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Visita a San Pietroburgo

di ilrusso (22/07/2005 - 07:36)

 

 

A San Pietroburgo bisognerebbe passarci minimo un mese, non pochi giorni, tante sono le cose da vedere. E sarebbe bene andarci senza bambini piccoli, o forse no, perche’ escluderli dalla partecipazione alla visita di una delle piu’ belle citta’ al mondo? Non e’ forse interessante, poi, il turismo “dalla parte dei bambini”? (scoprendo, ovviamente, che i loro ricordi piu’ belli sono i campi di sabbia fine e gialla dove poter buttarsi tutti nudi e giocare liberi e indisturbati - si stavano svolgendo in quei giorni i campionati di beach volley – e i giochi d’acqua, sempre diversi e a sorpresa, delle fontane a Peterhof, insomma niente di piu’ e di diverso che se fossimo andati in un qualsiasi acqua park).

Qualcosa, comunque, siamo ugualmente riusciti a vedere. Come un bravo e diligente studente mi portavo sempre appresso un taccuino e nelle soste ai parchi, mentre le bambine approfittavano delle giostrine, seduto al fresco e all’ombra, annotavo notizie e sensazioni.

-         E’ commovente guardare l’altissima guglia d’oro che termina la cupola della Chiesa di S.Pietro e S.Paolo e pensarla come un fascio di luce che avvolge Pietro il Grande e lo innalza, con l’intercessione dell’Angelo, verso il Cielo. Si dice che Pietro il Grande mori’ di polmonite dopo un bagno nella Neva per salvare due pescatori che stavano affogando, se cosi’ fosse non mancherebbe nulla per farlo proclamare Santo.

Era un omone di due metri, intelligente, abile con la testa e con le mani (intagliava il legno come il migliore artigiano, cavava i denti – la sua passione, sembra che alla sua morte ne venne trovato, in una stanza del palazzo imperiale, un sacco pieno – come un esperto chirurgo). Era un visionario, ma anche un gran Capo di Stato e condottiero; volle costruire dal nulla - dove c’erano solo paludi e zanzare - una citta’ proprio li’ per presidiare il mare e indurre a miti consigli gli Svedesi, che infatti dopo la batosta subita smisero di porre le loro attenzioni sui possedimenti russi, ma volle anche punire Mosca, dove aveva visto uccidere i suoi genitori, e spostare altrove la capitale (dal 1712 S. Pietroburgo rimase capitale fino al 1918).

Cosi’ s’era fatto costruire una capanna di legno in postazione strategica per controllare l’andamento dei lavori, e la capanna e’ ancora li’, religiosamente conservata. La presenza di Pietro aleggia sempre sulla citta’, e ancora oggi, come allora, dall’alto della guglia d’oro osserva, attento, i cambiamenti della citta’.

-         Strano destino quello dei comunisti, avevano in odio questa citta’, emblema vivente dell’enorme separazione tra lo sfarzo, il lusso, la ricchezza e il potere, e la miseria, l’abbandono, la desolazione e l’abbrutimento, e volevano fargliela pagare, ma non ebbero il cuore di portare tanto avanti il loro progetto, tanta era la bellezza e la maestria che si trovavano davanti, cosi’ si ridussero a restaurare Chiese e oggetti sacri, salvo non offendere l’ideologia di partito, destinando qualche Chiesa a umili e profane attivita’ (come la superba Chiesa del Sangue versato, che assomiglia tanto a San Basilio di Mosca – costruita sul luogo dove venne mortalmente ferito lo zar Alessandro II) ridotta a deposito di patate.

La favolosa residenza estiva di Peterhof, invece, l’avevano riservata al riposo e al ristoro dei lavoratori, ma chissa’ quanti di loro, e quali, riuscivano veramente a godere di quell’atmosfera e di quelle visioni. Molti di meno dei russi odierni che, in massa, varcano ogni giorno i cancelli del Parco (per 100 rubli, piu’ o meno 3 euro) e, pagando qualche rublo aggiuntivo, noleggiano costumi d’epoca (ma che strana idea, chissa’come soffrono con questo caldo) per poter passeggiare tra i giardini e le fontane come Re e Regine.

Le donne russe sono impareggiabili, cosi’ come quando c’e’ la neve e –30, anche ora, tra sentieri in ghiaia, prati e stradine in terra battuta girano con le scarpe col tacco alto, a spillo, alcune, come se niente fosse. Sono sempre bellissime e eleganti, quando si travestono con i costumi dell’epoca ci fanno immaginare che spettacolo dovesse essere a quei tempi e come si dovevano sentire i maschi che frequentavano quel parco.

