Battesimo ortodosso
Abbiamo fatto battezzare le nostre due bambine. E’ stata una cosa un po’ strana, Natascia non ci pensava neanche lontanamente (pur essendo stata – a differenza della maggiorparte dei russi – battezzata anche lei, e in altri tempi, quando bisognava farlo clandestinamente e rischiando anche un po’), lei dice di credere in Dio ma non nella Chiesa. Ad un certo punto, pero’ si e’ presentata una nostra nonna e ha detto che le bambine andavano battezzate perche’ altrimenti, in caso di morte improvvisa, sarebbero andate direttamente all’inferno. Questa nonna, sembra, e’ diventata religiosa solo di recente, e, insomma, la sua religiosita’ sembra soprattutto superstizione, e’ specialista di riti e ha una preghiera giusta per qualsiasi cosa (per l’automobilista, per chi prende l’aereo, etc. ormai ormai non si puo’ piu’ viaggiare se prima non si e’ data la comunicazione alla nonna di orario e itinerario, in modo da far partire in tempo la preghiera protettiva). Ma intanto e’ riuscita a convincerci (io non c’entro a dir la verita’, non sono neanche stato consultato) che la cosa va fatta (il ragionamento di Natascia e’ stato quello comune a molti “Perche’ no, tanto male non ne fa, e per il futuro, chissa’”).
Ci siamo presentati alla chiesetta, un po’ abbiamo atteso fuori (il battesimo era previsto al termine della funzione – l’equivalente della nostra Messa), ma poi siamo entrati anche noi. Le Chiese ortodosse sono diverse dalle nostre, intanto non ci sono sedie o panche, si sta sempre in piedi (e le cerimonie a volte durano ore!); poi sono piene d’oro - statue, accessori, lampadari, cornici, tutto e’ ricoperto o decorato d’oro – e di icone. Poi c’e’ una parte, quella piu’ sacra, che e’ chiusa ai fedeli e il sacerdote svolge meta’ della funzione la’ dentro, separato dai fedeli, e meta’ rivolto a loro. Di fedeli non si puo’ dire che ce ne fossero pochi, ma neanche tanti (considerato che la chiesa era piccola), ed erano soprattutto femmine e anziane o vecchie. I sacerdoti hanno tutti i capelli lunghi e le barbone e un’aria severa. Quando ha tenuto il sermone (che c’e’ anche qui, naturalmente) mi sono fatto tradurre da Natascia tutto quello che si poteva perche’ pensavo che dicesse delle cose molto interessanti e spirituali, invece ha detto banalita’ e ha continuato a lamentarsi che lo Stato dovrebbe aiutare la Chiesa, e che le loro condizioni economiche non sono buone. La funzione e’ piena di riti, ci si fa il segno della croce non so quante volte, alla fine tutti si presentano al cospetto del sacerdote e baciano il libro sacro che questi tiene in mano. Il canto e’ molto importante, non c’era un coro vero e proprio ma un gruppetto di fedeli, tutti giovani questi, che, evidentemente, erano preparati e accompagnavano con il loro canto le parti principali della funzione.
Il battesimo si svolge piu’ o meno come nella religione cattolica, si viene prima unti con l’olio sacro e poi bagnati con l’acqua santa, c’e’ il padrino e alla fine danno un certificato scritto in bella calligrafia e una candelina.
Oltre alle nostre bambine (5 e 7 anni) c’erano due neonati, un adulto e due giovani.
Intanto che celebrava il battesimo il sacerdote ha espulso dalla chiesa una donna, non ho capito bene il perche’, ma penso perche’ non era vestita adeguatamente, e ha apostrofato con male parole il papa’ di uno dei neonati perche’ stava filmando con una cinepresa “Questa e’ una chiesa, ci vuole rispetto!”.
Insomma per me e’ stato un po’ come un viaggio indietro nel tempo, e i nostri cari fratelli ortodossi ancora non mi convincono, la loro religione da’ un’impressione di essere antiquata, chiusa e anche un po’ cupa, e i religiosi non sono neanche cosi’ santi e spirituali come, almeno, dovrebbero essere e come vogliono far credere. E i poveri fedeli paiono proprio, eterno destino russo, essere considerati massa ubbidiente e sottomessa (e loro, pare, controbattono assumendo della fede principalmente gli aspetti esteriori e rituali).
Con questo devo dire che, in fondo, mi sono simpatici, sono usciti dalle loro catacombe appena da pochi anni dopo settant’anni di repressione e di ateismo di Stato, stanno cercando faticosamente di entrare in contatto con il nostro mondo che, certamente, non si ferma ad aspettarli.
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