e’ un grande Paese ancora tutto da scoprire.
3) Le donne russe amano gli uomini italiani.

C’e’ poi un quarto motivo (mito) ma riguarda veramente solo pochi vecchi nostalgici, ed e’ che qui c’era la patria del Socialismo (e che non puo’ essere sparito tutto!).
Cosa c’e’ di vero?
1) Tutto sommato e’ abbastanza vero, la Russia e’ l’unico grande Paese che fino a pochi anni fa (una quindicina) era veramente chiuso alla libera economia (il caso della Cina e’ diverso, economicamente e’ stata molto meno impermeabile agli influssi dell’Occidente). E’ anche un Paese dalle risorse naturali enormi, con un’economia in rapido sviluppo.
Pero’ occorre fare attenzione che la situazione politica per molti non e’ ancora stabile e rassicurante, che la legislazione e la burocrazia fanno acqua da tutte le parti (con la conseguenza di far aumentare di molto il potere e l’arbitrio di burocrati e poliziotti), che con i russi non e’ facile trattare (innanzitutto bisogna mettere in conto di dover bere molto alcol… poi sono imprevedibili e non sempre affidabili), che a Mosca ormai e’ difficile portare qualcosa di nuovo (restano diverse altre citta’ o regioni interessanti per fare affari, ma li’ non e’ sempre Occidente…), che dove e’ facile arricchirsi velocemente e’ altettanto facile prendere grandi fregature e perdere soldi.
2) Per chi si sente pioniere o viaggiatore avventuroso, insomma novello Marco Polo, la Russia e’ l’ultimo orizzonte che nasconde ancora fascino e mistero. E’ abbastanza vero anche questo, la Russia e’ il Paese piu’ grande al mondo ma per la maggior parte e’ quasi disabitato, inoltre molte zone e citta’ erano impossibili da visitare durante il comunismo (alcune, addirittura, - quelle di interesse militare ad esempio - erano state cancellate dalle carte geografiche). Solo a poche ore di automobile da Mosca si entra in paesaggi, naturali e umani, in cui sembra che il tempo si sia fermato al secolo scorso. E tuttavia ci sono diversi “tesori” da scoprire: localita’ in cui la natura e’ ancora incontaminata, testimonianze del passato, luoghi in cui si sono fatti pezzi di storia, i posti citati nei grandi romanzi russi… In Russia il turismo e’ ancora allo stadio di partenza.
3) Cosa posso dire, io vivo con una donna russa… (ed e’ vero che c’e’ un feeling particolare tra italiani e russe, e che le russe spesso sono scontente degli uomini russi...)
4) Mi spiace disilludere qualcuno ma qui il comunismo l’hanno seppellito e sembra proprio che non abbiano nessuna voglia di dissotterrarlo (e dico questo senza giubilo o ironia – i 70 anni di comunismo non si puo’ buttarli via tutti come solamente negativi). E’ vero che molti votano ancora un partito che si dice comunista e che molti hanno nostalgia di quegli anni, ma e’ piu’ per il disagio di dover vivere in questo capitalismo ancora un po’ troppo squilibrato e selvaggio che per la reale volonta’ di tornare ai quei tempi. Ho visto un giorno (il 7 gennaio, che in Russia e’ Natale) una manifestazione in piazza di ex comunisti, con tutte le loro bandiere rosse, facevano soprattutto tenerezza: erano veramente quattro gatti e tra di loro erano, forse, di piu’ gli stranieri (anche italiani, alcuni di loro li ho conosciuti) che i russi.

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