-         E’ molto emozionante, comunque, vedere ancorata tranquillamente, tra le enormi insegne pubblicitarie delle compagnie telefoniche e fatta meta continua di barche e barchette di turisti l’Aurora, la nave corazzata che con il suo colpo di cannone segno’ l’inizio dell’insurrezione del Popolo contro la Nobilta’ (a noi e’ piu’nota la mitica corazzata Potemkin; quella fece la stessa cosa, ma molto piu’ lontano, a Odessa, nell’Ucraina).

-         In una Chiesa sono stati recentemente sepolti l’ultimo zar, Nicola II, e gli altri componenti la sua famiglia (inclusa la mitica Anastasia). Ci sono le foto della cerimonia della traslazione delle salme, erano presenti tutti (boh, tanti, comunque) i discendenti della famiglia reale (inclusi alcuni che ora stanno in Italia, ah si’, ricordo che in un recente film di Muccino, c’era una giovane attrice esordiente di nome Romanoff...). Era presente anche l’allora Presidente della Russia, Eltsin.Questo fa il paio con la celebrazione, anche se in tono soft, fatta quest’anno da Putin di Stalin, a seguito dei festeggiamenti per i 65 anni dalla Vittoria nella Grande Guerra, tra i due episodi c’e’ continuita’, in realta’, la Russia non nega (e rinnega) il suo passato, ha il coraggio di confrontarcisivi e di guardare oltre; tutto ormai e’ Storia, e tutto dimostra che la Russia, nel bene o nel male, e’ sempre Grande.

-         Un po’ di folklore (si fa per dire): vicino alla fortezza antica, e all’acqua, ci sono dei bei prati, molti ne approfittano per prendere il sole, ad un certo punto, noi siamo sul marciapiede, vediamo una gran Maserati spider ultimo modello fermarsi al margine della strada proprio di fianco a noi, subito dietro frena sgommando un gippone nero, Natascia mi dice, allargando appena gli occhi “Ora inizia la sparatoria”, ma con sollievo vedo che dalla grande jeep nera scendono tre gorilla, di quelli come nei film, che si  schierano a protezione del tipo che scende dalla Maserati, uno basso e tarchiato, molto abbronzato, in semplice t-shirt rossa, con al fianco una Biondona. Quello va risoluto verso l’elicottero che l’aspetta sul prato, si mette a sedere, intanto che i gorilla circondano il veivolo e mostrano tutta la loro indole guardando in cagnesco tutti quelli che si fermano sulla strada e sul marciapiede (molto piu’ interessati, a dir la verita’, alla Maserati che a tutto il resto). Si aspetta un po’, da una terza macchina scende l’autista che portera’ via l’auto sportiva, finche’ finalmente arriva una quarta automobile da cui scende la seconda Biondona (questa, a dir la verita’, e’ piuttosto bruna), anche lei prende posto sull’elicottero che finalmente parte, seminando sabbia dappertutto e soprattutto addosso ai malcapitati bagnanti che, tuttavia, stoicamente sopportano. Va bene, direte voi, niente di speciale, potrebbe benissimo essere una scenetta da Costa Smeralda; si’, certamente, ma anche cosi’ si dimostra che la Russia e’ un Paese normale, solo che qui e’ tutto un po’ piu’ teatrale.

-         San Pietroburgo e’ la citta’ di Dostojevskj, di Pushkin, di Tchaikovskj, di Stravinskj, di Nurejev, di Borishnikov, della Achmatova, ... e’ una citta’ magica, degli artisti, degli amanti, dei romantici, diceva qualcuno che paragonarla a Mosca e’ come paragonare una bella contadinotta a una Principessa, e’ un’altra Venezia (beh, insomma), con i suoi canali e gli oltre 600 ponti (tra cui, sembra, quello piu’ largo al mondo).

Dal 1917 al 1924 il suo nome fu Pietrogrado (alla russa), nel 1924 alla morte di Lenin prese il nome di Leningrado, che mantenne fino al 1991.

- Siamo stati ospiti a Ragoburgo, da Marco e Katya, siamo stati bene, sono gentili e premurosi e, all’occorenza, valide guide o consiglieri. Se state programmando una vacanza la’, pensate al loro bed &breakfast.

http://www.ragoburgo.it

 

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