Piu’ freddi di cosi’!
Ieri sera stavo tornando a casa. Sceso dal treno, imboccato il solito stradino stretto, in fila indiana - c’erano molti altri con me - ad un tratto, a circa 50 m., sul marciapiede accanto a diversi negozi e un bar, ho visto le gambe di un uomo steso per terra. Pensavo “Il solito ubriaco”, ma, avvicinandomi, ho visto che un piccolo lenzuolo ricopriva quel corpo, a partire dalla testa, per meta’, che tracce di sangue - non molto in verita’ - erano ben visibili sulle pietre del marciapiede e che un poliziotto, uno solo, era li’ in piedi di fianco al morto e scriveva qualcosa su un taccuino. Io sono rimasto turbato, ho rallentato un po’ nelle immediate vicinanze di quella triste scena, forse mi sarei fermato, ma ho visto che tutti gli altri continuavano dritti per la loro strada come se niente fosse, sembrava quasi che non vedessero neanche quel povero fagotto per terra. Ho provato, con la coda dell’occhio, a guardare chi seguiva subito dopo di me, ma niente, imperturbabile, sembrava la sentinella del palazzo del Cremlino: sguardo fisso davanti a se’, non un movimento dei muscoli del volto. E cosi’ ho tirato dritto pure io.
In Italia si sarebbe formato subito un capannello di gente, chi si informava, chi avrebbe fatto commenti, chi avrebbe detto “Poverino!”. Qui niente. Ho pensato a possibili spiegazioni: avevano tutti fretta di andare a casa, era verso la fine della giornata, era dal mattino presto che erano lontani da casa, non volevano perdere nenche uno dei pochi minuti preziosi che finalmente potevano dedicare a se’ prima di ricominciare, domani, con la solita routine. O altrimenti: qui sono abituati a vedere gente ubriaca cadere, stare stesa per terra, dormirci anche, senza problemi. Mah … queste spiegazioni non funzionano, … il fatto e’ che i russi sono fatti cosi’: all’esterno, fuori di casa, sono riservati, controllati, timidi; non fanno schiamazzi, non rivolgono la parola a chi non conoscono, non sorridono. Qualcuno dice che e’ perche’ col regime comunista hanno imparato la grande convenienza di farsi ognuno gli affari propri, dati gli spioni, i delatori, la polizia che non si faceva scrupoli e onnipotente. Chissa’, forse sara’ anche per questo.
Ma intanto a noi i russi sembrano freddi, scontrosi, calcolatori, anche perche’ hanno modi di fare bruschi e autoritari.
Un altro concetto che puo’ spiegare il loro comportamento e’ quello di “massa”. Sono abituati a sentirsi trattati da massa, e col tempo, e’ andato a finire che si sentono massa. Mi e’ capitato piu’ di una volta una cosa banale ma indicativa: alla coda per comprare il biglietto per la metropolitana io mi avvicino, vedo che tutti sono allineati in lunghe file indiane davanti a due casse aperte ma noto anche che, inspiegabilmente, c’e’ una terza cassa aperta ma li’ davanti non c’e’ nessuno. Penso un attimo e poi mi levo dalla coda e mi piazzo la’ davanti: sono stato furbo, ecco gia’ preso il biglietto! Ma possibile che nessun’altro ha avuto questa idea? (Dopo di me pero’ anche gli altri ne hanno approfittato). E allora penso a quella volta in Sardegna, d’estate, con un gran caldo, quando ho visto un gregge di pecore riposare (per modo di dire, immagino, povere loro) vicino all’unico albero presente in un campo, con la pecora capo-gregge comoda all’ombra - assieme ad altre tre o quattro - e le restanti addossate le une alle altre ad arrostire al sole.
Ci sono, pero’ anche i lati positivi: potete leggere o pensare alle vostre cose sui treni o sulle corriere senza che nessuno mai vi scocci; potete andare vestiti per strada trasandati e barboni e fingervi, magari, intellettuali bohemienne o geni incompresi, e nessuno si stupira’ di voi, anzi qualcuno credera’ senz’altro a questo vostro atteggiamento o, mal che vada, vi rifilera’ senza chiedere grazie qualche rublo nella mano.
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