La dacia
(ultimamente sto scrivendo poco, lo so, ma chi l’avrebbe mai detto che avrei sofferto il caldo in Russia? Appena si puo’ si va al lago – dista solo 10 minuti di treno, o in campagna, che qui vuol dire al bosco. In casa si sta bene solo col ventilatore, e pensare che commentavo con ironia vedendo quanti russi avevano messo il condizionatore in casa!)
Cosa sarebbe un russo senza una dacia?
Molti russi sono stati costretti a vivere in citta’, in brutti palazzoni di quartieri dormitorio. Visto che, come si dice nel film “Il Dottor Zivago” (tratto dall’omonimo libro di Pasternak), “In ogni russo si nasconde un contadino”, la dacia e’ l’unico luogo dove questo tipico spirito russo puo’ prendere corpo ed avere spazio.
Ma e’anche la possibilita’ di coltivare fiori e ortaggi in proprio (un tempo, data la scarsita’ delle merci nei mercati e nei negozi russi del periodo sovietico, questa era una risorsa preziosissima) e dare sfogo alla propria abilita’ (conosco una donna che riesce a coltivare l’anguria, uno o due frutti l’anno, una poca cosa, ma appena fuori Mosca!); o di stare finalmente in liberta’, in calzoncini corti, scalzi e a torso nudo e a mangiare spiedini di carne e bere in santa pace (tranne il guidatore se poi c’e’ da tornare a casa in automobile – i russi sanno che la polizia non scherza con chi e’ in stato di ebbrezza).
Alcune dacie sono catapecchie o semplici depositi di attrezzi, altre sono quasi come un castello (spesso tutto di legno) con ogni comfort (incluso piscina e casetta per la sauna).
Mentre si trovava alla dacia in Crimea venne “sequestrato” e messo agli arresti domiciliari Gorbaciov, la dacia di Stalin e’ ancora oggi conservata ed e’ diventata quasi un museo, nella sua invece Eltsin pare ricevesse anche due/tre giovani e prosperose donne per volta, per farci il bagno insieme nella vasca.
La dacia e’ un’istituzione, nel periodo giusto (a cominciare da maggio – non per niente fino al 10 circa scuole e uffici sono chiusi), vige la regola che il venerdi si lavora fino alle 15.00/16.00 e poi si parte tutti per la dacia – infatti a Mosca le vie d’uscita dalla citta’ in quell’orario sono intasatissime.
Sono dei veri e propri status symbol, per loro si e’ disposti a fare follie (ci sono persone che ce l’hanno a 300/400 km. di distanza, perche’ – dicono – sono in posizioni ineguagliabili, fuori dal mondo, e costano pochissimo, e, senza fare una piega, riescono a passarci tutti i week-end estivi.
Sorgono in aree prescelte dall’autorita’ pubblica, spesso in mezzo ai boschi, o in zone che si sono rese disponibili (come ad esempio sotto le linee dell’elettricita’), in genere l’unica urbanizzazione e’ l’energia elettrica (ma non sempre), le strade sono abbandonate a se stesse.
Noi italiani dobbiamo ancora farci bene l’abitudine, accettiamo di corsa i vari inviti che ci giungono salvo, poi, fare la fine di Fantozzi (ci raccontavamo, con l’amico Vincenzo, l’ultima nostra impresa il week-end scorso: lui appena e’ sceso il buio e’ stato divorato in pochi secondi dalle zanzare e lunedi non e’ andato al lavoro perche’ aveva la febbre, io, che appena arrivato la’ ho cominciato a starnutire e a lacrimare per l’allergia e sono stato disteso tra le quattro mura finche’ un’anima buona e’ andata in citta’ e mi ha preso delle pillole).

Ah, una cosa che mi ha stupito e’ la vegetazione: la prima volta che sono venuto in Russia mi chiedevo che vegetazione mai ci dovesse essere qui, cosi’ lontano dall’Italia (2.500 – 3.000 km.), pensavo ci fossero molte diversita’, invece no, almeno al di qua degli Urali, dall’altra parte non lo so, non sono mai andato. Mi sembra proprio la stessa dei posti di villeggiatura in montagna (sulle Alpi, a quasi 1.000 m. di altitudine) dove andavo da giovane, e infatti nei boschi non e’ difficile trovare funghi (porcini, finferli), mirtilli, lamponi..
La nostra dacia e’ ancora in costruzione (come potete vedere nella foto), per ora abbiamo il terreno e qualche rudere, ma ci stiamo lavorando, in fondo il bello e’ anche questo, passare tutti i sabati e le domeniche a sudare e a faticare…
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